House’s Short Cuts: UNFRIENDED

unfriended-poster03Dopo tonnellate di Paranormal Activity ed affini cloni, decine di found fotage e discutibili horror giovani-decerebrati senza un pizzico di inventiva, ecco fare la sua comparsa Unfriended, pellicola più interessante di quel che potrebbe apparire a prima vista. Girato in tempo reale, un’ora e venti in tutto, sfruttando le potenzialità di un desktop e delle sue accessibilità verso il mondo (skipe, Facebook, spotify, google, youtube, iMessage….) questo filmino piccolo e forse già visto, stupisce piacevolmente non per la trama più che risaputa e fin troppo telefonata, ma per l’insolita ridda di mezzi espressivi che decide di utilizzare. Sfruttando intelligentemente possibilità piuttosto inedite, ma soprattutto mai usate in maniera così pertinente (essendo in tempo reale, il film è pieno di pause ed attese: mentre un filmato si carica o mentre attendiamo la risposta ad un messaggio…) Unfriended si classifica come una piacevole sorpresa di questa estate cinematografica appena iniziata.

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Houssy’s Short Cuts: JURASSIC WORLD

jp4-2015-posterSono passati 21 anni dal primo Jurassic Park, dal suo potente effetto wow e da quella sarabanda di idee giurassiche che ci hanno fatto ora sobbalzare sulla sedia, ora fatto emozionare. Dopo due capitoli che definire deludenti sarebbe pura bontà d’animo, ecco fare capolino questo Jurassic World, desideroso di cancellare i brutti ricordi e rinverdire i fasti del passato. Il risultato è un film-giocattolo che non annoia e non stanca, un blockbuster-baraccone che diverte grandi e piccoli (non troppo piccoli però…), facendo uso dei soliti effetti speciali impeccabili e di una bella dose di furbizia, innaffiata da una generosa spruzzata di cliché. Il miracolo purtroppo non si compie una seconda volta, ma se l’obbiettivo era quello ben più umile di far passare un paio d’ore di svago estivo, tra brividi PG-13 e qualche esclamazione di stupore controllato, allora lo spettatore non potrà far altro che ritenersi più che soddisfatto.

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Houssy’s Short Cuts: TOMORROWLAND

TL_Payoff_1-Sht_v6_Lg23Comincia bene Tomorrowland e finisce anche meglio, peccato che nella parte centrale subisca qualche cedimento. Avventura di lusso per bambini, Tomorrowland funziona splendidamente nel gettare le basi di un mistero affascinante e pieno di rimandi a certo cinema per ragazzi che non esiste più. Purtroppo l’asino casca nel momento di tirare le fila, la trama si fa nebulosa e a tratti addirittura confusa, vittima inoltre di alcune ingenuità tipiche del genere (il “cattivo” che non si rassegna, lo scontro finale, il sacrificio…). Per fortuna il finale strepitoso e pieno di una “luce” che scalda il cuore di questo vecchio romantico, fa dimenticare molte imperfezioni (non tutte però) restituendo al film un’antica dignità, capace perfino di portare con se un messaggio (“ci sono due lupi…”), un’usanza che sembrava essersi smarrita nella notte dei tempi. Tutta la preparazione e la partenza del razzo di Parigi poi, è un piccolo gioiello di cinema per ragazzi, che da sola vale il prezzo del biglietto.

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Houssy’s Short Cuts: LE VACANZE DEL PICCOLO NICOLAS

50662Il cinema per bambini (vogliamo dire per famiglie?) ci ha regalato gioie e dolori, ansie e sorprese. In questo panorama equamente diviso tra animazione più o meno convincente e una ridda di supereroi di cui non sempre sentivamo ll bisogno, ecco farsi largo la Francia, che quasi in punta di piedi, ci porta nell’universo familiare del piccolo Nicolas. Niente di miracoloso, ma complice una ricostruzione vintage che conquista a prima vista ed un primo tempo sinceramente esilarante, Le vacanze del piccolo Nicolas si ritaglia un posticino nel nostro cuore. Peccato che il secondo tempo perda un po’ di mordente, piccola e perdonabile pecca di un film che piacerà a grandi e piccini, per una volta liberi da personaggi infantili e sceneggiature fin troppo prevedibili.

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Houssy’s Short Cuts: TUSK

tusk-watermarked-1-693x1024Ecco un film che non piacerà quasi a nessuno e che è piaciuto tanto a me. Kevin Smith non tradisce mai e conferma che Red State non è stato un episodio isolato, Dopo tanto cinema divertente e generazionale, il cinema di Smith ha preso una piega diversa, tragica, dolente, inaspettata, crudele. Ecco dunque Tusk, storia di un mostro con le fattezze di un uomo, che troverà l’aiuto di cui ha bisogno, per diventare un mostro vero e proprio. Sgradevole, sconcertante e mai banale, il cinema di Smith ha iniziato a riflettere su ciò che l’uomo serba nascosto dentro di se, nel profondo, quell’inconfessabile putredine di cui tutti, un pochino, siamo pieni. Prezioso.

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Houssy’s Short Cuts: MAD MAX FURY ROAD

mad-max-fury-road-poster2Che razza di film spettacolare, meraviglioso, memorabile e spaccatutto. Infischiandosene di tutto e tutti, soprattutto dei suoi 70 anni suonati, George Miller riprende in mano la sua creatura, la estremizza e la sbatte in faccia al mondo, creando un film al fulmicotone che conquista e stordisce. Cinema puro, di razza, duro e tutto d’un pezzo, un inseguimento lungo quasi due ore, senza un attimo di tregua e senza rimpianti o scuse. Ogni altra parola sarebbe ridondante, Mad Max è un film che cresce, trovando i suoi spazi nel vissuto cinematografico di ognuno di noi, reclamando il posto che gli spetta, tra l’immaginario collettivo che in passato ha contribuito a creare e il futuro che ci aspetta. Indimenticabile.

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Houssy’s Short Cuts: HUMANDROID

ChappiescifiPosterartfullhandblocks1-1415050002Invecchiando, faccio davvero fatica a tollerare la superficialità altrui. Non voglio offendere nessuno, ci mancherebbe, ma liquidare questo splendido film, come un’accozzaglia banale di altre pellicole, significa semplicemente non averlo capito. Chappie (titolo originale che l’Italia ha ritenuto di sostituire con un anonimo Humandroid) parla di crescita, di tradimento, di responsabilità e di sofferenza. Difficile non vedere nell’androide fin troppo umano Chappie, i topoi della crescita, la difficoltà di garantire ai figli un futuro, il loro naturale allontanarsi dal solco tracciato dai padri, per liberarsi di ciò che gli è stato insegnato. C’è tanto libero arbitrio, tanta laicità e tanta speranza e cuore in Chappie, qualità che lo rendono indimenticabile. In una scena, Chappie-figlio, si accorge che morirà perché la sua batteria non può essere ricaricata,cosìi si chiede come mai il suo padre-creatore lo abbia messo al mondo per poi morire, ecco in quel momento preciso di profondità sconcertante riesce difficile (quasi impossibile) non sentire l’eco di quella stessa domanda, uscire dalle labbra dei nostri figli. Meraviglioso, anzi toccante.

Non toccatemi Chappie, non parlate male di mio figlio.

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