Ingiustamente maltrattato un pò ovunque e con una gran voglia di Oscar, giunge anche in Italia, il nuovo film del bulimico Clint Eastwood, che accortosi di essere entrato nell’ultima fase della parabola della sua vita, ha deciso di sfornare film come fossero biscotti.

J.Edgar ha i grandi pregi e i pessimi difetti della visione di cinema del vecchio leone. Ben lungi da essere perfetto, appellativo in cui ultimamente solo Gran Torino può orgogliosamente ritrovarsi, il nuovo Eastwood, convince per la lua lirica classicità e delude per la mancanza di una vera struttura. Privo di un’architettura e di una direzione il film affastella elementi ed inquadrature, episodi di cronaca investigativa e complotti da corridoi del potere. La sensazione purtroppo un pò irritante, accentuata dai continui sbalzi temporali, è quella di uno smarrimento sterile, che sommerge di informazioni e retorica lo spettatore impreparato, lasciandolo sì satollo, ma anche piuttosto spaesato.

Eppure c’è molto altro in J.Edgar e non notarlo sarebbe far torto alla pellicola stessa e al suo muscolare ma anche lirico regista. Continua a leggere “J.EDGAR: Amore, retorica, menzogna e cinema”