snowpiercer_ver20_xlgIl mondo come noi lo conosciamo è finito, ovunque tutto è ghiaccio e neve. I pochi sopravvissuti vivono a bordo di un treno, che ininterrottamente attraversa il pianeta: i ricchi in testa, pieni di privilegi, i poveri in coda, pieni di risentimento e merda. Basterebbe questo striminzito plot a decretare la grandezza assoluta di un film che, come il sottovalutassimo Elysium, racconta un mondo, il nostro, diviso in classi, costruito sul precario equilibrio tra pochi e molti, ricchi e poveri. Snowpiercer è la risposta coreana a ciò che ci circonda e ci fa ribollire il sangue, facendoci sentire impotenti e sconfitti. La parabola del treno che attraversa il globo ormai deserto, con sferragliante efficenza ed inopinata crudeltà, ha una potenza di messa in scena da lasciare stupefatti. Sequenze come quella del combattimento con le asce, o come quella che descrive una scolaresca durante il normale svolgimento della lezione, lasciano il segno, restituendoci una dignità della visione etica, finalmente scevra da altisonanti effetti speciali e scorciatoie narrative. Il mondo immaginato e descritto da Bong Joon-ho è quindi il nostro, immerso nella contemplazione di se, smarrito nella ricerca di qualcosa di irraggiungibile e sbagliato, mentre l’unica vera via resta comunque la fuga da un sistema che ci assorbe, decostruisce e banalizza, annullando la nostra umana e differente consapevolezza di essere e sentire. Snowpiercer è lì per dirci che tutti, probabilmente, abbiamo un posto prestabilito da occupare, mentre l’unico pensiero originale possibile, è dato da una fuga consapevole, lontano da ciò che ci rende divisi e peggiori. Non lasciatevi ingannare da chi liquida velocemente il sottotesto sociale e politico di questo film, reputandolo banale e già visto, il treno umano di Snowpiercer ha la dignità di un racconto morale ed universale, contaminato dall’utopia e da un presente sempre più difficile da accettare. Parlando di tutti noi e per tutti noi, la pellicola ci grida in faccia e ci sussurra delicatamente all’orecchio che l’unica soluzione possibile è farsi da parte, fuggire da un sistema sbagliato, che ormai alimenta solo se stesso, incapace di fermarsi di fronte a questa aberrante distonia e destinato a deragliare ed implodere, schiacciato dal proprio stesso peso e dall’ambizione di chi crede che tutto questo abbia ancora un briciolo di senso. Snowpiercer è un bel racconto etico, una sonora sveglia morale, che indica una via, una strada e un domani ancora possibile, per una razza che ancora una volta si scopre fragile, diversa e terribilmente umana.

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