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Justice League è molto più un film di Joss Whedon (che lo ha anche scritto insieme a Chris Terrio) di quanto mai avremmo sospettato. La verità è che la regia confusionaria, bulimica, spesso tonitruante di Zack Snyder, è sempre stata il vero problema di pellicole come Man of steel e Batman V Superman, ben venga quindi la visione di Whedon (che sembra aver girato molto del film, quasi la metà) molto più pulita, organica e ordinata. Se il rischio era quello di affastellare troppi protagonisti, riservando a tutti loro una manciata di inquadrature con un inevitabile effetto SALDI INVERNALI (o Black Friday se preferite), bisogna invece dire che tutto risulta egregiamente equilibrato, riservando il giusto spazio a tutti i pesi massimi coinvolti e riuscendo comunque a connotare ognuno di loro. Poi i difetti ci sono, ci mancherebbe: il cattivo di turno (l’insopportabile Steppenwolf) è interessante quanto un volantino scaduto della Coop, l’inevitabile spiegone, sembra uscito direttamente, sia per messa in scena che impostazione, da Il Signore degli Anelli di Peter Jackson, la famiglia di civili russi è credibile quanto il sottoscritto ad officiare una messa… e potrei continuare a lungo. Eppure lo spettacolo divertito e divertente, alcune righe di sceneggiatura davvero perfette (“lui è più umano di me”) e l’emozionante partitura musicale di Danny Elfman, piena zeppa di citazioni (una su tutte, il vecchio tema di Batman, preso di peso dai film di Tim Burton) fanno pendere l’ago della bilancia a netto favore di una pellicola che avrebbe potuto essere un vero disastro, invece si è rivelata essere, inaspettatamente, un onestissimo film di intrattenimento. Lo dico? Molto meglio per esempio di Thor Ragnarok.

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