Ecco il terzo miglior film della stagione cinematografica 2015, dimostrazione una volta di più che le cose bisogna saperle fare e credetemi, non é un caso che a dirigere e in parte scrivere questo gioiello ci sia proprio l’adorabile Guillermo del Toro. Gotico per tematiche ed atmosfere, Crimson Peak é una classica storia di fantasmi, una di quelle belle e spaventose, come non se ne fanno più. L’odissea della sfortunata Edith, sognatrice con il sogno della scrittura e il dono di vedere i morti, ha una tale forza narrativa da trascinare lo spettatore in un mondo cinematografico vivo e pulsante, lontano dai trabocchetti, le scorciatoie e le banalità di Hollywood. Violento, spaventoso e zuppo di sangue, Crimson Peak evita accuratamente il solito finalino banalotto e telefonato, pieno di zucchero e sciocchi colpi di scena, preferendo invece rispettare l’intelligenza dello spettatore e coinvolgendolo in un finale diviso tra l’amarezza, la pazzia, il rimpianto e il perdono. Pieno di trovate scenografiche affascinanti, una su tutte la neve che si tinge di rosso,  interpreti ipnotici e splendidamente raccontati (tra cui svetta la titanica Chastain) e perennemente sotto il maleficio di una regia perfetta al limite del maniacale, Crimson Peak resta un toccante affresco gotico di formazione e crescita, l’omaggio di un genio ad un mondo cinematografico ormai scomparso, tramontato e dimenticato. Un mondo che però ci manca terribilmente.