Natale-134Per chi non lo sapesse, l’intento e’ quello di segnalare un film al giorno fino ad arrivare alla vigilia di Natale, collezionando così un vero e proprio calendario dell’avvento. La novità rispetto agli anni passati riguarderà la scelta dei film. Ho deciso infatti di includere anche pellicole non tipicamente natalizie, ma semplicemente adatte al clima delle feste.

Buon Natale e buon viaggio a tutti noi.

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1987-radio-days-poster1Tra tutti i film di Woody Allen, questo piccolo e poco citato gioiello e’ in assoluto uno dei miei preferiti.

Forse sarà colpa del genio di New York, qui a vette vertiginose pur al servizio di un piccolo film, oppure più semplicemente perché in maniera calligrafica, quasi intima, questo film parla della radio, quella vera, di quando non esisteva ancora la tv e di quando il mondo non lo si poteva ancora vedere attraverso uno schermo , ma lo si ascoltava, parola per parola, raccontato come una fiaba della buona notte.

Resta il fatto che Radio Days, con il suo umorismo affilatissimo e fresco, i suoi aneddoti divertenti ed improbabili e le contaminazioni tra realtà e finzione (La guerra dei mondi letta da Welles su tutto), resta una di quelle pellicole che sedimentano e non si riescono a dimenticare, perché troppo ricche di passione, cinema e vita.

Inconsapevolmente in odor di Natale, grazie alla toccante scena finale ambientata nel capodanno del 1944, Radio Days e’ prima di tutto un film sul passato. Indimenticabile e triste, agiografico e privo di difetti, nostalgico e pieno zeppo di promesse, il passato descritto da Allen e’ imbalsamato e ripiegato su se stesso, insieme di perfette figure di cera, simulacro tombale e beffardo di uno ieri che non tornerà mai più, condannando tutti noi ad un futuro forse privo di utopie e sogni.

Con l’arrivo della tv, abbiamo lasciato che qualcun altro sognasse al nostro posto e abbiamo sostituito il mito con la realtà, spazzando via in un colpo solo tutte quelle voci, quelle storie, tutta quella poesia.

Radio Days racconta il nostro ieri e lo fa consapevolmente un attimo prima che tutte quelle parole vengano spazzate via da ciò che chiamiamo domani.

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Una sequenza indimenticabile nella sua semplicità…

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