Parlare di Katy Perry Part of me non è come fare la solita recensione al solito film.

Necessariamente qui è in ballo la musica con tutto il suo corollario estetico di valutazioni e l’ingombrante fardello del tifo dei suoi tanti estimatori.

Non avendo la presunzione di fare un buon lavoro, ammesso e non concesso che le mie solite recensioni ne siano un esempio, confesso di accostarmi a questo delicato mondo in punta di piedi, tirato per i capelli da una figlia, letteralmente innamorata della musica e dell’energia della Perry, che mi ha garbatamente invitato a farle vedere questo film a tutti i costi, pena l’ostracismo.

Non ho grande esperienze di film/concerto, a parte una felice e fugace visione di un docu-film dedicato al tour mondiale di Celine Dion, eppure devo ammettere che questo Part of me ha il pregio di lavorare a più livelli, galvanizzando i fans ed accontentando gli avventori occasionali. Diviso in egual misura tra il world tour di Katy Perry, una sommaria celebrazione dei suoi inizi e un’analisi più o meno esaustiva della sua vita sentimentale, il film ha il pregio di rendere un ritratto più o meno nudo e crudo dell’artista. Soffermandosi sui momenti memorabili e celebrativi, ma mettendo anche in scena le crisi personali e i momenti più dolorosi, Part of me riesce ad andare oltre il semplice oggetto del desiderio dei fans e a non risultare come la solita riflessione onanista per addetti ai lavori.

Sorprendentemente, almeno per uno spettatore distratto come me, riesce anche a regalare un momento piuttosto commovente, quando mostra la Perry che non solo incontra i suoi fans, ma ne trascina anche alcuni sul palco per condividere con lei la scena durante il concerto. Si tratta di una cosa probabilmente stupida e sicuramente calcolata freddamente a tavolino, ma viene presentata con tanta ingenuità e sincero trasporto da aprire il cuore. E’ facile pensare allo stupore e alla gioia di quelle persone, benedette dal fato che ha allungato una mano e ha realizzato un desiderio grande quanto un sogno.

Alla fine di tutto, dopo la fulminante chiosa finale di nonna Perry, scorrono i titoli di coda, mia figlia è finalmente felice, corre per casa e salta sul lettone di mamma e papà, cantando le canzoni della sua beniamina… e allora va davvero bene così.

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VOTO

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