C’è un momento in Io e Te, quello in cui erompono le note e i versi di Ragazzo solo/Ragazza sola, versione italiana di Space Oddity anch’essa eseguita dal Duca Bianco,  in cui Bernardo Bertolucci costruisce una sequenza perfetta, di rara bellezza, grazie alla quale ci è finalmente tutto chiaro.

Quel poetico, impacciato e commovente balletto tra un fratello e una sorella, praticamente estranei ma mai così vicini, affini e complementari, ci fa esplodere nella testa come una supernova il significato della nostra presenza lì, in quella sala cinematografica a vedere il nuovo film di un grande maestro del cinema.

E’ il significato e l’essenza stessa dell’adolescenza che si palesa ai nostri occhi inumiditi dalle lacrime, quel momento estremamente delicato fatto di troppi dubbi ed altrettante certezze, quel misto di rabbia, sicurezza e delicata fragilità. Io e Te ci riappropria, come spettatori di un cinema italiano sempre più perduto a raccontare l’ombelico di padri e madri impegnati ad innamorarsi della loro decrescita, del valore e della responsabilità di quell’età ingrata, irripetibile, delicatissima e splendida, che troppo spesso fingiamo di dimenticare. Continue reading “IO e TE”

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