OSCAR 2012: The winner is…

Tutto fatto, anche quest’anno il carrozzone è arrivato in città e se ne è andato dopo aver dispensato gioie, dolori e lustrini colorati per tutti.

Al di là dei vincitori e dei vinti, delle polemiche e dei rimpianti, cosa resterà di questa 84° edizione degli Oscar? Più di tutto credo che resteranno, come sempre, dei momenti, istanti lucidissimi di meraviglia cinematografica. I soliti montaggi mozzafiato che immancabilmente inumidiscono gli occhi dei cinefili, l’apertura di Billy Cristal con le sue personalissime parodie dei film candidati (su tutte l’omaggio a The descendants e l’incontro con Ton Cruise),l’ipnotica performance del Cirque du soleil, il solito coinvolgente In memoriam e poi tante piccole grandi perle tra cui cito solamente i commossi discorsi di Octavia Spencer e Meryl Streep.

Dunque senza ulteriori indugi e giri di parole ecco in ordine sparso i premi principali: Leggi l’articolo completo

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PERFECT SENSE: Perdersi l’uno nell’altra

Cercate questo film.

Se lo trovate guardatelo, curatelo, amatelo, condividetelo e conservatelo in un posto sicuro, per poterlo vedere e rivedere da soli o in compagnia di chi amate.

Perfect sense è la storia di una malattia, anzi de LA malattia, quella definitiva, nata per cancellare l’umanità dalla faccia di questo stolto e bellissimo pianeta.

Perfect sense è soprattutto una splendida storia d’amore.

Mai prima d’ora gli ultimi giorni dell’umanità sono stati rappresentati con tanta struggente poesia, condannati ad una lenta discesa negli inferi, due esseri umani speciali e complementari si trovano, si lasciano, si cercano e si perdono l’uno nell’altra. L’umanità per una volta viene rappresentata con una dignità, un pudore e un’integrità etica da far accapponare la pelle, composta non solo di piccoli esseri smarriti, ma fatta anche di gesti, suoni, dettagli ed istanti irripetibili. Leggi l’articolo completo

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KNOCKOUT: Promessa non mantenuta

Una cosa bisogna davvero riconoscerla, quando Steven Soderbergh non è impegnato a giocare a rimpiattino con se stesso, ha un grandissimo senso del cinema.

Perennemente diviso tra un’anima sperimentale ed autoriale e un’altra decisamente votata al commerciale più sfacciato, il regista di Sesso bugie e videotape, sembra non azzeccare quasi mai completamente un film. Prendiamo ad esempio questo Knockout, sua adrenalinica ultima fatica che avrebbe dovuto porre una pesante pietra tombale sul genere spy-action, con buona pace dei vari Ethan Hunt, Jason Burne e 007 di turno.

L’idea è quella di prendere una donna e invischiarla in un meccanismo pericoloso quanto frammentato, in cui dovrà cavarsela contando solo su se stessa e sulle sue non comuni capacità. Niente di nuovo se pensiamo a Salt, che riproponeva più o meno lo stesso meccanismo, eppure l’idea, almeno sulla carta, sembrava a dir poco succulenta, soprattutto visto il coinvolgimento del poliedrico regista. Leggi l’articolo completo

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THE WOMAN IN BLACK: Gotico con brividi e grida i bimbo

E’ un peccato.

Sono quasi sicuro che per la maggior parte di voi, la ragione primaria per vedere questo film, è da ricercarsi nel buon Daniel Radcliffe, finalmente affrancatosi dal ruolo, che ancora così giovane, lo ha reso probabilmente immortale, Harry Potter.

E’ un peccato, perchè The woman in black è un film da non sottovalutare.

Pellicola di atmosfera sospesa e malsana, capace di parecchi colpi allo stomaco e di una potente e non banale etica del mostrare, The woman in black, colpisce soprattutto per avere il coraggio di essere  una favola nera come la pece. Horror gotico e racconto della buona notte per bambini temerari, il film interpretato dall’ex mago più famoso del mondo, conquista ad un primo sguardo, proprio grazie alla sua atmosfera vintage e ad una serie di sensazioni familiari, quasi palpabili, che fanno sentire lo spettatore appassionato profondamente a proprio agio. Leggi l’articolo completo

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40 CARATI: As time goes by

Cosa centra la famosa canzone eseguita dal celeberrimo Sam in Casablanca?

Assolutamente nulla, è un semplice buon attacco per una recensione senza pretese, che ha il suo fulcro, appunto, nel passare del tempo.

Sì perchè di tempo ne è passato tanto da quando i meccanismi ad orologeria delle pellicole basate su furti e truffe, si sono affinati, cercando sempre di sviare il pubblico e di far tornare inevitabilmente i conti, magari regalandoci anche un sorriso. Di tempo ne è passato ancora di più da quando il cinema usava una situazione pretestuosa, per concentrarsi invece altrove, impegnato in qualcosa di ben più macchinoso ed arzigogolato, che possibilmente doveva restare celato ai nostri occhi fino ad un memorabile quanto inatteso colpo di scena.

Dopo tutto quel tempo passato, 40 Carati, arriva buon ultimo, cercando di risultare accattivante, ma riuscendo solamente nell’intento di apparire vecchio e farragonoso. Leggi l’articolo completo

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WAR HORSE: Quando il cinema cavalca con il mito

Mai avrei pensato di potermi commuovere per un aratro.

Ecco, vedendo War horse mi è successo.

Il nuovo film di Spielberg è talmente intriso di classicismo da poter apparire stucchevole, eppure è ammantato di tanta estetica ed estatica poesia da risultare abbagliante. Pieno fino all’orlo di sequenze chiave, impossibilitato a risparmiare sul pathos e condannato ad un climax da vecchia Hollywood, War Horse, è il classico film di cui sentirete parlare benissimo o malissimo.

Tranquilli, una volta accettato il fatto che si tratta di una pellicola con protagonista un quadrupede, in cui gli attori umani sono solo accessori, il gioco è fatto e l’empatia si farà presto largo nel vostro cuore. Leggi l’articolo completo

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50/50: Forse nulla di nuovo, ma con tanto tantissimo garbo.

Il cinema è arte e l’arte può permettersi tutto.

Recentemente ci siamo scompisciati e contemporaneamente commossi grazie allo straordinario Four Lions, in cui quattro improvvisati terroristi decidevano di farsi esplodere alla maratona di Londra, poi è stata la volta di Super, in cui la pazzia viaggiava tangenziale alla giustizia fai da te, il tutto ovviamente facendoci divertire tanto e preoccupare tantissimo.

Ora sembra essere giunto  il momento di ridere del cancro.

50/50 Prende uno dei tabù del nostro tempo, non solo una malattia, ma LA malattia, un cancro che colpisce inaspettatamente un ragazzo giovanissimo, e si permette di riderci sopra. Sì perchè Adam, uno straordinario Joseph Gordon-Levitt, ha 28 anni e quindi insieme all’amico di sempre Seth Rogen, reagisce come ci si aspetterebbe da un ragazzo della sua età. Questo ovviamente crea un semplicissimo cortocircuito nella testa dello spattatore, messo a suo agio dall’atmosfera scanzonata del film e contemporaneamente condannato a farsi domande ben più serie sul futuro del protagonista. Leggi l’articolo completo

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THE DESCENDANTS: Il cinema del cuore e la famiglia fenice

Il cinema di Alexander Payne è un cinema che resta appiccicato addosso.

Mentre si assiste a The descendants (ma c’era proprio bisogno di chiamarlo Paradiso amaro?) quasi senza rendersene conto, se ne resta conquistati. I suoi personaggi e le vicende di vita vera qui narrate con sapienza e sipidezza, ti restano incollate addosso, come a rivendicare un’appartenenza universale al comune sentire, patrimonio genetico condiviso con empatia e compassione da ciascuno di noi.

Film intrappolato nelle trattenute emozioni di un padre condannato a rivedere e correggere la sua intera vita, inadatto ed inadeguato neofita di una genitorialità che gli è estranea, The descendants gioca le proprie carte lentamente, mettendo sotto la lente del suo pietoso microscopio, la vita di una famiglia, per arrivare a mettere in discussione l’intero sistema su cui si fonda la nostra comunità civile. Leggi l’articolo completo

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30 GIORNI DI CINEMA: Ovvero come smettere di preoccuparsi per le catene di Sant’Antonio e vivere felici

L’idea è quella di comporre una lista di preferenze cinematografiche divisa in 30 giorni. Il giochino sta spopolando su Facebook e Twitter e parecchi blogger hanno deciso di dargli spazio. Da amante del cinema, non non ho potuto far altro che cadere nella rete con tutte le scarpe e vi invito a fare altrettanto. Mettiamola così, credo che questa sia per me un’occasione preziosa per mettermi un po’ a nudo e farvi conoscere un pezzettino della mia anima.
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Giorno 1 - Il tuo film preferito: Barry Lyndon. Capolavoro, viaggio, meraviglia, cinema allo stato puro.
Giorno 2 - Un film che odi: La finestra di fronte. Brutta copia sbiadita del capolavoro Una giornata particolare.
Giorno 3 - Un film che guardi per tirarti su: Uno due tre. Billy Wilder al suo apice, James Cagney direttore della Coca Cola a Berlino Ovest. Un film sottovalutato e meraviglioso. Leggi l’articolo completo

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IN TIME: In corsa contro noi stessi

Come noto esistono due tipi di fantascienza, quello alla Star Trek, con viaggi spaziali e mondi sconosciuti da scoprire e poi c’è il secondo tipo, quello che prende come scusa un plot fantastico per raccontare il nostro possibile domani e in alcuni casi il nostro futuribile oggi.

In time appartiene ovviamente al secondo tipo ed è una fortuna, perchè si tratta della fantascienza che preferisco.

In un futuro non troppo lontano gli esseri umani non invecchiano ne si ammalano più, mentre il tempo è diventato l’unico bene degno di avere un valore. Non vi rivelo altro, vi basti però sapere che come in ogni buona storia di science/fiction in un mondo in cui il tempo è l’unica moneta corrente, i ricchi possono davvero vivere  per sempre, mentre i poveri vedono fin troppo presto assotigliarsi le loro prospettive di vita. Leggi l’articolo completo

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HUGO CABRET: Magia del cinema

C’è più magia in un solo fotogramma di Hugo Cabret, di quanta ce ne sia in tutto The Artist.

Dichiarazione d’amore incondizionato e totale al cinema , nella sua forma più poetica e fanciullesca, Hugo Cabret, attraversa le nostre vite e la nostra anima con la levità del ricordo e la delicatezza di un sussurro.

Scorsese, approdato al cinema per ragazzi, o presunto tale, visto che comunque questa pellicola ha implicazioni più adatte ad un pubblico adulto, più pronto e preparato a coglierne tutte le sfumature, confeziona un film profondo ed affettuoso, anche se non privo di difetti.

Appesantito dalla messa in scena di tutta quell’umanità particolarissima ed accessoria, che sembra ormai un topos di certe storie dedicate ad una pletora di casalinche disperate in odor di nostalgia parigina, Hugo Cabret è comunque e soprattutto una lettera d’amore ad un universo immaginifico a cui Scorsese deve tantissimo, quello del cinema. Leggi l’articolo completo

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MILLENNIUM-UOMINI CHE ODIANO LE DONNE: La pappa di mia figlia e un Mea Culpa

Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa.

Lo dico subito e comincio fin da ora ad espiare i miei peccati. Perdonatemi tutti, perchè sto per dire un’enormità. La dico? La dico. Millennium, nella versione di David Fincher, non mi sembra tutto questo gran film.

Silenzio carico di pathos…

Consapevole di aver perso molti di voi per strada, perchè Fincher è una divinità intoccabile ed indiscutibile, lo ripeto ed anzi completo il ragionamento, Millennium, non mi sembra tutto questo gran film di cui si è favoleggiato ed anzi mi sembra terribilmente simile alla sua fotocopia svedese. Leggi l’articolo completo

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MISSION:IMPOSSIBLE – PROTOCOLLO FANTASMA: Puro intrattenimento, vero divertimento

Di film come Mission:Impossible, bisognerebbe farne uno all’anno. Potrebbe essere intesa come una sorta di terapia, una pausa dai problemi della vita, per immergersi in uno spericolato giro sulle montagne russe, tanto folle, quanto salubre e scacciapensieri. Potrebbero perfino essere contemplati dei veri e propri permessi lavorativi per cinema, retribuiti ed anzi incoraggiati, vere e proprie pause ristoratrici, consentite per legge, al fine di aumentare la produttività.

Certo stiamo sognando, ma è un fatto che film come questo, ma non solo anche quello recentemente dedicato ai Muppet per esempio, sono un toccasana per il morale, un viatico di giovinezza e un traguardo di invidiabile serenità per chiunque ami essere altrove.

Si comincia con un inseguimento sui tetti di Budapest, per poi spostarci in una prigione di Mosca e nei corridoi del Cremlino, poi di colpo ci troviamo scagliati su di un grattacielo a Dubai nel bel mezzo di una tempesta di sabbia e per finire in India a Mumbai, dove un pazzo sta per far detonare una testata nucleare con l’insana convinzione che una guerra globale porterà la pace… Leggi l’articolo completo

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I MUPPET: Il mio e il tuo CAPOLAVORO

L’altro ieri ho compiuto 40 anni.

Ho deciso di festeggiare portando la famiglia al cinema.

A vedere I Muppet.

Per molti 40 anni sono tanti, sono un’età responsabile e cruciale, uno spartiacque tra ciò che era e ciò che sarà. Per me sono solo un anno in più. Eppure ha qualcosa di estremamente simbolico l’andare al cinema nel giorno del proprio quarantesimo compleanno per vedere un film dedicato ad un gruppo di pupazzi che hanno abitato la tua vita infantile, creando in un’affezione un pò malsana. Non solo, la vera domanda è una soltanto. Saranno ancora capaci di suscitare gioia, risate ed emozione un gruppo di pupazzi che ormai hanno passato a loro volta i quaranta?

Con questo tumulto di sentimenti nel cuore e nella mente, ho varcato la soglia della sala cinematografica e con mia grande sorpresa il miracolo si è compiuto ancora una volta, facendomi decrescere, conquistandomi gli occhi e prendendo in ostaggio i miei sogni.

Quindi diciamolo subito forte e chiaro, I Muppet è un capolavoro. Leggi l’articolo completo

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ACAB: Brothers in arms

Al di là delle polemiche un po’ strumentali che ha suscitato questo duro e abbastanza puro film, diretto con mano forse troppo televisiva da Sollima, risulta comunque riuscito a metà.

Pellicola di dovere e potere, povertà e miseria, colpa ed espiazione, Acab si fa ricordare per il linguaggio cinematografico schietto e per il microcosmo che descrive, fuor di dubbio affascinante ed inedito. Partendo dal particolare per descrivere una situazione ben più complessa e generale, non azzecca tutte le scelte che compie, ma perlomeno dimostra innato coraggio e sincera coerenza nel tentare di essere se stesso.  Leggi l’articolo completo

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THE IRON LADY: Storia e cinema, fallace patto di stabilità

Meryl Streep è straordinaria.

Come al solito.

Titoli di coda.

Fine.

Che strano film questo The iron lady, pellicola sulla vita di Margaret Thatcher, senza indagarne davvero la storia e deciso a concentrarsi  invece sul grigio presente dell’ex primo ministro.

Sì perchè attraverso le quasi due ore della sua per nulla noiosa durata The iron lady, ci presenta una donna anziana, piegata dagli anni e dalla malattia, perennemente preda del passato e in balia del ricordo del defunto marito. Leggi l’articolo completo

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THE WOMAN: Natura, orrore e tantissimo sangue necessario

In carriera pochisimi film mi hanno sconvolto come ha saputo fare questo.

Chi scrive non è un’educanda, anzi, ne ho viste di cotte e di crude in tanti anni di frequentazioni cinematografiche, eppure The Woman di Lucky McKee ha la capacità di turbare nel profondo. Vista la peculiarità della pellicola e la sua ovvia esclusione dal circuito mainstream, due parole sulla trama.

Un padre di famiglia durante una battuta di caccia nei boschi si imbatte in una misteriosa donna selvaggia, che vive allo stato brado. Il “brav’uomo” decide di catturarla e rinchiuderla in cantina. Ovviamente la reclusione non andrà esattamente nel modo sperato e per la famiglia sarà l’inizio di qualcosa di inarrestabile. Leggi l’articolo completo

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RUNDSKOP – BULLHEAD: Frattaglie fiamminghe in odore di Oscar

Carissimo cinema italiano, Sic transit gloria mundi.

Guardate che non c’è da scherzare, nessuna risata sotto i baffi o alzata di spalle per favore, il Belgio è un paese che cinematograficamente ci fa le scarpe.

Passino i celeberrimi e premiatissimi fratelli Dardenne, ma qui siamo dalle parti del noir e Rundskop, film che che mi ha ricordato per certi versi l’interessante Calvaire, è candidato al premio Oscar come miglior film straniero.

Sì perchè noi, che abbiamo regalato al mondo il neo realismo, ci perdiamo appresso ai Manuali d’amore e alle Vacanze di Natale, mentre gli amici belgi coltivano con passione e intelligenza, il genere cinematografico, imponendosi all’attenzione del mondo alla stregua dei celeberrimi cugini francesi.

Quindi non c’è proprio niente da ridere. Leggi l’articolo completo

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THE ARTIST: Il sorriso di superiorità e gli imbecilli come me

Sapete non stupiscono tutte le candidature agli Oscar che ha ottenuto questo brutto film.

Sì, ho scritto proprio brutto, quindi se volete potete immediatamente cambiare blog e rivolgervi altrove per sentir decantare le lodi di questo vuoto esercizio di stile. Di contro, se vi interessano le ragioni che mi hanno mosso a questo tipo di valutazione non vi resta che continuare a leggere.

Non stupiscono affatto le numerose candidature ottenute da questo brutto film, dicevo, in quanto a ben guardare l’Academy ha pensato bene di omaggiare se stessa e contemporaneamente riparare ad un torto.

Ma andiamo per ordine. Leggi l’articolo completo

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MONEYBALL: L’impeccabile arte del cinema asettico

C’è una ragione per cui ho atteso così tanto per postare questa recensione, forse ero in attesa di un ripensamento che non è mai arrivato, o più semplicemente speravo che nel mio cuore si accendesse una lampadina, capace di illuminare le intenzioni di questo film. Tempus fugit e alla fine dei conti nessuna illuminazione sulla via di Damasco si è fatta largo nei miei foschi pensieri, portandomi così a credere che forse questo Moneyball non sia poi questa gran cosa di cui tanto si favoleggia.

Al di là della parabola sulle scelte, la crescita e le occasioni mancate, francamente già vista dozzina di volte, quello che rimane è un film sullo sport americano per eccellenza, il baseball. Non che ci sia nulla di male in questo, anzi altrove questo gioco da me praticato in gioventù, ha saputo regalarci e regalarmi fior di emozioni, penso per esempio a Il migliore, a Ragazze vincenti e anche a L’uomo dei sogni, pellicole che da sole hanno alimentato una mitologia sportiva, fatta di umanità e pathos. Leggi l’articolo completo

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