Natale-134Per chi non lo sapesse, l’intento e’ quello di segnalare un film al giorno fino ad arrivare alla vigilia di Natale, collezionando così un vero e proprio calendario dell’avvento. La novità rispetto agli anni passati riguarderà la scelta dei film. Ho deciso infatti di includere anche pellicole non tipicamente natalizie, ma semplicemente adatte al clima delle feste.

Buon Natale e buon viaggio a tutti noi.

.

MPW-25824Film sul destino al sapor di cannella, che sembra assolvere l’uomo dal fardello del libero arbitrio, Serendipity è la classica commedia romantica senza pretese, capace di far sorridere e di far sorgere qualche sano dubbio.
Interpretato da una coppia quasi perfetta, John Cusack lui, Kate Beckinsale lei, abbastanza affiatata ed empatica da rappresentare un ideale a cui tendere, Serendipity ha il pregio di essere piuttosto lieve senza risultare impalpabile. Divertente, ma soprattutto divertito abbecedario del probabilmente possibile, non troppo zuccherino e tendenzialmente  filosofico, Serendipity spalanca le porte dell’amore grazie alla calcolata cecità di un destino  arcigno ed egoista, a cui piace complicare i desideri degli uomini.

Questo è  forse il punto debole di un film che troppo fa affidamento sul destino tracciato per ognuno di noi, relegando il libero arbitrio in un angolino, condannato ad essere spettatore invisibile del trionfo del caso. Gli esseri umani si aggirano così come gattini ciechi, rincorrendosi e cercandosi l’un l’altro in un trionfo di indizi e tracce, che sembrano complicare sempre più le cose.

Se a prima vista questo meccanismo appare sicuramente divertente, siamo al cospetto del motore del film, pensandoci un pochino risulta francamente irritante che due persone evidentemente fatte l’una per l’altra non possano semplicemente condividere il cammino da fare insieme, solo per il fatto di averlo deciso. L’uomo perde quindi il posto che forse gli spetta, accettando il ruolo di spettatore impotente tra le mani di un fato dispettoso che alla fine lo premierà, siamo sempre alle prese con una commedia, non prima però di avergli fatto patire le pene dell’inferno.

Forse allora aveva ragione il Professor Scott dell’immortale Rocky Horror, che alla fine del film ci definiva come: esseri striscianti, smarriti nel tempo, nello spazio e nel significato.

.

Advertisements