Chi scrive non è mai stato un appassionato della più che longeva saga di James Bond, saga di cui, non mi vergogno a dirlo, non ho nemmeno visto tutti i film che la compongono.

Le polemiche partigiane su chi sia il miglior Bond di sempre non mi interessano e di certo non sono uno che manda a memoria le battute di Connery e soci. Però sono un amante del cinema e come tale credo di saper riconoscere quando mi trovo al cospetto di un signor film.

Senza indugi e senza timore di essere smentito, posso quindi affermare che Skyfall è veramente una splendida pellicola, tesa, ipnotica, umana.

Diretto con piglio fiero e professionale da un Sam Mendes in grandissima forma, il film numero 23 della saga Bond è probabilmente quello che maggiormente si affranca dal suo protagonista, vivendo di vita propria, come un adulto, serio e responsabile film d’azione, capace di preferire la sceneggiatura ai gadget e l’interpretazione alle battute ad effetto.

Se Daniel Craig è un agente segreto finalmente perfetto nella sua umanissima perturbabilità, il plauso dello spettatore è tutto per il bastardo gigione di Javier Bardem e per la coriacea fragilità piena di rimorsi della finalmente a fuoco Judi Dench. Film che coraggiosamente non mette al centro di tutto per l’ennesima volta mister Bond, ma che sa lavorare di spazio e di tempo, avendo la forza di regalare dignità tridimensionale e spessore non solo al villain di turno ma anche al solito drappello di comprimari, che questa volta sono qualcosa di più, rispetto al solito teatrino di ombre cinesi al servizio della luce di Bond.

In definitiva un ottimo film e basta, non un ottimo film di James Bond si badi bene, capace finalmente di traghettare il passato nel presente, per farlo deflagrare con inusitata forza espressiva, al servizio di un personaggio e non più di un’icona.

.

VOTO

♥ ♥

.

Annunci