Sgombriamo subito il campo dai dubbi: Toy story 3 non solo è un capolavoro (non d’animazione, in assoluto), ma è anche il miglior film della serie dedicata alle gesta dello sceriffo Woody e allo space ranger Buzz Lightyear.

Bastano i primi minuti per capire che ci troviamo di fronte a qualcosa di unico, dopo appena 5 minuti di film, la consapevolezza di trovarsi di fronte ad una pellicola d’animazione con personaggi “finti” è già passata in cavalleria, l’inganno è riuscito, le emozioni e le sensazioni registrate dal nostro cervello non riescono più a distinguere tra realtà e finzione digitale. In un batter d’occhio ci troviamo quindi a tremare per le sorti dei nostri giocattoli preferiti, atterriti per la drammatica piega presa dagli eventi, esaltati dalle coinvolgenti svolte narrative, totalmente smarriti negli occhi, le parole e i gesti di un mirabolante manipolo di eroi, che ormai chiamiamo amici.

Ad affiancare una sceneggiatura senza una macchia (tra le più belle dell’anno) troviamo veri e propri colpi di genio (il personaggio di Ken è da manuale, la modalità spagnola di Buzz è da standing ovation) e momenti di altissimo cinema. Una sequenza in particolare mi viene alla mente (per non svelare nulla vi dirò solo due parole: discarica e fuoco), talmente bella ed assoluta dal punto di vista narrativo e cinematografico, che se il film fosse finito in quel momento, probabilmente avrei preso il primo aereo per l’America e sarei andato a baciare in bocca John Lasseter, dopo di che avrei regalato santini con la sua effige negli aeroporti di tutto il mondo.

Una sequenza come quella che ho appena citato, non si improvvisa, non arriva per caso, ma è frutto di studio e passione, meticoloso amore per il cinema e pervicace determinazione nel creare emozioni vere e pure. Un film come Toy story 3 non si dimentica facilmente e non si può certo semplicemente etichettare come film d’animazione, qui siamo in presenza di grande cinema, quello vero, quello che ti fa saltare sulla sedia, ridere come un pazzo e sciogliere in calde dolcissime lacrime dal sapore di addio.

E i bambini? I bambini ne andranno pazzi, salteranno come indemoniati e ve ne chiederanno ancora fino a scoppiare, perchè di emozioni come queste non si è mai sazi.

Poesia, risate e lacrime… verso l’infinito e oltre.

VOTO

Da 00 a 13 anni: Capolavoro, 12

Da 14 a 22 anni: Capolavoro, 10

Da 23 a 33 anni: Capolavoro, 10

Da 34 a 45 anni: Capolavoro, 10

Da 45 a 70 anni:  Capolavoro, 10

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