Che pasticcio questo Terminator Genesys. Giunti al quinto inutile capitolo di una saga che aveva esaurito la sua ragion d’essere con i primi due splendidi film diretti da Cameron, ormai la trama gira a vuoto, accartocciandosi su se stessa, nel disperato tentativo di proporre qualcosa di nuovo, o più semplicemente cercando una direzione. Ecco dunque far ritorno i viaggi nel tempo, Sarah Connor e l’ormai immarcescibile Arnold Shwarzenegger, più confusi che mai nel tentativo di rendere plausibile ciò che non lo è. Un lunghissimo e noiosissimo inseguimento condito da tanti, troppi paradossi spazio temporali e dall’inquietante ghigno del macilento Arnold,  ecco cosa resta di Terminator Genesys, un’accozzaglia di soluzioni senza capo ne coda, messe insieme alla meglio, con il poco onorevole intento di stupire ad ogni costo.

Intanto con l’accumularsi di questa immondizia, l’ipnotico stupore del primo film, sembra sempre più lontano ed irraggiungibile per tutte le nuove generazioni di spettatori. Forse, Skynet ha vinto davvero.

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