THE IRON LADY: Storia e cinema, fallace patto di stabilità

Meryl Streep è straordinaria.

Come al solito.

Titoli di coda.

Fine.

Che strano film questo The iron lady, pellicola sulla vita di Margaret Thatcher, senza indagarne davvero la storia e deciso a concentrarsi  invece sul grigio presente dell’ex primo ministro.

Sì perchè attraverso le quasi due ore della sua per nulla noiosa durata The iron lady, ci presenta una donna anziana, piegata dagli anni e dalla malattia, perennemente preda del passato e in balia del ricordo del defunto marito. Leggi l’articolo completo

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THE WOMAN: Natura, orrore e tantissimo sangue necessario

In carriera pochisimi film mi hanno sconvolto come ha saputo fare questo.

Chi scrive non è un’educanda, anzi, ne ho viste di cotte e di crude in tanti anni di frequentazioni cinematografiche, eppure The Woman di Lucky McKee ha la capacità di turbare nel profondo. Vista la peculiarità della pellicola e la sua ovvia esclusione dal circuito mainstream, due parole sulla trama.

Un padre di famiglia durante una battuta di caccia nei boschi si imbatte in una misteriosa donna selvaggia, che vive allo stato brado. Il “brav’uomo” decide di catturarla e rinchiuderla in cantina. Ovviamente la reclusione non andrà esattamente nel modo sperato e per la famiglia sarà l’inizio di qualcosa di inarrestabile. Leggi l’articolo completo

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RUNDSKOP – BULLHEAD: Frattaglie fiamminghe in odore di Oscar

Carissimo cinema italiano, Sic transit gloria mundi.

Guardate che non c’è da scherzare, nessuna risata sotto i baffi o alzata di spalle per favore, il Belgio è un paese che cinematograficamente ci fa le scarpe.

Passino i celeberrimi e premiatissimi fratelli Dardenne, ma qui siamo dalle parti del noir e Rundskop, film che che mi ha ricordato per certi versi l’interessante Calvaire, è candidato al premio Oscar come miglior film straniero.

Sì perchè noi, che abbiamo regalato al mondo il neo realismo, ci perdiamo appresso ai Manuali d’amore e alle Vacanze di Natale, mentre gli amici belgi coltivano con passione e intelligenza, il genere cinematografico, imponendosi all’attenzione del mondo alla stregua dei celeberrimi cugini francesi.

Quindi non c’è proprio niente da ridere. Leggi l’articolo completo

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THE ARTIST: Il sorriso di superiorità e gli imbecilli come me

Sapete non stupiscono tutte le candidature agli Oscar che ha ottenuto questo brutto film.

Sì, ho scritto proprio brutto, quindi se volete potete immediatamente cambiare blog e rivolgervi altrove per sentir decantare le lodi di questo vuoto esercizio di stile. Di contro, se vi interessano le ragioni che mi hanno mosso a questo tipo di valutazione non vi resta che continuare a leggere.

Non stupiscono affatto le numerose candidature ottenute da questo brutto film, dicevo, in quanto a ben guardare l’Academy ha pensato bene di omaggiare se stessa e contemporaneamente riparare ad un torto.

Ma andiamo per ordine. Leggi l’articolo completo

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MONEYBALL: L’impeccabile arte del cinema asettico

C’è una ragione per cui ho atteso così tanto per postare questa recensione, forse ero in attesa di un ripensamento che non è mai arrivato, o più semplicemente speravo che nel mio cuore si accendesse una lampadina, capace di illuminare le intenzioni di questo film. Tempus fugit e alla fine dei conti nessuna illuminazione sulla via di Damasco si è fatta largo nei miei foschi pensieri, portandomi così a credere che forse questo Moneyball non sia poi questa gran cosa di cui tanto si favoleggia.

Al di là della parabola sulle scelte, la crescita e le occasioni mancate, francamente già vista dozzina di volte, quello che rimane è un film sullo sport americano per eccellenza, il baseball. Non che ci sia nulla di male in questo, anzi altrove questo gioco da me praticato in gioventù, ha saputo regalarci e regalarmi fior di emozioni, penso per esempio a Il migliore, a Ragazze vincenti e anche a L’uomo dei sogni, pellicole che da sole hanno alimentato una mitologia sportiva, fatta di umanità e pathos. Leggi l’articolo completo

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THE HELP: Sincerità e anima

Sono consapevole del fatto che sia molto più cool affermare che questo film possa sembrare sdolcinato e profondamente retorico, un lacrimevole episodio cinematografico senza alcun interesse, tolta la sua furbetta simpatia, eppure, scusatemi, ma non ne sono proprio capace.

La verità è che The help, apologo dolce amaro sull’integrazione razziale e la crescita dei figli altrui, conquista fin dalla prima inquadratura.

Ci ho dormito sopra, come faccio sempre, e sono giunto alla conclusione che a prendere in ostaggio il mio cuore, più delle brave protagoniste, dell’evidente imporktanza del tema trattato e dell’impeccabile messa in scena, sono state la dignità qui rappresentata, unita allo sconfinato amore. Sì perché qui si racconta soprattutto della dignità di donne speciali che dispensano amore vero e incondizionato a bambini che ne hanno bisogno per  diventare uomini e donne di domani. Leggi l’articolo completo

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L’ASSAUT: Nervi, muscoli, sangue e lacrime

Mi conosco e so benissimo di essere un entusiasta.

Questa discutibile caratteristica mi porta spesso ad esaltare pellicole semplicemente molto belle, come veri e propri capolavori. Non so se questa caratteristica sia comune a tutti coloro che amano il cinema, costantemente alla ricerca di un bellissimo film da poter esaltare, ma so che sicuramente fa parte del mio essere, nel bene e nel male.

Questa apparentemente inutile premessa serve a dire che vorrei che fosse ben chiaro a tutti che, conoscendo i miei limiti, sono assolutamente nel pieno delle mie facoltà mentali, quando affermo senza ombra di dubbio che L’assaut, muscolare pellicola francese basata su di un fatto reale, è un grandissimo film di cui vi consiglio caldamente la visione. Leggi l’articolo completo

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KILL LIST: Ancestrali brividi lungo la schiena

Benedetta terra d’Albione, ancora una volta gli inglesi tengono banco e dimostrano ai cinefili di tutto il mondo, che il genere non è affatto morto e sepolto, ma lotta e scalcia con indomito furore.

Prendete questo Kill List, film apparentemente banale, che pensa di sapere benissimo dove andrà a parare, pescando a mani basse dagli stereotipi più triti, eppure appena si pensa di averlo inquadrato, il film scarta e va da tutt’altra parte.

Addentrandosi con prepotenza nei territori dell’arcano e della pelle d’oca, Kill List, regala allo spettatore paziente un’esperienza indimenticabile, un lungo lunghissimo brivido da far gelare il sangue. Leggi l’articolo completo

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SHAME: L’inferno e la solitudine

Shame è la storia di una discesa negli inferi. Senza sconti,  senza vergogna e senza catarsi.

Parabola di egoismo, onanismo ed impossibile empatia verso il prossimo, il film diretto da Steve McQueen, mette in scena l’ossessione di un uomo per se stesso e la sua incapacità di potersi occupare di alcuno che entri anche in maniera accidentale nel cerchio delle sue frequentazioni ed affetti, condannandolo così ad una completa astinenza da ogni rapporto umano e rendendolo di fatto immune alla compassione e al perdono.

Cecità e malattia, perversione e perdita, Fassbender si espone nudo e senza difese al pubblico ludibrio della vita, presentandosi senza sconti all’impietoso giudizio di tutti, ma soprattutto di se. Leggi l’articolo completo

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LA TALPA: Classe d’altri tempi

Quando ero un bambino, per motivi insondabili e indipendenti dalla mia volontà, si andava al cinema non ad inizio spettacolo, ma spesso capitava di arrivare a film cominciato, a volte tra primo e secondo tempo. Erano anni diversi, non ti cacciavano dal cinema appena terminato il film e se non c’erano posti liberi, sovente ci si accomodava sui gradini.

In quegli anni capitava spesso di rivedere un film una volta e mezzo o forse due, il meccanismo era semplice: si entrava a pellicola iniziata, si aspettava la fine, si riguardava la parte mancante e poi se il film era stato di nostro gradimento lo riguardavamo tutto un’altra volta.

La talpa, ma il titolo originale Tinker tailor soldier spy, è di ben altra classe, è un film che appena terminato, vorresti subito rivedere. Perchè? Semplice, si tratta di uno splendido, splendido film, di quelli che si facevano molto tempo fa. Leggi l’articolo completo

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J.EDGAR: Amore, retorica, menzogna e cinema

Ingiustamente maltrattato un pò ovunque e con una gran voglia di Oscar, giunge anche in Italia, il nuovo film del bulimico Clint Eastwood, che accortosi di essere entrato nell’ultima fase della parabola della sua vita, ha deciso di sfornare film come fossero biscotti.

J.Edgar ha i grandi pregi e i pessimi difetti della visione di cinema del vecchio leone. Ben lungi da essere perfetto, appellativo in cui ultimamente solo Gran Torino può orgogliosamente ritrovarsi, il nuovo Eastwood, convince per la lua lirica classicità e delude per la mancanza di una vera struttura. Privo di un’architettura e di una direzione il film affastella elementi ed inquadrature, episodi di cronaca investigativa e complotti da corridoi del potere. La sensazione purtroppo un pò irritante, accentuata dai continui sbalzi temporali, è quella di uno smarrimento sterile, che sommerge di informazioni e retorica lo spettatore impreparato, lasciandolo sì satollo, ma anche piuttosto spaesato.

Eppure c’è molto altro in J.Edgar e non notarlo sarebbe far torto alla pellicola stessa e al suo muscolare ma anche lirico regista. Leggi l’articolo completo

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2011 in review

Come sempre grazie a tutti. A coloro che mi hanno letto, consigliato, commentato o fatto cambiare idea…

Houssy

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

The concert hall at the Syndey Opera House holds 2,700 people. This blog was viewed about 37.000 times in 2011. If it were a concert at Sydney Opera House, it would take about 14 sold-out performances for that many people to see it.

Click here to see the complete report.

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IL FIGLIO DI BABBO NATALE: Natale… what else

Sarei quasi tentato di non recensire subito questo piccolo, dolcissimo film, per metterlo in cassaforte e tirarlo fuori il prossimo anno, in occasione di un futuribile terzo calendario cinematografico dell’avvento, ma si sa, l’appassionato di cinema è animale strano e volubile, incapace di attese e calcoli, più portato alla condivisione immediata e sfacciatamente determinato a convincere l’universo intero della validità di una pellicola che lui stesso ha trovato formidabile.

Giovedì pomeriggio, in una sonnecchiosa sala di periferia, con il Natale ormai alle spalle, io, mia moglie e mia figlia ci facciamo incantare da Il figlio di Babbo Natale, pellicola d’animazione per bambini in attesa di essere stupefatti e adulti desiderosi di tornare ancora una volta piccini. Leggi l’articolo completo

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IL GATTO CON GLI STIVALI: Intrattenimento fugace per un poco convincente felino

Se pensiamo che si parla di questo spin off fin dai tempi di Shrek 2, quindi dal lontano 2004, il risultato finalmente giunto di fronte ai nostri occhi alle soglie del 2012, risulta ancor più deludente ed approssimativo.

Il gatto con gli stivali è veramente un brutto film, semplicemente, senza scuse e senza attenuanti. Certo l’animazione è sublime e conquista al primo fotogramma, ma sono il cuore, l’anima e a dire il vero anche la sceneggiatura a difettare in questo pastiche felino, a metà strada tra la favola e il west. Non bastano una pletora di comprimari di lusso e un protagonista simpatico, per una volta ottimamente doppiato anche in italiano dal buon Antonio Banderas, a rendere memorabile un film, infatti come è noto, ci vorrebbe prima di tutto una cosetta chiamata storia. E’ proprio la tanto millantata epopea del Gatto con gli stivali a risultare priva di nerbo e sostanza, risultando ora della fine semplicemente un impalpabile pretesto. Leggi l’articolo completo

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SHEROCK HOLMES – GIOCO DI OMBRE: Riempire occhi e cuore

Pensandoci bene solo un regista profondamente narcisista come Guy Ritchie, innamorato di se, delle sue inquadrature e dei suoi ralenti, poteva sperare in risultati tanto luminosi nel dar vita per l’ennesima volta alle avventure del buon Sherlock Holmes e della sua ineludibile spalla Dottor Watson.

Al secondo capitolo Holmes non stanca, anzi raddoppia la posta in gioco e finalmente palesa la possente ed ingombrante fisicità del suo nemico giurato Professor Moriarty, in una sarabanda di situazioni a metà strada tra la baracconata da luna park, l’indagine in costume e il divertimento puro. Sono proprio le sequenze in cui i due arcinemici si scontrano verbalmente, in un continuo balletto di allusioni e sottili ammissioni, l’uno dedito alla contemplazione del lavoro dell’altro, a risultare il vero cardine su cui ruota l’intera vicenda. Leggi l’articolo completo

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IN TIME: In corsa contro noi stessi

Come noto esistono due tipi di fantascienza, quello alla Star Trek, con viaggi spaziali e mondi sconosciuti da scoprire e poi c’è il secondo tipo, quello che prende come scusa un plot fantastico per raccontare il nostro possibile domani e in alcuni casi il nostro futuribile oggi.

In time appartiene ovviamente al secondo tipo ed è una fortuna, perchè si tratta della fantascienza che preferisco.

In un futuro non troppo lontano gli esseri umani non invecchiano ne si ammalano più, mentre il tempo è diventato l’unico bene degno di avere un valore. Non vi rivelo altro, vi basti però sapere che come in ogni buona storia di science/fiction in un mondo in cui il tempo è l’unica moneta corrente, i ricchi possono davvero vivere  per sempre, mentre i poveri vedono fin troppo presto assotigliarsi le loro prospettive di vita. Leggi l’articolo completo

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ANONYMOUS: Affascinante nonostante

Dimenticando per un attimo la polemica che lo sottende, la questione secondo cui Shakespeare sarebbe solo un prestanome, bisogna ammettere che Anonymous è pellicola muscolare ed affascinante, un breve e lussuoso viaggio in un’epoca non priva di suggestioni e ricca di contraddizioni.

Più dello scandalo della tesi proposta infatti, del film di Emmerich colpiscono la sontuosità e l’incedere estremamente incalzante, puntellato da intrighi di corte, sbalzi temporali ed escursioni squisitamente teatrali nel mondo delle tragedie di Shakespeare. Proprio quest’ultimo elemento conquista il pubblico, non solo quello elisabettiano, regalandoci almeno una sequenza, quella tratta da Enrico V, da riportare a casa, avvolta tra le pieghe del cuore. Leggi l’articolo completo

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LE IDI DI MARZO: Politica, dignità e prospettiva

Che bell’oggetto cinematografico questo Le idi di Marzo, nuova fatica da regista del sempre bravo George Clooney.

La cosa che stupisce e soprattutto convince di più è il tipo di approccio che la pellicola suggerisce. Guardando il trailer si ha l’impressione di trovarsi di fronte alla solita vecchia storia, fatta di politica corrotta e di un giovane di buone maniere e intenzioni, costretto a scegliere tra la fedeltà alla causa e la verità.

Niente di male in questo, ma è una trama che abbiamo già visto dozzine di volte, Le idi di Marzo però va oltre, molto oltre, e ci regala una storia ben diversa. Le insidie, le promesse e le menzogne della politica sono spiegate e vivisezionate dal nuovo film del Clooney regista, capace di ritaglirsi qualche sequenza e di lasciare largo spazio e margine al sempre più manifesto talento di Ryan Goslig. Leggi l’articolo completo

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HOUSSY’S XMAS 2.0: DOCTOR WHO – A CHRISTMAS CAROL

L’idea è quella di fornirvi un calendario dell’avvento, da sfruttare in queste feste. Un post al giorno per 24 giorni, pubblicato allo scoccare della mezzanotte. La selezione delle pellicole è piuttosto atipica, ma soprattutto arbitraria. Dalla commedia al dramma, passando per la tv e l’animazione, senza però scordare quei film che , anche se non strettamente a tema natalizio, hanno da sempre scandito il periodo delle feste, o più semplicemente rappresentano un nostalgico ricordo a cui attaccarsi pervicacemente.

Lo confesso, scegliere l’ultimo tassello di questo viaggio è stato semplice, anzi devo ammettere, che mentre mi accingevo a preparare i bagagli, per così dire, avevo già in testa la mia destinazione.

Per i profani, ogni stagione del Doctor Who è preceduta da una puntata speciale di Natale, una succulenta anteprima, di solito slegata da qualsiasi contesto, che anticipa temi, atmosfere e a volte protagonisti, della serie vera e propria che seguirà a breve. Nessuna serie televisiva mi ha mai commosso, emozionato e scosso come il Doctor Who, era quindi opinabile ed indispensabile da parte mia sdebitarmi e dedicare al mitico ed amatissimo Dottore la visione della vigilia di Natale.

Dato per scontato che ogni singolo episodio meriterebbe la vostra considerazione e soprattutto quelli natalizi sarebbero felici destinatari della vostra stima, devo ammettere che tra tutti, il mio amore incondizionato va ad una particolarissima interpretazione del Canto di Natale, che precede la sesta serie. Leggi l’articolo completo

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TOWER HEIST: Gran bella sorpresa

Sarà colpa dell’attualità e l’urgenza del tema trattato, sarà responsabilità di un Ben Stiller misuratissimo, quasi serioso, o di un Eddie Murphy lontano anni luce dalle scorreggione esagerazioni di film come Norbit, ma Tower Heist è proprio il tipo di film che non ti aspetti.

Equamente diviso tra un corpo da commedia, un’accattivante serie di suggestioni action e un’anima tutta drammatica, il film diretto da Brett Ratner risulta simpatico a prima vista, salvo poi restare anche piacevolmente conficcato in testa.

Ben lontano dal facile umorismo e punteggiato da una serie di riflessioni che hanno il sapore dell’empatia, Tower Heist mette in scena la storia di un furto ai danni di un uomo arrogante, colpevole di aver sottratto fior di quattrini ai poveri cristi che lavorano per lui. Siamo ovviamente dalle parti della crisi economica e dei grandi manager arraffa soldi, che si sono arricchiti sulle spalle degli umili risparmiatori, appare quindi immediatamente chiaro come una pellicola come questa sia estremamente attuale e capace di suscitare sentimenti di condivisibile rivalsa. Leggi l’articolo completo

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