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Houssy's Movies 2.0

Recensioni tutte d'un fiato… per chi non ha tempo da perdere

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MINIONS

quad-butt-aw_28973-minionsSe penso che aspettavamo questo film da praticamente 1 anno (a tanto risalgono i primi teaser) non so se ridere o piangere. Minions è l’ennesimo tentativo di costruire qualcosa che stia in piedi, utilizzando fondamenta di argilla e sabbia. Come praticamente quasi ogni spin off si sia visto al cinema (ancora tremo pensando a Il gatto con gli stivali), si pretende di utilizzare un personaggio di contorno, che funziona alla grande in un contesto più ampio, per costruirgli attorno una storia forzata, pretestuosa e spesso, come in questo disgraziato caso, sciocca. L’odissea di Kevin, Stuart e Bob a caccia di un cattivissimo capo da poter servire, è irritante, povera di idee e  probabilmente presuntuosa. E’ necessario infatti, avere in corpo una bella dose di spocchia, per essere convinti che un paio di siparietti comici già ampiamente visti nei trailer, conditi da un finale inspiegabile (cosa capita esattamente dopo l’esplosione?), per poter giustificare l’esistenza di un film di 90 minuti. Probabilmente però io sono solo un cretino che parla a vanvera, visto che il film è già campione di incassi con un rating medio di 6,7… Povera animazione e poveri bambini, condannati ad un cinema che li ritiene una merce priva di cervello, buon gusto e capacità di scelta.

SAN ANDREAS

San-Andreas-posterNon sentivamo davvero il bisogno, dell’ennesimo catastrofico che si abbatte con rara cattiveria sulla malcapitata California, una delle mete preferite per cataclismi ed eventi di magnitudo inaudita. San Andreas parte in quarta, fin troppo per la verità, senza lasciare il tempo per far decantare almeno un minimo i tempi dell’azione, affastellando fin da subito scene pathos una di fila all’altra, tra un terremoto e uno tsunami. Il climax è talmente sospinto e forzato, da creare un distonico distaccamento emotivo nello spettatore, per la verità piuttosto annoiato all’ennesima scena madre di pericolo mortale. Gestendo malissimo le pause quindi, San Andreas, che vorrebbe essere un film che spinge sempre sull’acceleratore, risulta così ammorbato da una monocorde velocità di crociera sempre uguale a stessa. Le assurdità poi si sprecano: elicotteri che volano da soli, cellulari che funzionano quel tanto che basta per tranquillizzare i genitori, figlie resuscitate, onde anomale cavalcate con baldanza ed un pizzico di noia…

Resta impagabile la battuta finale, degna del miglior film comico; di fronte ad una California rasa al suolo, guardando intensamente una bandiera a stelle e strisce che garrisce al vento, il nostro Dwayne “The Rock” Johnson dal bicipite guizzante esclama: “ricostruiremo tutto”.

45 Minuti di applausi.

THE GALLOWS

The-Gallows-PosterAl di là della struggente nostalgia per un cinema horror più dignitoso, intelligente e classico, quello che fa davvero incazzare (e io non uso mai parolacce…) di questo The Gallows non è l’assunto al limite dell’idiota, ma la messa in scena scelta per rappresentare queste infinite passeggiate per corridoi deserti, condite da qualche omicidio inutile. Sto ovviamente parlando del famigerato “found footage” metodo espressivo modaiolo ed economico (maledetto Paranormal activity! La peste a te e tutti i tuoi sequel!) che ormai da troppo tempo si è appollaiato sul nostro scroto appesantendolo ogni umana sopportazione. Quello che disturba qui, oltre ogni misura, è l’assenza di un senso: come sia possibile infatti che qualcuno ritenga credibile che qualsiasi cosa accada, ci sia sempre uno dei protagonisti pronto a registrare tutto con la telecamera di turno, resta un mistero insondabile e profondamente sciocco. L’ennesima presa in giro di un genere che scivolando verso il basso, ha impoverito se stesso e le vite di tutti noi, reiterando all’infinito la tendenza odierna, derivata dai social media, a condividere ogni cosa (anche la più insignificante) in qualsiasi momento e a qualsiasi costo. Forse allora, i veri colpevoli siamo proprio noi.

LA LINEA GIALLA

la_linea_gialla_posterSapete, per un bolognese come me, la strage alla stazione del 2 Agosto 1980, è una cosa seria. Non è oggetto di divertimento, fraintendimento ed alleggerimento. Per Bologna, il 2 Agosto è qualcosa da prendere con le molle. Ecco che in questo contesto si inserisce, per celebrare il 35esimo anniversario della strage, La linea gialla, triste fiction di stampo televisivo, spacciata vigliaccamente per rigoroso docufilm,  con al centro un assunto interessante, ma realizzato in maniera sciatta e involontariamente comica. Avendo la pretesa di raccontare il possibile futuro della vittima più giovane di quell’infausto giorno di Agosto, La linea gialla resta solo una promessa mancata, lasciando queste belle intenzioni prigioniere della penna del suo confuso sceneggiatore/regista e di fatto raccontando la storia di una svampita maggiorata a passeggio per la città turrita. Incontri improbabili, dialoghi al limite dell’assurdo, imbarazzati sguardi in macchina e una regia al limite dell’amatorialità, fanno da corollario ad una trama confusa, mal realizzata e ancor peggio interpretata. Grandi assenti, la Storia, la strage e quella ferita incolmabile che una città come la mia, porta impressa da ormai da 35 lunghissimi anni. Mentre l’ignoranza si traveste da sogno e l’indifferenza da utopia, La linea gialla si conferma pellicola sinceramente presuntuosa e scioccamente consolatoria, come solo il peggior cinema, quello spocchioso e sordo dei salotti buoni, riesce ad essere.

LEFT BEHIND

left behindTenetevi saldi, qui siamo in presenza di uno dei peggiori 10 film che io abbia mai visto nella mia vita. Non tanto a causa della pessima realizzazione e dei personaggi assurdamente strampalati che fanno cose incredibilmente senza senso, sono tantissimi i film che possono vantarsi di essere afflitti da questo endemico male, no, qui il problema è la pretenziosità del tutto. Siamo infatti costretti a credere per quasi 2 ore che ad un certo punto il buon Dio abbia deciso di chiamare a se i buoni e i giusti, lasciando tutti gli altri sulla terra per dare inzio all’armageddon. Praticamente la trama è la stessa di Facciamola finita (splendida pellicola con Seth Rogen e James Franco) senza però nessun tentativo di sorridere di questa assurdità, anzi qui ci si prende terribilmente sul serio. Mentre l’ennesima hit christian rock ammorba il minutaggio del film e Nicholas Cage cerca di rendere credibile la sua acconciatura, ecco che il pesantie, puerile, insopportabile, offensivo ed ottuso messaggio religioso esplode in tutta la sua goffa improbabilità, desideroso di farsi largo nel cuore di noi infedeli che affolliamo le sale cinematografiche a caccia di un pò di sana stupidità. Bè, missione compiuta, la stupidità l’abbiamo trovata. A tonnellate.

KRISTY

‘KRISTY’-MOVIE-POSTERE siamo arrivati, purtroppo per noi, a quel temutissimo periodo dell’anno in cui si svuotano le cantine e i solai per proporre alle sale deserte di questo assurdo paese una serie di titoli, soprattutto horror, che riscrivono i confini della vergogna. Kristy non fa certo eccezione, colpevole di assurdità multiple e pretestuose, mosse da motivazioni ridicole eprive di senso. La storia della studentessa che resta da sola nel campus (avete letto bene da sola in un intero campus universitario) e viene braccata da una serie di personaggi facenti parte di una strana cellula demoniaca che se la prendono con tutti quelli che hanno nel nome riferimenti a Cristo è delirante. Non solo, da un certo punto in poi il film diventa la copia triste del divertente You’re Next, che qualche brivido invece ce lo aveva saputo regalare. Insomma, silenzi, attese, lunghe corse a perdofiato e la solita pletora di luoghi comuni già visti circa un milione di volte. Da evitare come una rettoscopia.

DYLAN DOG: Quando il troppo stroppia, la deriva del cinema americano

Se ripenso a quando adolscente, ho adocchiato il primo numero di Dylan Dog in edicola, mi si inumidiscono gli occhi.

Correva l’anno di grazia 1986, io avevo ancora tutti i capelli e mi piacerebbe anche dire che avevo qualche chilo in meno (ma sarebbe una bugia), quando nell’edicola del quartiere in cui abitavo, vidi fare capolino un albo a fumetti dal titolo, L’alba dei morti viventi. Visto che un adolescente cine-dipendente (come me) non poteva resistere al suadente richiamo di quel titolo, comprai il primo numero di quella pubblicazione e da quel momento me ne innamorai.

Non starò qui a tediarvi con un’ulteriore passeggiata sul viale dei ricordi, vi basti pensare che Dylan e la sua crew, mi hanno fatto compagnia fino al numero 100, poi francamente mi sono stancato, regalandomi qualche brivido, alcuni nudi femminili e tanta cinefilia bidimensionale.

Ora con questi sentimenti ad agitarsi nel cuore, mi sono avvicinato a Dylan Dog -Dead of night e quello che ho provato, proverò a descriverlo in queste poche righe. Continue reading “DYLAN DOG: Quando il troppo stroppia, la deriva del cinema americano”

PRIEST: De Profundis

Di fronte alla palese e spavalda disfatta di un film come Priest, vien voglia di rivalutare il cinema italiano con tutti i suoi compromessi e la sua cioccolataia gaiezza.

Fortemente debitore all’insensata e bulimica inconsistenza di Legion (stesso protagonista e stesso regista, non è un caso), Priest viaggia su binari pericolosi e paralleli, sostituendo agli angeli infuriati, un esercito di dimenticabili vampiri. Figlio di una poetica video ludica eccessiva e tonitruante, il film compie il miracolo di farsi dimenticare nel momento stesso in cui lo si sta guardando, lasciando nello spettatore inappagato, una fastidiosa serie di insensati deja-vu.

A metà strada tra il western, l’horror, il film d’arti marziali e l’apocalittico futuro che un bel dì vedremo, Priest, dimostra un innato talento nel proporre cose già viste e soluzioni narrative al limite del ridicolo, decidendo di rendere assolutamente trascurabile ogni personaggio e di annaffiare il tutto con fiumi di dabbenaggine digitale fine a se stessa. Poco importa se la trama starebbe scritta su di un biglietto del tram, il percorso fatto dagli antipatici protagonsiti per arrivare alla parola fine, assomiglia ad una brutta barzelletta. Continue reading “PRIEST: De Profundis”

L’ULTIMO DEI TEMPLARI: Tutta colpa di Dan Brown

Capiamoci, L’ultimo dei templari è davvero un brutto film, di cui si salvano soltanto i primi 5 minuti, quindi forse non ci sarebbe nemmeno bisogno di dilungarsi in dissertazioni accademiche, ma si sa, l’estate non si decide ad arrivare e quindi fa piacere fare un paio di considerazioni in allegra leggerezza.

Credo che la colpa principale se un brutto film dal titolo Season of the witch (Stagione della strega) viene tradotto in Italia con L’ultimo dei templeri, sia da ricondurre al famigerato Dan Brown e al suo dannato Codice Da Vinci. No, per carità, non ce l’ho con il super bestseller di Brown, anch’io l’ho letto con piacere, ma trovo inammissibile che la cieca e sorda distribuzione italiana, se ne serva in modo stolido, per lanciare un film che parla di tutt’altro. Forse la colpa è anche di noi esseri umani, che in questi incerti tempi di crisi, tendiamo a rifugiarci in ciò che conosciamo bene, ma l’ignoranza non ammette alibi e a ben gurdare trovo che ci sia anche un pò di truffaldina malizia nell’operazione di marketing che ha deciso il titolo di questo film. Sì perchè bisogna propro avere tanto pelo sullo stomaco per decidere di titillare l’opinione pubblica con un titolo che rievoca il famoso Codice, pur non avendo nulla a che fare con Dan Brown, i cavalieri in questione, il Santo Graal e la storia in generale…

Ai posteri l’ardua sentenza. Continue reading “L’ULTIMO DEI TEMPLARI: Tutta colpa di Dan Brown”

SUCKER PUNCH: Estetica del nulla

Alla fine del post, oltre al solito trailer, trovate un brano tratto dalla colonna sonora. L’idea è quella di mettere in play il brano e poi leggere la recensione. Un modo per entrare dentro al film,  respirandone l’atmosfera… o forse solo un gioco.

Forse, tra 50 anni, quando al cinema ci si andrà con la propria console per collegarsi al grande schermo e giocare, interagendo con il film e con i suoi personaggi, Sucker Punch sarà salutato come un antesignano illustre, un profeta della visione videoludica, un tassello indispensabile della poetica del videogame, ma fino ad allora, temo che resterà nella memoria di quanti avranno la sventura di imbattervisi, come una colossale cazzatona col botto. Continue reading “SUCKER PUNCH: Estetica del nulla”

LA BANDA DEI BABBI NATALE: L’eco distante delle risate che furono

Fa quasi tenerezza pensare che fino a qualche anno fa Aldo, Giovanni e Giacomo erano considerati la massima espressione di comicità del nostro paese. Quei tempi sono ormai lontani e il presente ci ha restituito, come la risacca notturna, una pellicola scialba, già vista e priva di nerbo.

Se qualche dubbio aveva attraversato la mente di quanti si erano incautamente accostati a Il Cosmo sul comò, loro precedente e temibile pellicola, ora la Banda dei Babbi Natale arriva per confermare quelle perplessità e per crearne di nuove. Continue reading “LA BANDA DEI BABBI NATALE: L’eco distante delle risate che furono”

WALL STREET-IL DENARO NON DORME MAI: Lo spettatore invece a volte si assopisce

Il sequel fuori tempo massimo di Wall Street (1987) fa venire in mente quel meraviglioso dialogo all’inizio de I protagonisti (del compianto Robert Altman), in cui un appassionato sceneggiatore spiega ad uno scettico, ma interessato produttore, la trama che starà alla base de Il laureato 2.

Con lo stesso spirito fatto di dubbi e molta cautela, lo spettatore odierno si avvicina a questo capitolo secondo, da un lato ben conscio della reputazione di Oliver Stone (buttata ultimamente alle ortiche, grazie ai suoi ultimi lavori) e dall’altro delle discrete potenzialità del soggetto in questione (un film che parla di economia globale, in pieno tempo di crisi).  Continue reading “WALL STREET-IL DENARO NON DORME MAI: Lo spettatore invece a volte si assopisce”

INNOCENTI BUGIE: Stantio, preconfezionato, vuoto

Ha un sapore di stantio il nuovo film multimilionario targato Tom Cruise e Cameron Diaz, il classico gusto dei cibi preconfezionati, invecchiati e consumati fuori tempo massimo.

L’idea di riproporre una formula cara a tanto cinema del passato, appare veramente anacronistica, soprattutto alla luce delle pallide interpretazioni dei due spenti protagonisti. Tom Cruise appare appannato, distante, l’ombra del guascone bello e dannato che un tempo fu, mentre Cameron Diaz è semplicemente irritante, tutta mossette, occhi sbarrati e gridolini di ansia. Continue reading “INNOCENTI BUGIE: Stantio, preconfezionato, vuoto”

UN WEEK-END DA BAMBOCCIONI: Cotto, mangiato e digerito… molti anni fa

La nuova commedia americana ricorda tremendamente la vecchia commedia americana targata anni ’80.

Come diceva qualcuno bisogna che tutto cambi, perchè tutto resti uguale e così sembra essere anche per il cinema. Lasciate alle spalle le sulfuree scorrettezze di certe pellicole indipendenti e di alcuni giovani promettenti autori, la nebbia si dirada e si fa largo un dominante piattume, fatto di perbenismo di facciata e di politicamente corretto.

E’ il caso di questo Grown Ups (vi prego non fatemi ripetere l’urticante titolo italiano) che mette molta carne al fuoco, soprattutto molti nomi altisonanti, per poi farla lentamente bruciare. Questa specie di Grande freddo tra bamboccioni mai veramente cresciuti, fa della superficialità il proprio marchio di fabbrica, annegando ogni spunto narrativo in una smodata quantità di melassa a base di buoni sentimenti. Continue reading “UN WEEK-END DA BAMBOCCIONI: Cotto, mangiato e digerito… molti anni fa”

L’ULTIMO DOMINATORE DELL’ARIA: Il talentuoso regista smarrito e la sindrome dello “spiegone”

Riesce impossibile pensare che Il Sesto Senso sia stato diretto dallo stesso bulimico personaggio a cui si deve il pantagruelico film di cui mi accingo a parlare.

Sgombrando il campo dai dubbi, diciamo subito che L’ultimo dominatore dell’aria è proprio un brutto film, una pellicola sbagliata e profondamente arrogante. La ragione principale di questo colossale fallimento sta nella vastità della materia trattata. Alle prese con una trama estremamente complessa e stratificata, (molti personaggi ed un intero mondo da inventare, con le sue regole e le sue nazioni in guerra) Shyamalan cade nell’errore più classico e marchiano di tutti, spiegare troppo e male. Continue reading “L’ULTIMO DOMINATORE DELL’ARIA: Il talentuoso regista smarrito e la sindrome dello “spiegone””

CENTURION: Il Gladiatore al sangue e la maledizione del film perfetto

Due emozioni differenti accompagnano la visione del nuovo film di Neil Marshall. La prima è un sentimento di rivalsa per tutti coloro che non hanno amato Il gladiatore diretto da Ridley Scott, la seconda è una profonda tristezza, che lentamente si fa largo nel cuore di chi ha amato The Descent e da anni aspetta che il suo regista ripeta quel meraviglioso exploit.

Centurion non è molto diverso da Il gladiatore eppure è profondamente differente per stile, forma e contenuti. Determinato a smitizzare alcuni aspetti e a porre un crudele ed insistito accento sulla cruda rappresentazione della violenza, Centurion procede spedito tra un calcio in bocca ed una testa mozzata, trovando il proprio equilibrio a metà strada tra l’arrogante spocchia del blockbuster di Scott e la rappresentazione del genere più corrivo. Continue reading “CENTURION: Il Gladiatore al sangue e la maledizione del film perfetto”

RESIDENT EVIL-AFTERLIFE: Filmaccio in salsa Matrix con contorno di 3d

Il cinema horror ha moltissimi appassionati, un vero e proprio esercito che fa la fila al botteghino, paga il biglietto e si accomoda in sala pronto a saziarsi occhi ed orecchie. L’ultimo capitolo della stanca saga di Resident Evil, commette l’errore madornale di considerare questa fascia di pubblico come onnivora, pronta a digerire di tutto, pur di divertirsi.

Con una certa presunzione ed una memoria storica inesistente, il film in questione, con l’unica scusante di un 3d ingiustificato e ridondante, si scaglia sulla materia grigia dei suoi spettatori, causandone mal di testa ed irritazione crescente. E’ fin troppo chiaro da subito infatti, che l’ennesimo atto delle gesta di una Milla Jovovich ormai condannata a ricoprire questo ruolo a vita, non fa del sottotesto la propria cifra stilistica, dedicandosi invece con passione al saccheggio senza esclusione di colpi di altre pellicole. Continue reading “RESIDENT EVIL-AFTERLIFE: Filmaccio in salsa Matrix con contorno di 3d”

MORDIMI: I viaggi nel tempo e l’insostenibile volgarità di certo cinema

Caro Houssy del futuro…

Se la tua tecnologia te lo consente e se leggerai queste righe, ti prego usa la tua macchina del tempo e raggiungimi all’esterno della sala in cui stanno per proiettare Mordimi. Una volta lì, impediscimi con qualunque mezzo di emtare ad assistere a tanto e tale sfacelo. Se nel tentativo causerai un paradosso temporale che mi ucciderà all’istante, poco importa, ne sarà valsa la pena.

Non sei ancora convinto? Vuoi saperne di più? Ok, cercherò di illuminarti sulle ragioni della mia fatale decisione. Continue reading “MORDIMI: I viaggi nel tempo e l’insostenibile volgarità di certo cinema”

SHREK VISSERO FELICI E CONTENTI: Troppo poco e troppo presto dimenticabile

Domenica pomeriggio in una multisala alla periferia di Bologna.

Tornati da una settimana ristoratrice tra le vette trentine, decidiamo di portare la bambina al cinema, la scelta è poca, saziare gli occhi alla corte animata di Shrek è quasi un obbligo. Le luci si spengono, cominciano i soliti venti minuti di pubblicità inutile, il pubblico è composto e insolitamente silenzioso. Finalmente comincia il film. Dopo un’ora e mezza, finalmente finisce il film.

Circa 15 anni prima.

Io con alcuni amici, organizziamo un falò in spiaggia. Sabbia, alcool, donne, canzoni e benedetta incoscienza. Alla fine della serata sono ubriaco fradicio. La mattina dopo, ho un gran mal di testa e della serata in questione ricordo solo alcuni vividi flash. Prendo la solenne decisione di non abusare mai più dei poteri lenitivi e letali dell’alcool. Continue reading “SHREK VISSERO FELICI E CONTENTI: Troppo poco e troppo presto dimenticabile”

SANSONE: McDonald’s, Pizza Hut e il nuovo cinema standardizzato

Milioni di persone in tutto il mondo, tutti i giorni, entrano a consumare un pasto da McDonald’s o Pizza Hut. Non c’è nulla di male, si tratta di turisti alla disperata ricerca di sapori riconoscibili, o di autoctoni alla caccia di qualche caloria. Allo stesso modo, negli ultimi anni, le sale si sono riempite di spettatori alla ricerca di qualcosa di preciso e riconoscibile, un pubblico forse poco esigente, che si realizza nella reiterazione di uno standard.

Sensibile a questo tipo di tendenza, Hollywood (ma non solo, pensiamo ai cinepanettoni o ai film di Pieraccioni e Veronesi) scende in campo in modo massiccio, invadendo gli schermi di tutto il mondo di cani parlanti, gatti obesi e porcellini d’India scorreggioni. Capita quindi non di rado, di entrare in un cinema in cui viene proiettato un film e di sapere per filo ed per segno, tutto, ma proprio tutto, quello che vedremo di lì a poco. Continue reading “SANSONE: McDonald’s, Pizza Hut e il nuovo cinema standardizzato”