Natale-134Per chi non lo sapesse, l’intento e’ quello di segnalare un film al giorno fino ad arrivare alla vigilia di Natale, collezionando così un vero e proprio calendario dell’avvento. La novità rispetto agli anni passati riguarderà la scelta dei film. Ho deciso infatti di includere anche pellicole non tipicamente natalizie, ma semplicemente adatte al clima delle feste.

Buon Natale e buon viaggio a tutti noi.

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600full-casomai-posterAll’alba del 21 Dicembre, mi accorgo che ancora non ho inserito nemmeno un film italiano in questo peculiare calendario, di personalissima preferenza natalizia.

E’ giunto il tempo di rimediare e ovviamente lo faccio a modo mio, scegliendo un film, Casomai, che forse farà storcere il naso a qualcuno.

Diretto nel 2002 da Alessandro D’Alatri ed interpretato dall’allora inedito sul grande schermo Fabio Volo, nonché da una splendida Stefania Rocca, Casomai è stato un film importantissimo nella mia vita privata, un vero spartiacque.

Non vi dirò perché, chi sà forse sorriderà e tanto vi sia sufficiente, ma questa pellicola è stata una bella sorpresa.

Intanto Casomai sa essere profondo senza essere patetico, poetico senza risultare stucchevole e condivisibile senza sembrare sciatto. Storia d’amore e di possibilità, di impegno, perdita e carattere, Casomai ha il pregio di apparire sincero in un panorama italiano fin troppo uguale. Riuscendo ad essere fresco anche se non inedito, pur trattando la vita di coppia, le sue eterne difficoltà e l’endemica voglia italiana di affermare se stessi fuori dal matrimonio, sentendosi castrati dai suoi vincoli e limitati dai suoi lacciuoli, il film di D’Alatri parla di un uomo e una donna che affrontano un lungo cammino insieme, riuscendo a riconoscersi l’uno nell’altra e compiendo il miracolo di far rispecchiare noi stessi in loro.

Molto simile alla vita vissuta, senza tanti sofismi e poco umorismo imbarazzante ad allungare il brodo, Casomai è un esempio di cinema italiano che vorremmo vedere più spesso, forse smarrito nel buco della serratura del nostro vicino di casa, ma ancora capace di conservare quel senso critico e quella voglia di guardarsi dentro, che oggi, ora che i film italiani sono diventati tutti inesorabilmente corali, sembrano essere diventate doti sempre più rare.

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