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L’intrattenimento per bambini, soprattutto nella sua forma più “adulta” quella appannaggio di avventure live action, ultimamente sembra diventato sinonimo ed ostaggio di un manipolo di super eroi in costume e mantello. Non ho nulla contro chi difende l’umanità tra una battuta sarcastica e un’occhiata alle chiappe di Scarlett Johansson, ma in attesa dello spaccatutto Star Wars 7, che già ha alzato l’asticella delle aspettative a livelli irraggiungibili, facendo comunque affidamento ad un franchise vecchio di quarant’anni, credo che ci stiamo perdendo qualcosa per strada. Pan è un tipico film d’avventura come non se ne fanno più; anche se un po’ troppo ricco di effetti digitali e con qualche strizzata d’occhio di troppo (la canzone dei Nirvana è francamente spiazzante), bisogna ammettere che la pellicola diretta da Joe Wright è sincera e a tratti trascinante. Scritto da Jason Fuchs, trovo a dir poco miracoloso che dietro ad un blockbuster come questo non ci siano i nomi di due o tre sceneggiatori diversi, chiaro segnale che lo script è stato modificato passando di mano in mano parecchie volte, forte delle interpretazioni di Hugh Jackman e Rooney Mara, ma soprattutto dello sguardo pieno di meraviglia del giovane Levi Miller, Pan è film divertente e pericoloso, perché va a toccare il mito dell’amato Peter, faro e simbolo quasi intoccabile, della crescita di tutti i bambini del mondo. Pur scherzando con il fuoco, Pan può vantare alcune sequenze da urlo, capaci di stamparsi a fuoco nella memoria di un bambino, in primis il suggestivo ratto degli orfani, ma in secondo luogo anche tutte le scene che ci trasportano a bordo di una nave pirata; vere e proprie corse e rincorse rocambolesche, alla ricerca sincera della sua anima avventurosa, vero cuore pulsante di un film che, come il suo piccolo protagonista, a tratti sa volare alto e leggero, là dove i sogni diventano realtà, tra un’utopia e una bugia… seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino.