BLOODY CULT: Vampiri

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Quarto appuntamento con Bloody Cult, trasmissione ideata e condotta dall’amico Fabrizio Carollo.

Questa volta parliamo di vampiri, una bella e lunga chiacchierata in cui citiamo moltissimi titoli, cercando di fornire spunti e suggerimenti.

Buona Visione.

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Houssy’s Short Cuts: STORIE PAZZESCHE

50508Basterebbe l’incipit, quei geniali 5 minuti iniziali così terribilmente divertenti e cinicamente bastardi. Per darvi un’idea: una serie di persone su di un aereo scoprono di essere accomunate dall’aver contribuito alla frustrazione e al fallimento dello stesso uomo, che li ha voluti tutti raccolti insieme sullo stesso volo per poterli così schiantare tutti, per pura e luciferina vendetta. Ecco questa è la prima delle tante storie pazzesche che affollano con intelligenza questo bel film argentino, candidato all’Oscar come miglior film straniero. Detonazioni catartiche, liti automobilistiche paradossali, matrimoni che confinano col sadomasochismo… Film cattivo, spietato, pazzesco, impietosa fotografia di un mondo abitato da esseri confusi e smarriti, preda di odio e futile stupidità.

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BLOODY CULT: Dylan Dog

dylan_dog_stano_mostri Puntata speciale su Dylan Dog, omaggiato dal Crime City Comics di Castiglion dei Pepoli in provincia di Bologna. Ovviamente l’occasione è gradita al sottoscritto, per poter parlare qualche minuto del rapporto tra Dylan Dog e il cinema, considerando da un lato le pellicole da cui ha spesso preso ispirazione e dall’altro quei film che hanno preso spunto proprio dall’italico fumetto per venire alla luce.

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Houssy’s Short Cuts: SPY

SPY_1SHEETPaul Feig è un tipo interessante, da tenere d’occhio. Nella tradizione di certa commedia Hollywoodiana, il nostro ci ha già regalato il notevole Le amiche della sposa e il piacevolmente sorprendente Corpi da reato (titolo italiano da denuncia, quello originale era The eat). Non sbaglia nemmeno questa volta e Spy, di nuovo affidato alle esuberanze di Melissa McCarthy, con la complicità di un esilarante Jason Statham, che rifà se stesso, diverte ed intrattiene. Grazie ad una perfetta scelta dei tempi comici, uniti ad una parodia gustosa ed intelligente di un cinema di solito fin troppo serioso, Spy funziona, rappresentando un bel colpo di coda in una stagione che ormai langue verso una lenta agonia estiva.

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Houssy’s Short Cuts: EX MACHINA

_1414684967Concetto interessante quello dell’intelligenza artificiale, già al centro di un’altro splendido film di questa stagione, quel Chappie che ha trovato spazio tra queste pagine. Ex Machina racconta proprio questo, il delicato equilibrio tra uomo e macchina, la dignità e la necessità di trovare uno spazio, un posto, una libertà troppo spesso negata. Il film indaga con sensibilità, una bella sceneggiatura e un’idea di finale forte, le dinamiche che stanno alla base di un futuro imminente e più che probabile.

Niente di epocale e rivoluzionario, ma tante belle domande e qualche risposta intelligente.

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Houssy’s Short Cuts: RUN ALL NIGHT

Run_All_Night_Poster_Italia_midEcco il problema di tanto cinema americano.

Prendete questo Run all night, soggetto interessante, cast di tutto rispetto, eppure qualcosa non funziona, la messa in scena. Perché mai dopo una mezz’ora di film, in cui tutto funziona a meraviglia, con i tempi giusti, bisogna mandare tutto in vacca con squadre speciali, palazzi che esplodono e sparatorie da fine dell’anno? Non parliamo poi del “colpo di scena” finale, che arriva inaspettato come l’afa a luglio e risulta inutile e ridondante, capace di eclissare la bella sequenza della resa dei conti tra Ed Harris e Liam Neeson.

Ecco dunque il vero problema, l’impossibilità di pensare un cinema di genere adulto, senza scorciatoie, ma lineare ed intenso.

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Houssy’s Short Cuts: THE BABADOOK

11181166_oriPronti per il film più terrificante dell’anno?

The Babadook è senza tanti giri di parole, un giro sulle montagne russe dell’orrore, della follia e della maternità. Avete letto bene, maternità, in quanto proprio di questo parla questo splendido film. Riuscendo nella difficilissima impresa di raccontare quel senso di straniamento, abbandono e solitudine, che solo la responsabilità di una nascita può dare, The Babadook lavora in profondità, sotto pelle, restituendoci attimi di puro terrore. Una madre, un figlio, un libro illustrato per bambini… alla regista Jennifer Kent non serve altro per costruire un film perfetto, una favola nera e paurosa di orchi, bambini, mamme e follia.

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