steve-jobs-movie-poster-800px-800x1259Danny Boyle va al cuore della cosa e così facendo, costruisce un film meraviglioso.

Poco importa che il protagonista degli eventi narrati si chiami Steve Jobs, i tre computer presentati nel film, in tre momenti storici ben precisi, sono solo un corollario, un necessario accessorio per raccontare i difficili rapporti umani di un uomo con i suoi simili, il complicato svolgersi di una toccante relazione tra un padre e sua figlia. Riesce incredibile pensare che qualcuno della famiglia o della stratta cerchia del vero Steve Jobs, possa aver gettato fango sull’incredibile sceneggiatura scritta da Aaron Sorkin (a proposito, una vera ingiustizia che non sia candidata all’Oscar), perché il nostro ha lavorato con grande cura, levigando ogni parola e trasformando la controversa carriera del guru di Apple, in una dolente e commovente parabola umana, che lo ha reso più vero che mai. Fassbender dal canto suo è perfetto nel ruolo di un uomo ossessionato da se stesso, incapace di gestire le relazioni umane con semplicità, ma altrettanto semplicemente condannato all’incomunicabilità, all’isolamento e al solipsismo, tipico delle grandi menti. Se Sorkin ha scritto delle pagine splendide e Fassbender le interpreta con pietas e vigore, bisogna dare merito ed onore a Danny Boyle di aver dato corpo ed anima ad entrambi, regalandoci una delle migliori regie della sua pur nobile carriera. Appassionato come un entomologo, Boyle segue Jobs/Fassbender ovunque, arrivando a violarne lo spazio e la libertà, intenzionato a raccontare da vicino ogni sfumatura, cambiamento d’umore, ruga e pensiero, restituendoci così un ritratto stratificato e quasi impressionista, di un personaggio che definire controverso sarebbe alquanto riduttivo. Più di ogni altra cosa comunque Steve Jobs è la storia di un rapporto padre e figlia, fatto di allontanamenti e riavvicinamenti, distanze emozionali ed abbracci rubati. Costruito di istanti e per immagini a tratti toccanti, la dicotomia Steve e Lisa Jobs tocca nel profondo, in quanto intrisa di verità, dolore e vero affetto, sentimenti comuni nel cuore di ogni padre, attimi di infinito che, alla fine di uno splendido film, regalano anche qualche sincera lacrima, ora di rabbia, ora di commossa partecipazione…

… La luce si accende, gli occhi sono umidi di pianto e l’unica cosa che mi rimbomba nella mente, è l’insistito bisogno di abbracciare mia figlia.