The Batman

Non credete alle recensioni, nemmeno a questa, soprattutto a questa.

La maggior parte delle opinioni che si leggono ultimamente sul web e sui social tendono ad essere troppo polarizzate. Di fatto ci si spacca in due: coloro che gridano al Capolavoro e tutti gli altri che sdegnati invocano il diritto di poter proclamare il disastro, l’inevitabile tonfo.

In un mondo di classici (spesso presunti tali) in cui sembra che tutto sia già stato detto e visto, è più che comprensibile da parte delle nuove generazioni cercare qualcosa di bello e nuovo in cui riconoscersi. Un nuovo classico capace di suscitare vera appartenenza e partecipazione a qualcosa di importante.

All’ombra di questa polarizzazione esacerbata, sembra che i “buoni film” siano spariti dalla circolazione, soprattutto se parliamo di blockbuster o film d’autore, lasciando il posto ad opere sempre più divisive. Ora come ora è più che mai fondamentale che ognuno di noi si faccia un’idea propria, con i propri occhi e con il proprio cuore.

Di questo The Batman si sono lette meraviglie, addirittura c’è chi lo ha già consacrato miglior film dell’anno. Il termine Capolavoro è stato ovviamente tirato in ballo più volte, trasformando ancora una volta una semplice pellicola, in un’opera di tifoseria, capace di radicalizzare il pensiero dei tanti fragili appassionati visceralmente in balia di questa splendida arte.

Venendo a noi, The Batman è un ottimo film, tesissimo, nero come la notte e con almeno un paio di momenti di grande cinema. Robert Pattinson è un Bruce Wayne imbronciato quanto basta e Paul Dano è un Enigmista terrificante, probabilmente il personaggio migliore del film, capace di divorarselo inquadratura dopo inquadratura… come succede con quasi tutti i cattivi del difensore di Gotham.

Non solo, il film riesce a suggerire, o forse semplicemente accennare, un bel discorso sulla maschera e l’identità, mettendo addirittura in discussione la legittima esistenza del Cavaliere Oscuro, ma è solo un attimo e bisogna essere bravi ad afferrarlo, altrimenti verrà spazzato via dalla corrente.

Poi se lo doveste chiedere a me, sono pronto a dirvi che 3 ORE sono troppe e si rasenta il sequestro di persona, soprattutto perché non tutto il minutaggio è strettamente necessario, anzi. Ad esser del tutto sinceri questo problema di lunghezza (o lungaggine) ammorba la quasi totalità delle pellicole uscite negli ultimi anni. Sembra che per giustificare l’acquisto di un biglietto si debba dare al pubblico una durata smodata, senza limite alcuno, un po’ come accaduto ad un certo punto con la musica, che per giustificare l’acquisto di un cd sono state aggiunte sempre più tracce, con la quantità come unico metro per giustificare la spesa.

Concludendo The Batman è un film più che buono, troppo lungo e comunque capace di regalare ottimi istanti di grande cinema. Forse è abbastanza per giustificarne la visione senza dover per forza invocare una rivoluzione cinematografica, ma è un Capolavoro?

NO, CAZZO, è solo un buon film.

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