Natale-134Per chi non lo sapesse, l’intento e’ quello di segnalare un film al giorno fino ad arrivare alla vigilia di Natale, collezionando così un vero e proprio calendario dell’avvento. La novità rispetto agli anni passati riguarderà la scelta dei film. Ho deciso infatti di includere anche pellicole non tipicamente natalizie, ma semplicemente adatte al clima delle feste. 

Buon Natale e buon viaggio a tutti noi.

.

rise_of_the_guardians_ver9_xlgDifficile immaginare un modo migliore per iniziare questo nostro appuntamento quotidiano.

Esattamente come Jack Frost, protagonista di questo film, sembra che anche la Dreamworks animation, condannata ad un eterno secondo posto nel cuore di tanti amanti del cinema d’animazione, fosse alla ricerca del proprio centro, di quel qualcosa cioè, che di fatto dà un significato alla propria ragion d’essere.

Pur avendo sfiorato la perfezione con il mitico orco Shrek e avendo creato personaggi geniali come Kung-fu Panda e i Pinguini di Madagascar, ha spesso rovinato tutto producendo sequel a dir poco inutili, spin off assurdi e pellicole semplicemente banali. Con Le 5 Leggende finalmente la musica è cambiata e quello che ci troviamo di fronte è un film complesso e divertente, moderatamente citazionista, caratteristica fin troppo invadente nelle pellicole Dreamworks, fondamentalmente emozionante e soprattutto pieno zeppo di tanto, tantissimo cuore.

Dando a Cesare quel che è di Cesare, già con Dragon Trainer l’orizzonte sembrava decisamente più sereno, annunciando un futuro animato molto meno denso di nuvole, ma ora, abbandonata la cattiveria a tutti i costi e il politicamente scorretto per forza, Le 5 Leggende va oltre, riuscendo a conquistare, completamente e finalmente senza riserve.

Emozione e cuore si fanno così largo e respirano, colmando per una volta gli occhi dei più piccini di meraviglia e non le menti degli adulti di autocompiacimento, restituendo così i cartoni animati ai loro legittimi proprietari, i bambini. Qualcuno forse storcerà il naso, verissimo, l’animazione appartiene a tutti noi e spesso la si può usare per veicolare messaggi più che adulti, eppure non dobbiamo dimenticarci che è stata da sempre appannaggio dei più piccoli, trampolino di avvicinamento privilegiato verso un cinema sempre più maturo e complesso da comprendere lentamente.

Non voglio delegittimare nessuno, ma il disegno animato è regno e dimora del bambino, culla e palestra di crescita , fucina di risate e ricettacolo di paure da esorcizzare, il film d’animazione dovrebbe per primo riflettersi e riconoscersi negli occhi del bambino che guarda, perché senza la forza e l’intensità di quello sguardo puro, che vede e crede, il cinema perde la sua potenza e la sua vera ragion d’essere.

Questo finalmente la Dreamworks l’ha capito e ci ha regalato un film da vedere e rivedere, senza stancarsi mai, mai mai, mai.

.

Annunci