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Houssy's Movies 2.0

Recensioni Veloci da Leggere in un Lampo

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IL LUOGO DELLE OMBRE

Odd-Thomas-posterLa premessa era pessima: film del 2013, regia di Stephen Sommers (La mummia, G.I. Joe, Van Helsing e altre schifezze, ma anche il divertente Deep Rising), tratto da un romanzo di Dean Koontz (notoriamente gli adattamenti dei suoi libri sono ciofeche)… e invece questo Odd Thomas (per carità, il titolo italiano fa veramente tazza) non è malaccio. Con questo non intendo che siamo di fronte ad un ottimo film, ma questa specie di Sesto Senso decisamente più scanzonato, ha la grande capacità di farci passare un’ora e mezza del nostro tempo senza darci l’impressione di averlo totalmente buttato via. Sarà colpa del solito e bravo Willem Dafoe, della simpatia del protagonista Anton Yelchin, sarà merito della mozzafiato Addison Timlin o più probabilmente del finale non troppo telefonato, melodrammatico e piacevolmente delicato per un vecchio cinefilo come il sottoscritto… Comunque Odd Thomas scorre via che è una bellezza, in barba al pessimo trailer e a tutti quelli che gli vogliono male.

VIZIO DI FORMA

Vizio-di-Forma-Poster-Italia-01Paul Thomas Anderson ha ormai l’impostazione del classico. Basta aver seguito la sua parabola cinematografica dal maestoso Il Petroliere, passando per il granitico The Master, per finire con questo apparentemente più leggero Vizio di Forma. Anderson fa della classicità la sua matrice espressiva e questa volta sembra proprio di trovarsi di fronte ad un film di Altman, quel Il Lungo Addio con Elliott Gould nei panni di Marlowe, che rappresentava magnificamente il tramonto di un’epoca. Vizio di Forma è film fuori dal tempo, non solo ambientato nel 1970, ma per come è girato, per la tematica che affronta e per il modo in cui lo fa, sembra proprio provenire da lì attraverso uno strano paradosso spazio temporale. Joaquin Phoenix poi è una garanzia e il suo Doc Sportello si ricava un posticino speciale nella memoria cinefila di tutti noi.

Divertente, ma non solo… Anche molto profondo.

CAROUSEL – 4 Film, 1 Argomento: IL VIAGGIO

carouselL’idea è quella di creare un percorso ideale, non necessariamente filologico, ma volutamente frammentato, per riflettere su di un argomento. Le associazioni mentali sono assolutamente libere e mosse soltanto dal libero pensiero. Ogni post ovviamente può essere ampliato e completato dalle vostre proposte.

Buona lettura.

Un biglietto in dueUn Biglietto in due (John Hughes, 1987) è il perfetto emblema del Viaggio, inteso come moto a luogo.Certo tantissimi sono i film che hanno questo tema, però l’idea di partire proprio da questo filmino piccolo piccolo, colpevolmente poco citato, va nell’esatta direzione che questi post vorrebbero avere. Due uomini tanto diversi che più diversi non si può, uno taciturno e perennemente  imbronciato (Steve Martin), l’altro solare e logorroico (un delicato e sublime John Candy), si trovano per una serie di imprevedibili contrattempi, a dividere il viaggio che li porterà a casa per il Giorno del Ringraziamento. Ovviamente il primo detesterà il secondo, ma poi complice un commovente cambio di passo sul finale, sboccerà una bella amicizia. Da recuperare.

eternal_sunshine_of_the_spotless_mind_2004Eternal sunshine of a spotless mind (in italiano Se mi lasci ti cancello, Michel Gondry, 2004) è un perfetto esempio di Viaggio dentro se stessi. La summa di tutte le storie d’amore che si sono viste su grande e piccolo schermo, perfettamente sublimata in un “viaggio” all’interno della mente di Jim Carrey (qui davvero straordinario), tentando di afferrare l’intima essenza dell’amore, di ciò che era e di ciò che purtroppo non sarà mai più. Meravigliosamente interpretato (lei è Kate Winslet) e ancor meglio diretto, il film di Gondry vola altissimo, regalando sincere emozioni e calde lacrime. Impossibile non rivedersi in esso, impossibile dimenticare la forza di alcune immagini, che riviste ora, in quest’epoca cinematograficamente rarefatta, confusa e sfuggente (sono passati solo 11 anni, ma sembrano 50), assumono i toni delicati della poesia.

illuminataOgni cosa è illuminata (Liev Schreiber, 2005) è a mio avviso un perfetto esempio di Viaggio fuori da se stessi. Apparentemente strutturato come un road movie, questo bel film tratto dal meraviglioso libro di Safran Foer, viaggia  indietro nel tempo e fuori da ogni luogo confortevole appartenente alla memoria, per riconsegnarci un vissuto pieno di sensi di colpa e per nulla rassicurante. Non regala pace questo film, ma al contrario la luce che emana è diafana, oscura, per nulla consolatoria. Ogni cosa è illuminata dal nostro passato, che come in un viaggio ideale al di fuori del nostro essere, ci guida verso gli uomini che saremo e guida quelli che verranno dopo di noi, probabilmente regalando moltissime domande e pochissime risposte.

ORIZZOrizzonte Perduto (Frank Capra, 1937) è il più perfetto esempio, a cui riesco a pensare, di Viaggio come Utopia. La ricerca della meravigliosa Shangri-La, promessa di vita eterna ed eterno amore, rappresenta la ricerca della felicità ed il fine ultimo a cui tutti gli esseri umani volontariamente o inconsciamente tendono la mano. L’utopia si traveste da viaggio, ricerca, speranza e persino amore, in un girotondo di umane debolezze che restano indimenticabili. Film simbolo di un regista, Frank Capra, che cercherà l’utopia in tutti i suoi film. Basti pensare a La vita è meravigliosa o a Mr.Smith va a Washington, perfetti esempi di un mondo sognato, probabilmente irraggiungibile, eppure indispensabile a renderci più sopportabile il fardello di vivere.

BLOODY CULT: Famiglie Assassine

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Quinta puntata di Bloody Cult, appuntamento settimanale che vede il sottoscritto, insieme all’amico Fabrizio Carollo, raccontare (a modo nostro)  un sottogenere del cinema horror. Questa settimana tocca alle famiglie assassine, a tutti quei soggetti poco raccomandabili nati in seno alla famiglia, mutuati da essa e chiara espressione di una violenza subita od inferta…

Due grandi distinzioni: la famiglia mutante e quella disfunzionale. Insomma, mostri contro pazzi, all’insegna di un’analisi non esaustiva di ciò di cui la Famiglia può essere responsabile.

Buona Visione.

PIXELS

Pixel-posterE’ un piacere vedere che al timone di questa spassosa commedia dal frizzante sapore anni ’80, c’è quella vecchia volpe di Chris Columbus, un tempo director di commedie familiari ad orologeria. Forse proprio di lui aveva bisogno una pellicola come Pixels, così profondamente e certamente semplicisticamente nostalgica di un certo tipo di mondo che appartiene ormai al passato. Al di là delle decine di citazioni videoludiche che spaziano da Galaga a Q-Bert, passando per Space Invaders e l’immancabile Donkey Kong, bisogna riconoscere che almeno la sequenza con protagonista un enorme Pac-Man resta da antologia, lasciando a bocca aperta appassionati e semplici neofiti.

Il tempo vola e alla fine della fiera non sembra nemmeno di averlo buttato via. Dissetante.

BACKCOUNTRY

unnamed7Ecco uno di quei film che poteva essere tanto, accontentandosi di essere ben poco.

Una coppia gira a vuoto nei boschi, smarrendo direzione e senso, prima infastidita da una guida impicciona ed infine braccata da un orso piuttosto determinato a banchettare con loro. Fin qui tutto bene, peccato che il film giri a vuoto per circa due terzi, per poi tirare fuori un po’ di mordente solo nella parte finale.

Il resto si perde nella noia di infinite passeggiate nei boschi e nell’eterno tentativo di mantenere sveglia l’attenzione di uno spettatore ormai fiaccato da una sarabanda di cose già viste e riviste circa 1 milione di volte. Dimenticabile.

BLOODY CULT: Vampiri

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Quarto appuntamento con Bloody Cult, trasmissione ideata e condotta dall’amico Fabrizio Carollo.

Questa volta parliamo di vampiri, una bella e lunga chiacchierata in cui citiamo moltissimi titoli, cercando di fornire spunti e suggerimenti.

Buona Visione.

STORIE PAZZESCHE

50508Basterebbe l’incipit, quei geniali 5 minuti iniziali così terribilmente divertenti e cinicamente bastardi. Per darvi un’idea: una serie di persone su di un aereo scoprono di essere accomunate dall’aver contribuito alla frustrazione e al fallimento dello stesso uomo, che li ha voluti tutti raccolti insieme sullo stesso volo per poterli così schiantare tutti, per pura e luciferina vendetta. Ecco questa è la prima delle tante storie pazzesche che affollano con intelligenza questo bel film argentino, candidato all’Oscar come miglior film straniero. Detonazioni catartiche, liti automobilistiche paradossali, matrimoni che confinano col sadomasochismo… Film cattivo, spietato, pazzesco, impietosa fotografia di un mondo abitato da esseri confusi e smarriti, preda di odio e futile stupidità.

BLOODY CULT: Dylan Dog

dylan_dog_stano_mostri Puntata speciale su Dylan Dog, omaggiato dal Crime City Comics di Castiglion dei Pepoli in provincia di Bologna. Ovviamente l’occasione è gradita al sottoscritto, per poter parlare qualche minuto del rapporto tra Dylan Dog e il cinema, considerando da un lato le pellicole da cui ha spesso preso ispirazione e dall’altro quei film che hanno preso spunto proprio dall’italico fumetto per venire alla luce.

SPY

SPY_1SHEETPaul Feig è un tipo interessante, da tenere d’occhio. Nella tradizione di certa commedia Hollywoodiana, il nostro ci ha già regalato il notevole Le amiche della sposa e il piacevolmente sorprendente Corpi da reato (titolo italiano da denuncia, quello originale era The eat). Non sbaglia nemmeno questa volta e Spy, di nuovo affidato alle esuberanze di Melissa McCarthy, con la complicità di un esilarante Jason Statham, che rifà se stesso, diverte ed intrattiene. Grazie ad una perfetta scelta dei tempi comici, uniti ad una parodia gustosa ed intelligente di un cinema di solito fin troppo serioso, Spy funziona, rappresentando un bel colpo di coda in una stagione che ormai langue verso una lenta agonia estiva.

EX MACHINA

_1414684967Concetto interessante quello dell’intelligenza artificiale, già al centro di un’altro splendido film di questa stagione, quel Chappie che ha trovato spazio tra queste pagine. Ex Machina racconta proprio questo, il delicato equilibrio tra uomo e macchina, la dignità e la necessità di trovare uno spazio, un posto, una libertà troppo spesso negata. Il film indaga con sensibilità, una bella sceneggiatura e un’idea di finale forte, le dinamiche che stanno alla base di un futuro imminente e più che probabile.

Niente di epocale e rivoluzionario, ma tante belle domande e qualche risposta intelligente.

BLOODY CULT: Le Case Stregate

univ_psycho_house_ref_1960_dSecondo appuntamento con Bloody Cult, dell’amico Carfa, questa volta parliamo di case stregate al cinema.

Una breve carrellata che a partire dalla mitica trilogia di Sam Raimi, tocca un po’ tutti gli aspetti che riguardano questo sotto genere assai prolifico. Da Amityville fino a Shining, da Inferno a Cabin in the woods, da Gli invasati a Session 9….

Buona visione!

BLOODY CULT: Zombie al cinema

  

Ecco che comincia una nuova avventura, anzi un esperimento.

Abbiate la bontà di seguire me e l’amico Fabrizio Carollo in una breve carrellata sul cinema Zombie. Senza la pretesa di insegnare nulla a nessuno, ma con tanta voglia di parlare di cinema.

Ogni settimana un genere diverso è un sacco di pellicole citate. Io avrò l’onore di vestire i panni di Esperthorror, mentre il preparatissimo padrone di casa (Fabrizio Carollo appunto, scrittore, fotografo, regista, persona d’onore e amico) cercherà di proporvi spunti di riflessione o semplice divertimento.

Pronti? Partiamo con la prima cavalcata di titoli.

JURASSIC WORLD

jp4-2015-posterSono passati 21 anni dal primo Jurassic Park, dal suo potente effetto wow e da quella sarabanda di idee giurassiche che ci hanno fatto ora sobbalzare sulla sedia, ora fatto emozionare. Dopo due capitoli che definire deludenti sarebbe pura bontà d’animo, ecco fare capolino questo Jurassic World, desideroso di cancellare i brutti ricordi e rinverdire i fasti del passato. Il risultato è un film-giocattolo che non annoia e non stanca, un blockbuster-baraccone che diverte grandi e piccoli (non troppo piccoli però…), facendo uso dei soliti effetti speciali impeccabili e di una bella dose di furbizia, innaffiata da una generosa spruzzata di cliché. Il miracolo purtroppo non si compie una seconda volta, ma se l’obbiettivo era quello ben più umile di far passare un paio d’ore di svago estivo, tra brividi PG-13 e qualche esclamazione di stupore controllato, allora lo spettatore non potrà far altro che ritenersi più che soddisfatto.

LE VACANZE DEL PICCOLO NICOLAS

50662Il cinema per bambini (vogliamo dire per famiglie?) ci ha regalato gioie e dolori, ansie e sorprese. In questo panorama equamente diviso tra animazione più o meno convincente e una ridda di supereroi di cui non sempre sentivamo ll bisogno, ecco farsi largo la Francia, che quasi in punta di piedi, ci porta nell’universo familiare del piccolo Nicolas. Niente di miracoloso, ma complice una ricostruzione vintage che conquista a prima vista ed un primo tempo sinceramente esilarante, Le vacanze del piccolo Nicolas si ritaglia un posticino nel nostro cuore. Peccato che il secondo tempo perda un po’ di mordente, piccola e perdonabile pecca di un film che piacerà a grandi e piccini, per una volta liberi da personaggi infantili e sceneggiature fin troppo prevedibili.

TUSK

tusk-watermarked-1-693x1024Ecco un film che non piacerà quasi a nessuno e che è piaciuto tanto a me. Kevin Smith non tradisce mai e conferma che Red State non è stato un episodio isolato, Dopo tanto cinema divertente e generazionale, il cinema di Smith ha preso una piega diversa, tragica, dolente, inaspettata, crudele. Ecco dunque Tusk, storia di un mostro con le fattezze di un uomo, che troverà l’aiuto di cui ha bisogno, per diventare un mostro vero e proprio. Sgradevole, sconcertante e mai banale, il cinema di Smith ha iniziato a riflettere su ciò che l’uomo serba nascosto dentro di se, nel profondo, quell’inconfessabile putredine di cui tutti, un pochino, siamo pieni. Prezioso.

MAD MAX FURY ROAD

mad-max-fury-road-poster2Che razza di film spettacolare, meraviglioso, memorabile e spaccatutto. Infischiandosene di tutto e tutti, soprattutto dei suoi 70 anni suonati, George Miller riprende in mano la sua creatura, la estremizza e la sbatte in faccia al mondo, creando un film al fulmicotone che conquista e stordisce. Cinema puro, di razza, duro e tutto d’un pezzo, un inseguimento lungo quasi due ore, senza un attimo di tregua e senza rimpianti o scuse. Ogni altra parola sarebbe ridondante, Mad Max è un film che cresce, trovando i suoi spazi nel vissuto cinematografico di ognuno di noi, reclamando il posto che gli spetta, tra l’immaginario collettivo che in passato ha contribuito a creare e il futuro che ci aspetta. Indimenticabile.

HUMANDROID

ChappiescifiPosterartfullhandblocks1-1415050002Invecchiando, faccio davvero fatica a tollerare la superficialità altrui. Non voglio offendere nessuno, ci mancherebbe, ma liquidare questo splendido film, come un’accozzaglia banale di altre pellicole, significa semplicemente non averlo capito. Chappie (titolo originale che l’Italia ha ritenuto di sostituire con un anonimo Humandroid) parla di crescita, di tradimento, di responsabilità e di sofferenza. Difficile non vedere nell’androide fin troppo umano Chappie, i topoi della crescita, la difficoltà di garantire ai figli un futuro, il loro naturale allontanarsi dal solco tracciato dai padri, per liberarsi di ciò che gli è stato insegnato. C’è tanto libero arbitrio, tanta laicità e tanta speranza e cuore in Chappie, qualità che lo rendono indimenticabile. In una scena, Chappie-figlio, si accorge che morirà perché la sua batteria non può essere ricaricata,cosìi si chiede come mai il suo padre-creatore lo abbia messo al mondo per poi morire, ecco in quel momento preciso di profondità sconcertante riesce difficile (quasi impossibile) non sentire l’eco di quella stessa domanda, uscire dalle labbra dei nostri figli. Meraviglioso, anzi toccante.

Non toccatemi Chappie, non parlate male di mio figlio.

AVENGERS AGE OF ULTRON

Avengers_Age_Of_Ultron-poster1Questa deriva cinematografica dedicata ai supereroi è divertente, ancora non memorabile, però assolutamente spassosa. Il secondo capitolo dedicato agli Avengers non fa eccezione e di certo non delude, proponendo il solito compendio a base di azione, umorismo e pathos. Certo alcune cose sono inutili (la love story tra Hulk e Vedova Nera, lo spaccato di vita vera di Occhio di Falco e famiglia…), altre semplicemente poco memorabili (su tutte Ultron, cattivo assai poco carismatico), eppure alla fine delle due ore e mezza, il tempo è volato e il bambino che è in noi si è divertito e svagato, già pronto però a passare ad un altro balocco. Certo, piacerebbe che questa deriva prendesse una piega più vicina al Captain America: The Winter Soldier, dove dramma, attualità, riflessione ed età adulta, potessero finalmente prendere il sopravvento sul gioco fine a se stesso. Vedremo.

BLACKHAT

BKH_31_5_Promo_4C_3F.inddLasciandoci alle spalle tutti i manierismi e soprattutto i barocchismi che ultimamente vanno molto di moda, Michael Mann dirige come un Dio. Lineare, solido, una garanzia che affonda le sue fondamenta nel cinema classico. Non fa eccezione Blackhat, thriller informatico dalle tinte notturne, apparentemente indolore, ma capace di colpire durissimo in almeno un paio di meravigliose sequenze. Il maestro dietro Manhunter, che ha fatto innamorare il mondo di se con Heat e i cinefili con Collateral e Public Enemies, rimette i puntini sulle i, ridefinendo i confini del cinema e dichiarando a gran voce la paternità di ciò che gli appartiene. Cinema senza fronzoli, senza trucchi e senza scorciatoie.