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Houssy's Movies 2.0

Recensioni tutte d'un fiato… per chi non ha tempo da perdere

THE HOURS

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Recentemente ho recuperato alcune vecchie video recensioni realizzate parecchi anni fa. L’idea è quella di pubblicarle sul blog e colmare così, quella che comunque ritengo essere una mancanza.

The hours è film complesso e stratificato, un sogno dentro un sogno, uno di quei film cerebrali ed emozionali al tempo stesso. Un viaggio nel cuore di donna, attraverso il tempo e lo spazio… destinazione, Cinema.

LE FORMICHE DELLA CITTA’ MORTA

locandinaimdbCome diceva il buon Anton Ego, critico culinario dello straordinario Ratatuille, ci sono più anima e cuore in qualsiasi opera del fare, piuttosto che in un milione di parole spese da chi quelle opere le commenta. Le formiche della città morta, film indipendente diretto da Simone Bartolini e prodotto da Nero Film, riesce in almeno due cose impossibili: la prima è quella di riuscire a fare cinema in maniera indipendente, con i suoi limiti certo, ma con tanto tantissimo cuore, in un paese che penalizza qualsiasi tentativo di creare qualcosa di personale fuori dai soliti canoni di accettabile “paraculaggine”; la seconda invece è determinata dal significato, destinato a raccontare una realtà cruda, quasi documentaristica e certamente necessaria, per capire ed interpretare il nostro tempo e i nostri giovani. Lasciando da parte la Roma sognante e splendida vista per esempio ne La grande bellezza, il regista si concentra sui lati oscuri della capitale, mai così ostile, matrigna e aliena, descrivendoci la parabola lunga un giorno, della vita di un piccolo aspirante rapper tossico e spacciatore, che tra piccoli espedienti, amori passeggeri, passati, futuri e sognati, tenta di sopravvivere in un mondo  senza pietà. Pur con alcuni dei difetti tipici delle opere prime, Le formiche della città morta ha un’urgenza di raccontare rara, che riesce nel difficile intento di trovare un proprio stie, una voce fresca e personale. Su tutto poi, restano nel cuore le due sequenze in cui il protagonista tenta un approccio con il padre, spaccato commovente di un’Italia familiare e proletaria, lavoratrice e disperata, che tocca fin nel profondo, arrivando a sfiorare, anche solo per un attimo, per il tempo di un’inquadratura, le vette del sublime.

MINIONS

quad-butt-aw_28973-minionsSe penso che aspettavamo questo film da praticamente 1 anno (a tanto risalgono i primi teaser) non so se ridere o piangere. Minions è l’ennesimo tentativo di costruire qualcosa che stia in piedi, utilizzando fondamenta di argilla e sabbia. Come praticamente quasi ogni spin off si sia visto al cinema (ancora tremo pensando a Il gatto con gli stivali), si pretende di utilizzare un personaggio di contorno, che funziona alla grande in un contesto più ampio, per costruirgli attorno una storia forzata, pretestuosa e spesso, come in questo disgraziato caso, sciocca. L’odissea di Kevin, Stuart e Bob a caccia di un cattivissimo capo da poter servire, è irritante, povera di idee e  probabilmente presuntuosa. E’ necessario infatti, avere in corpo una bella dose di spocchia, per essere convinti che un paio di siparietti comici già ampiamente visti nei trailer, conditi da un finale inspiegabile (cosa capita esattamente dopo l’esplosione?), per poter giustificare l’esistenza di un film di 90 minuti. Probabilmente però io sono solo un cretino che parla a vanvera, visto che il film è già campione di incassi con un rating medio di 6,7… Povera animazione e poveri bambini, condannati ad un cinema che li ritiene una merce priva di cervello, buon gusto e capacità di scelta.

PIRANHA

piranha_poster_02Era il lontano 1978 quando Joe Dante debuttava al cinema con un film di serie b, un epigono de Lo squalo, ma che di fatto alle generazioni, che vi si sarebbero imbattute, sarebbe sempre sembrato a tutti gli effetti appartenente alla prestigiosa serie A. Piranha è talmente pieno di invenzioni visive e narrative, da lasciare un segno indelebile nella memoria di ogni spettatore. Gli stessi effetti speciali tradizionali dei voracissimi piranha, hanno del miracoloso, riuscendo a rendere credibili e disturbanti gli attacchi subacquei, non grazie ad un computer, ma attraverso regia e montaggio. Un piccolo grandissimo film, fatto di idee e tanto cuore, Dante si fa le ossa e già mostra i prodromi del suo cinema che verrà, con un piede inevitabilmente ben piazzato nel passato e debitore a tante pellicole di serie B e l’altro proteso verso il futuro, verso tematiche importanti e delicate, come l’infanzia e l’importanza etica di fare la cosa giusta. Tutto comincia però da qui, dal 1978, da un film con protagonisti dei piccoli e ferocissimi pesci tropicali dai denti aguzzi. Da riscoprire ed amare.

BLOODY CULT: Horror Trash

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Una cavalcata nelle sconfinate praterie dell’horror trash. Per capirci, non il cinema pessimo (per lo meno non solo…) ma quel cinema brutto sì, ma con tanto tantissimo cuore. Un viaggio tra tanti titoli Troma, qualche chicca italiana e tanto cinema di serie z, talmente puro e sincero da diventare di serie A.

Buona visione.

LA 25° ORA

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Recentemente ho recuperato alcune vecchie video recensioni realizzate parecchi anni fa. L’idea è quella di pubblicarle sul blog e colmare così, quella che comunque ritengo essere una mancanza.

Un grandissimo film di Spike Lee, un cast eccezionale per raccontare l’ultima notte da uomo libero di un piccolo spacciatore e di una città, New York, ferita nel profondo dell’anima. Un film importante, sul riscatto e necessità di affrontare le proprie responsabilità.

Buona visione.

SAN ANDREAS

San-Andreas-posterNon sentivamo davvero il bisogno, dell’ennesimo catastrofico che si abbatte con rara cattiveria sulla malcapitata California, una delle mete preferite per cataclismi ed eventi di magnitudo inaudita. San Andreas parte in quarta, fin troppo per la verità, senza lasciare il tempo per far decantare almeno un minimo i tempi dell’azione, affastellando fin da subito scene pathos una di fila all’altra, tra un terremoto e uno tsunami. Il climax è talmente sospinto e forzato, da creare un distonico distaccamento emotivo nello spettatore, per la verità piuttosto annoiato all’ennesima scena madre di pericolo mortale. Gestendo malissimo le pause quindi, San Andreas, che vorrebbe essere un film che spinge sempre sull’acceleratore, risulta così ammorbato da una monocorde velocità di crociera sempre uguale a stessa. Le assurdità poi si sprecano: elicotteri che volano da soli, cellulari che funzionano quel tanto che basta per tranquillizzare i genitori, figlie resuscitate, onde anomale cavalcate con baldanza ed un pizzico di noia…

Resta impagabile la battuta finale, degna del miglior film comico; di fronte ad una California rasa al suolo, guardando intensamente una bandiera a stelle e strisce che garrisce al vento, il nostro Dwayne “The Rock” Johnson dal bicipite guizzante esclama: “ricostruiremo tutto”.

45 Minuti di applausi.

DE-GENERANDO: Genitori al Cinema

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In questa prima puntata parliamo dei genitori. Buoni, pessimi, pietosi, dispettosi, umani, eroici… Ecco quindi alcuni esempi di come il cinema si è occupata di questa figura, odiata ed amata al tempo stesso, in una sarabanda di titoli (corredati da qualche immagine) che spero non siano poi così scontati.

Ecco l’elenco dei film citati all’interno della puntata:

Il monello
Arizona Junior
Rosemary’s baby
Una vita al massimo
Sinfonia d’autunno
Tanguy
Gente comune
Big bad wolves
Father and son
Molto forte incredibilmente vicino
Buona visione.

TERMINATOR GENESYS

 Che pasticcio questo Terminator Genesys. Giunti al quinto inutile capitolo di una saga che aveva esaurito la sua ragion d’essere con i primi due splendidi film diretti da Cameron, ormai la trama gira a vuoto, accartocciandosi su se stessa, nel disperato tentativo di proporre qualcosa di nuovo, o più semplicemente cercando una direzione. Ecco dunque far ritorno i viaggi nel tempo, Sarah Connor e l’ormai immarcescibile Arnold Shwarzenegger, più confusi che mai nel tentativo di rendere plausibile ciò che non lo è. Un lunghissimo e noiosissimo inseguimento condito da tanti, troppi paradossi spazio temporali e dall’inquietante ghigno del macilento Arnold,  ecco cosa resta di Terminator Genesys, un’accozzaglia di soluzioni senza capo ne coda, messe insieme alla meglio, con il poco onorevole intento di stupire ad ogni costo.

Intanto con l’accumularsi di questa immondizia, l’ipnotico stupore del primo film, sembra sempre più lontano ed irraggiungibile per tutte le nuove generazioni di spettatori. Forse, Skynet ha vinto davvero.

GOING CLEAR: Scientology and the Prison of Belief

IMG_1724-0Qualcuno ha detto, Karl Marx direi, che la religione è l’oppio dei popoli… Affermazione mai così vera nel caso della famigerata chiesa di Scientology, finalmente ritratta e descritta in maniera spietata e senza compromessi, da questo bel documentario prodotto dalla HBO. Dal passato al presente, passando per le interviste ai “pentiti” eccellenti e per le folli stranezze del patron Hubbard in persona, quello che ne viene fuori è l’impietosa rappresentazione di quella che sembra essere un’allucinazione collettiva e senza senso. Extraterrestri, sedute di purificazioni estenuanti, omofobia e segregazione… Insomma sembra non mancare proprio nulla a questo ritratto a tinte fosche e forti. Da vedere per capire, farsi delle domande e riflettere, non solo su Scientology, ma sulla religione in generale. Mezzo prediletto dall’uomo per assoggettate i propri simili, relegandoli nelle tenebre dell’ignoranza e nella cieca obbedienza, di una vita priva di domande.

VACATION 

 Come si fa a non provare disarmante simpatia per la famiglia Griswold, che ormai dal lontano 1983 ci fa compagnia, mettendo alla berlina dabbenaggini ed idiozie tipiche dell’America peggiore, quella ignorante ed ottusa, scioccamente determinata a perseguire il proprio edonismo ad ogni costo. Ecco quindi di nuovo i Griswold, determinati a compiere la madre di tutti i viaggi, quello nel cuore della famiglia. Il lungo viaggio alla volta di Walley World è solo un pretesto per demolire ogni convenzione ed ogni topos, orgogliosamente privo di vergogna e di ogni senso del limite. Il resto è la solita sarabanda di idiozie ed amenità, volte a far implodere il concetto di famiglia, incapace di trovare la propria unità, senza prima passare dal calvario dell’umiliazione reciproca, attraverso la deflagrazione e la disgregazione. Perché non dimentichiamolo mai, la famiglia, in Italia come in America, è come una fenice, destinata a risorgere sempre e comunque dalle proprie ceneri.

Lunga vita ai Griswold di tutto il mondo, lunga vita a tutti noi.

THE GALLOWS

The-Gallows-PosterAl di là della struggente nostalgia per un cinema horror più dignitoso, intelligente e classico, quello che fa davvero incazzare (e io non uso mai parolacce…) di questo The Gallows non è l’assunto al limite dell’idiota, ma la messa in scena scelta per rappresentare queste infinite passeggiate per corridoi deserti, condite da qualche omicidio inutile. Sto ovviamente parlando del famigerato “found footage” metodo espressivo modaiolo ed economico (maledetto Paranormal activity! La peste a te e tutti i tuoi sequel!) che ormai da troppo tempo si è appollaiato sul nostro scroto appesantendolo ogni umana sopportazione. Quello che disturba qui, oltre ogni misura, è l’assenza di un senso: come sia possibile infatti che qualcuno ritenga credibile che qualsiasi cosa accada, ci sia sempre uno dei protagonisti pronto a registrare tutto con la telecamera di turno, resta un mistero insondabile e profondamente sciocco. L’ennesima presa in giro di un genere che scivolando verso il basso, ha impoverito se stesso e le vite di tutti noi, reiterando all’infinito la tendenza odierna, derivata dai social media, a condividere ogni cosa (anche la più insignificante) in qualsiasi momento e a qualsiasi costo. Forse allora, i veri colpevoli siamo proprio noi.

PROVA A PRENDERMI

Prova_a_prendermiRecentemente ho recuperato alcune vecchie video recensioni realizzate parecchi anni fa. L’idea è quella di pubblicarle sul blog e colmare così, quella che comunque ritengo essere una mancanza.

Uno dei migliori Spielberg degli ultimi anni, una caccia all’uomo narrata con levità ed ispirazione. Umorismo, ritmo e tre protagonisti (non dimentichiamo il sempre straordinario Christopher Walken) da applauso per un film da riscoprire.

Buona visione.

L’ A.S.S.O. NELLA MANICA

8407_poster_iphoneLa commedia americana per ragazzi, ha spesso preso delle cantonate, inseguendo progetti sballati o semplicemente sbagliati, incapaci cioè di unire l’universo scolastico con i suoi problemi e le sue naturali incomprensioni, con quella delicata riflessione sulla crescita che è necessaria in questo genere di pellicole. Pur non arrivando mai a sfiorare il perfetto equilibrio dei film di John Hughes (vero maestro di questo tipo di film), questo A.S.S.O. riesce ad essere sfacciatamente simpatico, pur portando in scena una trama più che telefonata. Forse il merito è dell’affiatata coppia di protagonisti, ben coadiuvati da un manipolo di comprimari motivati, oppure del ribaltamento di un paio di luoghi comuni, che non dispiaceranno ai più attenti e scafati. Infine quello che colpisce è l’assenza di un contrappasso; qui la cosa fondamentale non è punire i cattivi, ma scoprire ed apprezzare se stessi. Innocuo e dimenticabile, ma probabilmente perfetto per motivare il pubblico a cui si rivolge, una pletora di adolescenti in piena tempesta ormonale.

IO NON HO PAURA

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Recentemente ho recuperato alcune vecchie video recensioni realizzate parecchi anni fa. L’idea è quella di pubblicarle sul blog e colmare così, quella che comunque ritengo essere una mancanza.

Il bel film di Gabriele Salvatores tratto dal romanzo di Niccolò Ammaniti, i due uniranno i loro talenti anche nel successivo e sottovalutato Come Dio comanda, un apologo sull’infanzia, sulla crescita e su quella prigione chiamata vita.

Buona visione.

ZOMBEAVERS

zombeavers-posterE con questa, posso serenamente dire che ho visto veramente di tutto. Zombeavers, come fa sfacciatamente intuire il titolo, racconta in tono molto poco serio, la lotta impari tra un gruppo di sacrificabili giovanotti e un manipolo di affamati castori zombie, che a causa di un barile di rifiuti tossici, comincia a seminare morte e terrore nei dintorni di un laghetto, presso il quale, i nostri pelosi amici, hanno le loro tane. Umorismo di grana grossa e qualche colpo basso (il sacrificio del cagnolino), per un film che fa dell’imbecillità e dell’assenza di vergogna la propria bandiera. Piacerà a tutti coloro che vorranno toccare con mano l’abisso senza apparente fondo, in cui sta velocemente scivolando il cinema di genere, ridotto ormai a barzelletta.

A proposito, vi ho detto che chi viene infettato, diventa a sua volta una specie di incrocio tra un umano e un castoro? Genio!

A PROPOSITO DI SCHMIDT

A-proposito-di-Schmidt-cover-locandina-2Recentemente ho recuperato alcune vecchie video recensioni realizzate parecchi anni fa. L’idea è quella di pubblicarle sul blog e colmare così, quella che comunque ritengo essere una mancanza.

A proposito di Schmidt di Alexandre Payne con un meraviglioso e misuratissimo Jack Nicholson. Piccolo e dimenticato film da recuperare.

Buona visione.

Incontro con MICHAEL CIMINO

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Un breve incontro intervista con il grande regista americano, una piccola grande riflessione sul cinema. Michael Cimino, in visita a Bologna, racconta se stesso e la propria passione.

Buona visione.

GOOD BYE LENIN

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Recentemente ho recuperato alcune vecchie video recensioni realizzate parecchi anni fa. L’idea è quella di pubblicarle sul blog e colmare così, quella che comunque ritengo essere una mancanza.

Il tedesco Good Bye Lenin è film che non lascia indifferenti, perché osa mettere in scena la poesia, il sogno e l’utopia.

Buona visione.

MIA MADRE

MiaMadre_Moretti_PosterCome si fa a non amare questo film, a non voler bene al suo regista? Moretti mette tutto se stesso e il suo cinema in questa splendida pellicola che racconta con trasporto un rapporto da recuperare, anzi da capire e reinterpretare, attraverso il ricordo e a tratti il sogno. Nel mezzo, il cinema, tantissimo cinema, una fotografia non banale del nostro paese e la descrizione di un rapporto madre figlia, tra i più sinceri e toccanti che si siano visti recentemente in sala. Quello che infine spiazza veramente è il modo assolutamente non agiografico e totalmente trasparente in cui viene rappresentata la vecchiaia, una fase della vita che spiazza e lascia inermi. Mia Madre con il suo intimo equilibrio che profuma di catarsi, parla di tutti noi e così facendo ci costringe a volgere lo sguardo verso il domani e comunque a sorriderne.

John Turturro poi, regala attimi di travolgente e geniale umorismo.