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Quando uno crede di aver ormai visto tutto, si imbatte in un film come Hobo with a shotgun e allora cambia improvvisamente idea. Interpretato da un redivivo e manumentale Rutger Hauer, Hobo… è un film talmente eccessivo da far tenerezza, talmente schematico, prevedibile e pacchiano, da meritarsi tutta la stima di chi scrive. Sì, perchè la forza di questo film fuori di testa sta tutta nell’eccesso e nell’esagerazione, a partire dai colori saturi della geniale fotografia. In una corrotta città senza nome, un vagabondo (hobo, appunto) entra in possesso di un fucile e dice basta, amministrando la giustizia una pallottola per volta. Tutto qui. E vi sembra poco? Semplice lineare e folle, pieno zeppo di trovate in puro stile exploitation, ma anche ricco di amara poesia, questo film che arriva dal nulla per smarrirsi prestissimo nei cestoni dvd dei supermercati, conquista al primo sguardo. Forse a causa della sua aria retrò o per merito delle spettacolari ed originalissime sequenze di violenza, quel che è certo è che Hobo… non solo ci regala un tuffo nel passato, ma garantisce anche una maiuscola prova interpretativa per un attore troppo presto caduto del dimenticatoio. Rutger Hauer che durante gli anni ’80 entusiasmò le platee di tutto il mondo grazie ai film di Veroheven, al suo umanissimo replicante in Blade Runner e allo spietato assassino di The Hitcher, in Hobo… trova il ruolo della sua violentissima resurrezione. Sequenze come quella del Babbo Natale pedofilo, lo scuolabus in fiamme al suono di Disco Inferno, le impiccaggioni in corsia e lo schizzatissimo, eccessivo, amarissimo finale, nobilitano la pellicola, riconsegnandola alla memoria degli appassionati che avranno la forza, la voglia e la costanza di cercarla. Esagerato ed offensivo, ripetitivo ma geniale, gratuito ma nostalgico, Hobo with a shotgun non è un film per tutti, ma è sicuramente un film che farà la felicità di alcuni e forse basta così. Come ho detto, uno pensa di aver già visto tutto, poi si imbatte in una pellicola come Hobo with a shotgun e allora cambia idea, ringrazia il Dio del cinema e comincia ridere.