Peanuts-movie-poster

Premetto che chi scrive è prevenuto, fortemente di parte e decisamente poco obbiettivo, essendo di fatto cresciuto tra le meravigliose tavole di Charles M. Shulz. Detto questo, l’attesissimo film dedicato all’universo dei Peanuts, è una delle pellicole più coraggiose che vi capiterà di vedere recentemente al cinema. Approcciandosi con rispetto ed intelligenza al lavoro di una vita, lavoro che per inciso, è stato capace di raccontare l’infanzia e la crescita con le sue criticità  e le sue contraddizioni, meglio di un testo di psicologia, The Peanuts Movie ha due caratteristiche rivoluzionarie, entrambe fondamentali e potenzialmente geniali. La prima cosa che salta agli occhi, è la grafica che contraddistingue i protagonisti, un mix portentoso di cgi al computer, per quanto riguarda i corpi e i fondali, perfettamente integrato a meravigliose ed anacronistiche espressioni di occhi e bocca, disegnate a mano. L’insieme è esplosivo, un matrimonio al fulmicotone tra moderna messa in scena e grafica vintage, una scelta coraggiosa che si integra perfettamente nel contesto del film, regalando stupore e commossa partecipazione. Il secondo rivoluzionario motivo per amare questo film, e purtroppo estremamente colpevole del più che probabile insuccesso italiano del film, è la struttura scelta dagli autori per raccontare la storia di Charlie Brown e soci, struttura che risulta essere maniacalmente e rispettosamente, più che fedele alla tavola disegnata. Bisogna sapere infatti, che le tavole ideate da Shulz, erano micro battute fulminanti della durata di una striscia, 5 tavole appena, attraversate da un canovaccio di base, che fungeva da collante tra le varie situazioni. Il film, in maniera a dir poco impavida, sceglie la stessa struttura di base, quindi la storia del timido Charlie Brown innamorato della ragazzina dai capelli rossi, fa da cornice ad un insieme di sequenze che potrebbero benissimo funzionare l’una slegata dalle altre. Preparatevi quindi all’immancabile duello di Snoopy, asso della prima guerra mondiale, con il maledetto Barone rosso, state pronti ad incontrare Piperita Patty e Marcie, Sally e il suo “scimmiottino d’oro” Linus, Lucy e le sue sedute di psicanalisi, Schroeder e il suo piano giocattolo, oltre al mitico Charlie Brown, il suo aquilone, la sua proverbiale timidezza, il suo monte di lancio e la sua titanica tendenza al fallimento… Questo tipo di struttura, quasi commovente per chi come me è cresciuto tra quei disegni, potrebbe essere il vero limite di un film poco adatto ai palati impreparati e poco abituati a questo tipo di linearità quasi bi dimensionale. Il problema risiede nel mutato gusto degli spettatori, ormai ostaggio di trame adulte, complicate e zeppe di sensi di colpa; nulla di male in questo, ma l’animazione è anche appannaggio dei bambini e a volte bisognerebbe lasciare a loro la parte dei protagonisti. Lasciando da parte le strizzate d’occhio, le citazioni cinematografiche spicciole e la volgarità di certe produzioni, The Peanuts Movie restituisce al suo pubblico, i bambini, la giusta chiave di lettura per interpretare ciò che sta capitando loro, per affrontare cioè un mondo che poco comprendono e ancor meno riescono a raccontare, divisi tra sogno e realtà, prime simpatie e cocenti fallimenti. In questo senso e non solo in questo, The Peanuts Movie è pellicola preziosa ed importante, ponte necessario e ideale tra i bambini/figli di oggi e gli adulti/genitori di domani.

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