trumbo-posterChi scrive, si è imbattuto, innamorandosene, della figura di Dalton Trumbo, quasi per caso, attraverso il suo celeberrimo libro, E Johnny prese il fucile, apologo contro la guerra e la stupidità dei governi, sordi e ciechi di fronte all’assurdità di ogni conflitto. Non è stato poi difficile per un appassionato di cinema, seguire le sue tracce come sceneggiatore in Spartacus e Vacanze romane, per citare due esempi controversi e nodali nella sua carriera, costellata di successi e di silenzi. L’epoca della caccia alle streghe, raccontata al cinema parecchie volte, non è mai stata perdonata e dimenticata fino in fondo, è ancora fresca la polemica per l’Oscar alla carriera ad Elia Cazan (nome illustre tra coloro che denunciarono colleghi facenti parte del partito comunista), anzi rappresenta ancora oggi, un vergognoso neo, nella sfavillante mecca del cinema. Ancora una volta, quell’oscuro periodo di ignobili dilazioni e dolorosi tradimenti personali, viene portato sullo schermo da L’ultima parola-La vera storia di Dalton Trumbo, focalizzandosi proprio sulla figura dello sceneggiatore, facente parte dei famigerati Hollywood 10 (coloro che non si piegarono e non collaborarono), condannato per continuare a lavorare, a firmare sceneggiature sotto pseudonimo. La pellicola risulta essere un interessante spaccato di un’epoca che, se da un lato affascinerà i cinefili (straordinari i momenti che riguardano Kirk Douglas e Otto Preminger), dall’altro sembra essere fin troppo agiografica, eliminando completamente l’elemento di sofferenza, annichilimento e frustrazione che il vero Trumbo deve aver subito. Complice l’interpretazione sbagliata di Bryan Cranston, fin troppo gigiona e compiaciuta, portata avanti con poca passione e scarsa empatia, dimenticando di regalare al personaggio quello spessore di dolore che lo avrebbe reso più umano, il film diretto da Jay Roach non convince fino in fondo, risultando ora della fine un algido esercizio di stile, corretto, elegante, ma privo di vita palpitante. Peccato, perché proprio di vita, della vita vera, sono colme le parole di Dalton Trumbo, meraviglioso sceneggiatore, indimenticabile ribelle, eroe per caso e uomo per scelta.