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Forse è una semplice coincidenza, ma trovo peculiare che un film sul football americano abbia un titolo che in qualche modo scimmiotta una pellicola con Sandra Bullock uscita qualche anno fa e che valse l’Oscar alla sua protagonista. Così dopo Il lato positivo, ecco arrivare nel nostro paese La zona d’ombra, ma se là c’era una storia di redenzione ed istruzione, qui invece si parla delle insidie e dei pericoli, celati nel gioco del football americano. Due titoli in contrapposizione, almeno per le folli menti dei titolisti italioti, determinati ad ignorare il ben più interessante Concussion (commozione celebrale) per rievocare malignamente il precedente film di bullockiana memoria. Concussion, racconta la vera odissea affrontata dal medico Bennet Omalu, neuropatologo determinato ad imporre all’attenzione del mondo una patologia degenerativa del cervello, che colpisce i giocatori di football, soggetti a troppi colpi alla testa. Pellicola tosta e tutta d’un pezzo, Concussion, che nella miglior tradizione della new Hollywood anni 70 (esattamente come succedeva in Spotlight, altra bella sorpresa di questa stagione cinematografica), non ha paura di sporcarsi le mani e di prendere una posizione, condannando interessi e collusioni poco chiare. La cosa più interessante resta comunque la bella interpretazione di Will Smith, da gustare rigorosamente in originale per non perdere nemmeno un grammo della caratterizzazione (soprattutto vocale) che riesce a dare al suo credibilissimo dottor Omalu. In questo senso risulta davvero incredibile che la performance di Smith sia stata snobbata dall’Academy, che per esempio gli ha preferito il ben più prevedibile Bryan Cranston di Trumbo, un’esclusione che ha suscitato non poche polemiche da parte della Hollywood black. Concussion resta, al di là di tutto, un film che racconta una lotta impari per far vincere la verità, uno sguardo per capire una questione controversa e poco nota, senza dimenticare ottimi personaggi, una grande passione civile e una sana capacità narrativa, piena zeppa di intelligenza e tanta, tantissima sana rabbia.