Natale-134Per chi non lo sapesse, l’intento e’ quello di segnalare un film al giorno fino ad arrivare alla vigilia di Natale, collezionando così un vero e proprio calendario dell’avvento. La novità rispetto agli anni passati riguarderà la scelta dei film. Ho deciso infatti di includere anche pellicole non tipicamente natalizie, ma semplicemente adatte al clima delle feste. 

Buon Natale e buon viaggio a tutti noi.

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posterCi sono film che forse non vorremmo mai confessare di amare, nemmeno sotto tortura.

Esistono guilty plesures che rendono speciale la vita di ciascuno di noi, non sto parlando di pellicole rivalutate dalla critica o inspiegabilmente ignorate dal grande pubblico, ma mi riferisco a tutto quel ciarpame che ingrassa i cestoni degli ipermercati e che spesso ci vergogniamo ad ammettere di aver visto, perfino con noi stessi.

30 Anni in un secondo e’ uno dei miei piaceri proibiti appunto, e per una volta sono orgoglioso di difenderlo e presentarlo qui.

Pellicola probabilmente sciocchina, terribilmente simile a Big, senza avere dalla sua un protagonista splendido come Tom Hanks, ma capace comunque di conquistare grazie alla sua simpatia e ad una playlist di brani assolutamente azzeccatissima(Pat Benatar, Billy Joel, Michael Jackson), 30 anni in un secondo e’ l’ ennesima trasposizione dell’idea che vede un bambino, o in questo caso una bambina, esprimere il desiderio di diventare grande, desiderio che di solito sarà realizzato in modo repentino e quantomeno bizzarro.

Qui troviamo una bambina che, umiliata durante la sua festa di compleanno esprime il fatidico desiderio, per trovarsi così sbalzata in un lampo avanti nel tempo, con la coscienza di una tredicenne e il corpo di Jennifer Gardner. Niente di speciale o indimenticabile quindi, eppure grazie ai simpatici ed azzecatissimi interpreti (ci sono anche un impacciato Mark Ruffalo e un esilarante Andy Serkis) e soprattutto per merito di una morale da cioccolatino che sorprendentemente non finisce per essere ne zuccherosa ne stancante, 30 Anni in un secondo resta una dolcissima sorpresa.

Il valore aggiunto di una sequenza in particolare (quella del party in cui tutti ballano Thriller) lo rende irresistibile ed imprescindibile per un figlio degli anni ’80 come il sottoscritto, che per una volta di fronte a tanta sfacciata provocazione, depone le armi dello scetticismo e della superiorità, per unirsi ai protagonisti nel ritmo trascinante del pezzo-capolavoro del Re del Pop, sorprendendo se stesso e tutta la famiglia in un’improvvisata danza da salotto.

Insomma è inutile girarci intorno, 30 Anni in un secondo è un film che amo e che difenderò sempre contro tutto e tutti.

Confessione finale: Ho perfino comprato il blu-ray.

Abbattetemi pure e… Buon Natale.

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La sequenza incriminata di Thriller

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