mediaDio esiste e vive a Bruxelles, non solo, ha anche una moglie, una figlia ribelle e meglio non parlargli di quel capellone di suo figlio JC, andatosene da casa ormai da tantissimo tempo…

Queste le premesse del nuovo travolgente film di quel talentaccio di Jaco Van Dormael, regista belga che si era impossessato del mio cuore nel lontano 1991 debuttando con lo splendido Toto le héros. Dio esiste e vive a Bruxelles mette in scena un creatore fin troppo umano, vendicativo e profondamente attratto dalla sofferenza, che non perde occasione di infliggere con sadica soddisfazione all’intera razza umana; per fortuna, a bilanciare la solipsistica crudeltà di un Dio che si aggira per il proprio appartamento indossando un terrificante accappatoio in flanella, c’è sua figlia di dieci anni, che seguendo le orme di suo fratello maggiore, deciderà di scendere sulla terra, per scrivere un Tutto Nuovo Testamento ed aiutare gli uomini e le donne a trovare un significato in una vita che apparentemente sembrerebbe non averne alcuno. Il film è tutto qui, una celebrazione totale dell’uomo, anzi soprattutto della donna, del libero arbitrio e dell’importanza di vivere ogni singolo momento come se fosse l’ultimo. Surreale e grottesco come non si vedeva da molto tempo, disperatamente divertente e profondamente anarchico fino al midollo, Dio esiste e vive a Bruxelles, riconsegna il futuro nelle mani delle donne, più sagge e compassionevoli, assennate ed empatiche, vera chiave di volta di una rivoluzione umanista punteggiata da momenti di lancinante poesia. Le donne, esseri divini che fin troppo spesso si dimenticano di esserlo, messe in un angolo da uomini egoisti ed irosi, smarriti nel proprio odio per il mondo. Eppure a volte le donne si ricordano di essere fatte della materia di cui sono fatti i sogni, esseri dalla scintilla divina ed immortale, pronte a riprendersi il posto che compete loro, alla guida di un mondo che ha bisogno di essere più giusto, più colorato e pervaso dalle note che compongono la musica interiore di ognuno di noi.