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Bando alle ciance, il primo Cabin Fever era talmente inaspettato e divertente, da far gridare al miracolo ogni appassionato di horror, era opinabile quindi attendersi un secondo capitolo. La cosa che forse nessuno si aspettava, è che Cabin Fever 2 fosse meglio del suo predecessore. Sì, perchè a conti fatti, come raramente accade, il sequel batte l’originale. Cominciando col consigliare a tutte le anime belle di astenersi dalla visione di questo bagno di sangue, dedicato esclusivamente agli appassionati, la prima cosa da notare è la grossolana vena di umorismo che caratterizza tutta l’operazione. A partire dai titoli di testa, sotto forma di cartone animato, fino ad arrivare alla mattanza della prom night, vera protagonista della vicenda, il film non risparmia colpi bassi e grasse risate, portando a casa un’ora e mezza di divertimento al sangue. Tempo di presentare velocemente i protagonisti (la solita insulsa carne da macello) e la fascite necrotizzante si è impossessata della festa, generando un tale scompiglio di sangue e visceri, da far accapponare la pelle. Il contagio, nel suo purulento e stupido cammino verso l’annientamento totale di ogni essere umano, non è indolore, ma straziante, violento e capace di far esplodere e deflagrare la carne dei malcapitati protagonisti. Sesso, sangue, intolleranza, gravidanze indesiderate, masturbazione, secrezioni, suppurazione e l’ineluttabile liquefarsi di organi e tessuti, nulla viene risparmiato agli occhi dello spettatore attonito, in questo prodotto stright to video, ma alla fine della fiera delle frattaglie, quello che resta in bocca è il gusto dolce dello scherzo, della presa in giro, dell’iperbole e dell’eccesso, a giustificare il genocidio di un gruppo di esseri umani, troppo stupidi, vacui e vanitosi per sopravvivere. E mentre le membra esplodono, gli intestini deflagrano e le buone intenzioni implodono, seguite dalla solidarietà, l’uguaglianza e lo spirito di gruppo, l’essere umano, ci appare in tutta la sua meschina e ferina nudità, animale primordiale e digrignante, pronto ad uccidere, pur di protrarre la propria esitenza per altri dieci stupidi, inutili, lunghissimi minuti.