Catfish_movie_poster

Catfish è un film importante, una pellicola che fin dal momento della sua presentazione al Sundance, ha fatto molto parlare di se. Catfish è un documentario o presunto tale, che ridefinisce il linguaggio cinematografico, ibridandolo con il web e il social network. Catfish è prima di tutto una splendida opera di solitudine e fuga. Ancora prima, Catfish, è un film che colpevolmente, per ora non ha nessuna distribuzione italiana. Prendendo spunto da un’idea semplicisima ma ottimamente realizzata, il film, di cui non voglio raccontarvi nulla, per non rovinarvi la sorpresa, parte come la più inutile delle cronache relazionali ed affettive, per trasformarsi ben presto in una drammatica voragine di solitudine. La parabola umana descritta da Catfish, vera o no poco importa, rappresenta una riflessione adulta e molto seria sull’universo dei social network e sull’abitudine di instaurare impalpabili relazioni ricche di grandi aspettative e di altrettante piccole bugie. Impossibilitati a presentarci per quello che siamo, in quanto uno schermo retro illuminato e una tastiera troppo spesso mediano i nostri pensieri, i nostri sentimenti e gli stati d’animo di cui siamo in balia, noi esseri umani, ci affidiamo ad un mouse ottico e ad un pugno di lettere, per tentare di descrivere ed interpretare la realtà che ci circonda e ci definisce, non sempre riuscendoci. Nel momento stesso in cui il filtro rappresentato dal display fa prepotentemente sentire la propria presenza, noi utenti, non possiamo far altro che tentare un approccio sincero, ma questa pratica risulta quasi impossibile, in quanto la menzogna e la tentazione di modificare la realtà, abbellendola, si sono impadronite del nostro cervello. Questo stesso blog riporta pensieri frutto di riflessioni smussate e modificate, non rappresenta me stesso, ma solo una parte di me, quella che voglio mostrare a tutti. I pensieri imbarazzanti, le parolacce, gli inconfessabili desideri e gli innumerevoli dubbi restano inespressi, affogati dentro di me. Catfish parla con intelligenza di tutto questo, innescando una riflessione  a cui sarà molto difficile sottrarsi, in quanto terribilmente attuale e forse un tantino spaventosa. Il dubbio che i due registi abbiano creato una perfetta e completamente fittizia macchina di cinema documentario è forte, ma questo non toglie valore all’opera, anzi ne aggiunge, facendo crescere a dismisura la nostra ammirazione per una storia più vera del vero e più reale del reale. Concludendo, non è sciocco quindi, alla luce di tutto questo, notare l’impossibilità di stabilire la veridicità di un film come Catfish, così sfuggente e cangiante come la realtà che descrive.