carouselL’idea è quella di creare un percorso ideale, non necessariamente filologico, ma volutamente frammentato, per riflettere su di un argomento. Le associazioni mentali sono assolutamente libere e mosse soltanto dal libero pensiero. Ogni post ovviamente può essere ampliato e completato dalle vostre proposte.

Buona lettura.

Un biglietto in dueUn Biglietto in due (John Hughes, 1987) è il perfetto emblema del Viaggio, inteso come moto a luogo.Certo tantissimi sono i film che hanno questo tema, però l’idea di partire proprio da questo filmino piccolo piccolo, colpevolmente poco citato, va nell’esatta direzione che questi post vorrebbero avere. Due uomini tanto diversi che più diversi non si può, uno taciturno e perennemente  imbronciato (Steve Martin), l’altro solare e logorroico (un delicato e sublime John Candy), si trovano per una serie di imprevedibili contrattempi, a dividere il viaggio che li porterà a casa per il Giorno del Ringraziamento. Ovviamente il primo detesterà il secondo, ma poi complice un commovente cambio di passo sul finale, sboccerà una bella amicizia. Da recuperare.

eternal_sunshine_of_the_spotless_mind_2004Eternal sunshine of a spotless mind (in italiano Se mi lasci ti cancello, Michel Gondry, 2004) è un perfetto esempio di Viaggio dentro se stessi. La summa di tutte le storie d’amore che si sono viste su grande e piccolo schermo, perfettamente sublimata in un “viaggio” all’interno della mente di Jim Carrey (qui davvero straordinario), tentando di afferrare l’intima essenza dell’amore, di ciò che era e di ciò che purtroppo non sarà mai più. Meravigliosamente interpretato (lei è Kate Winslet) e ancor meglio diretto, il film di Gondry vola altissimo, regalando sincere emozioni e calde lacrime. Impossibile non rivedersi in esso, impossibile dimenticare la forza di alcune immagini, che riviste ora, in quest’epoca cinematograficamente rarefatta, confusa e sfuggente (sono passati solo 11 anni, ma sembrano 50), assumono i toni delicati della poesia.

illuminataOgni cosa è illuminata (Liev Schreiber, 2005) è a mio avviso un perfetto esempio di Viaggio fuori da se stessi. Apparentemente strutturato come un road movie, questo bel film tratto dal meraviglioso libro di Safran Foer, viaggia  indietro nel tempo e fuori da ogni luogo confortevole appartenente alla memoria, per riconsegnarci un vissuto pieno di sensi di colpa e per nulla rassicurante. Non regala pace questo film, ma al contrario la luce che emana è diafana, oscura, per nulla consolatoria. Ogni cosa è illuminata dal nostro passato, che come in un viaggio ideale al di fuori del nostro essere, ci guida verso gli uomini che saremo e guida quelli che verranno dopo di noi, probabilmente regalando moltissime domande e pochissime risposte.

ORIZZOrizzonte Perduto (Frank Capra, 1937) è il più perfetto esempio, a cui riesco a pensare, di Viaggio come Utopia. La ricerca della meravigliosa Shangri-La, promessa di vita eterna ed eterno amore, rappresenta la ricerca della felicità ed il fine ultimo a cui tutti gli esseri umani volontariamente o inconsciamente tendono la mano. L’utopia si traveste da viaggio, ricerca, speranza e persino amore, in un girotondo di umane debolezze che restano indimenticabili. Film simbolo di un regista, Frank Capra, che cercherà l’utopia in tutti i suoi film. Basti pensare a La vita è meravigliosa o a Mr.Smith va a Washington, perfetti esempi di un mondo sognato, probabilmente irraggiungibile, eppure indispensabile a renderci più sopportabile il fardello di vivere.

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