??????????????????????????Da anni il nostro paese e il nostro cinema faticano ad interpretare la realtà che li circonda. Noi tutti infatti per anni siamo stati letteralmente sommersi e soffocati da tante, troppe commediole tutte uguali, capaci di raccontare esclusivamente le alterne fortune dei nostri vicini di casa, intesi come uomini e donne qualunque, alla continua ricerca di un amore o più semplicemente di una agognata e francamente poco sofferta realizzazione di se.

Gli unici segnali positivi ci sono arrivati da alcuni vecchi autori e da poche giovani promesse che sono diventate conferme, raggi di sole in un panorama grigio e chiuso in se stesso, impegnato a vendere sempre e solo lo stesso prodotto, un’effimera illusione di normalità, veicolata dall’indissolubile binomio gnocca-felicità.

Sembra quindi un buon segnale l’affacciarsi di una pellicola come Viva l’Italia, che si prende la briga di mettere alcuni puntini sulle i, partendo proprio dalla politica che sembra soffocare questo strano paese.

L’apologo morale dell’Onorevole Michele Placido che per malattia inizia a dire sempre e comunque la verità, fa sorridere e allo stesso tempo indigna, scoperchiando un malcostume diffuso e proponendo alcune soluzioni, prima tra tutte l’inossidabile famiglia, vera pietra angolare su cui questo paese sembra costruito.

Il film però sbaglia quando decide di raccontare questa storia in maniera corale. La vicenda di Placido infatti fa da corollario alle vite più che travagliate di Bova, Gassman e Angiolini, tre figli che attraverso i loro problemi di natura diversa e a tratti surreale (la professione di attrice di Ambra è poco più che un pretesto, parte come riflessione e si arena nelle secche del riscatto) ammorbidiscono il messaggio, edulcorandolo con troppo zucchero a velo.

Non aiuta un finale fin troppo buonista e facile, che lascia tutti soddisfatti e contenti, una chiosa densa di un ottimismo solare ma quasi fastidioso, senza quell’amarezza e quel coraggio che in passato hanno saputo contraddistinguere e rendere grande il nostro cinema.

Divertente, a tratti caustico, un po’ troppo corale, sicuramente propositivo, Viva l’Italia è un buon inizio, che pur con i suoi difetti si discosta nettamente da quell’intrattenimento di massa che sembra tanto piacere ai produttori e agli spettatori delle multi sale.

Comunque, se il buongiorno si vede dal mattino…

 

P.S.

Pensate se la pellicola si fosse conclusa con i protagonisti che usciti dal talk show televisivo, accendevano l’auto e questa saltava in aria… pensate che finale, pensate che film.

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VOTO

♥ ♥ 

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