Gli appassionati ricorderanno certamente Tremors, pellicola piccola e geniale che nel 1990 portò alla ribalta il cinema dei mostri, dopo un periodo di silenzio forzato, in cui sembrava che il mondo avesse smesso di vederne la necessità. Sono passati 25 anni e dopo due sequel e un prequel ambientato nel west, ecco che i verminosi graboids tornano a far tremare la terra in questo quinto capitolo della saga. Destinato ad un pubblico dal palato poco raffinato, ma con tanta voglia di divertirsi, questo Tremors 5 prende il personaggio più iconico della serie, il survivalista armato fino ai denti Burt Gummer, per catapultarlo niente meno che in Africa, dove sembra ci sia stato l’ennesimo mostruoso avvistamento. Il film procede non prendendosi mai sul serio (e questa è la sua forza) affiancando al nostro nuovi personaggi a metà tra il simpatico e il dimenticabile. Niente di male però, il film procede spedito rispettando tutti i topoi del genere, affastellando qualche idea nuova e alla fine della fiera trovando anche il modo di citare Jurassic Park, come a rivendicarne un primato di intenti. Quello che piace poi è vedere la computer grafica ridotta all’osso, in favore di qualche bell’effetto tradizionale, una scelta coraggiosa ma necessaria, per accostarsi con rispetto filologico al primo straordinario capitolo. Insomma un film “di mostri” ma decisamente ben realizzato, lontano anni luce da certe porcate della Asylum, che affollano i nostri canali TV. Non possiamo quindi gridare al miracolo, ma chi volesse passare un’ora e mezza in compagnia di mostri, risate e cazzate col botto, troverà pane per i suoi denti.

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