Penso di essere praticamente l’ultimo blogger ad aver visto questo ultimo Mission:impossible. Per una serie di ragioni contingenti ho sempre rimandato e questo, devo dire, è il primo film della serie che non vedo al cinema. Ci avevo anche provato, ma per una ragione  o per l’altra non ne ho mai trovato veramente l’occasione. In questi mesi però, ne ho letto meraviglie nei commenti di “colleghi” ben più blasonati di me, che andavano dall’entusiasta al tremebondo perché in presenza di un vero e proprio miracolo; gente che non ha avuto la minima esitazione a gridare ai quattro venti, che questo Rogue Nation fosse il miglior film della serie e c’è stato anche chi, ha prontamente invocato altri 100 capitoli delle mirabolanti avventure di Ethan Hunt… Ora, a bocce ferme (come si dice dalle mie parti) sedimentato il polverone, lasciatemi dire che non sono troppo d’accordo. Il sostanzioso piatto unico, rappresentato da Mission:impossible, sta iniziando a mostrare una certa stanchezza. Ora fatte salve tutte le splendide scene action, belle sì ma non ipnotiche e di certo un po’ ripetitive (auto, moto, sparatorie, botte…) la trama del film si riduce al solito gioco e doppio gioco tra spie belle e dannate. Se il primo e il secondo capitolo avevano dalla loro la regia di due maestri come Brian de Palma e John Woo e il terzo, pur sbagliando, tentava di contaminare tutto con il sacro fuoco della vendetta, bisogna ammettere che gli ultimi due film si somigliano tantissimo, arrivando ad essere l’uno la copia carbone dell’altro. Inizio spettacolare, primo giro di personaggi, accenno di spy trama cervellotica e accessoria, poi tanta tantissima azione, in una rincorsa continua, per tentare di sviluppare il soggetto (di cui non frega nulla a nessuno) tra una battuta guascona e una legge fisica infranta per il bene dell’umanità. La regia ormai non conta più, tutto si gioca sulla rincorsa e la sequenza impossibile da far restare a bocca aperta il pubblico. Come in tanto, tantissimo cinema di oggi, le sfumature non esistono più e le pause vengono scacciate con aglio e acqua santa, non si può quasi più parlare di film, ma di trailer lunghissimi, contenitori perfetti ed accattivanti in cui condensare le sequenze più rutilanti e spettacolari della pellicola. Non dico che questo Rogue Nation sia un brutto film, per carità, il divertimento é assicurato, dico solo che la formula Impossible sta iniziando a ripetere se stessa, dico solo che sarebbe il caso di andare finalmente oltre e soprattutto (bestemmia) credo che Tom Cruise sia ormai troppo vecchio per queste stronzate.