Molto di più del piatto Cogan (titolo italiano che ancora una volta non osa, prendendo di peso il titolo del libro da cui il film è tratto e relegando quello originale in seconda fila), il ben più evocativo Killing them softly (cioè, Uccidili dolcemente), sembra riferirsi più che alla filosofia di lavoro del killer Brad Pitt, ad un’intenzione più generale, globale, in cui i poveracci di questo modo, vengono lentamente e dolcemente strangolati da un sistema che ormai è fuori controllo.

Probabilmente sto esagerando, ma questo bel film ambientato a ridosso dell’elezione di Obama, alla vigilia di una crisi mondiale che di fatto ha messo in ginocchio moltissimi e che sta ancora mietendo vittime da una parte all’altra dell’oceano, non può essere visto semplicemente come un thriller o un pulp movie alla Guy Ritchie, cosa che assolutamente non è, ma merita una lettura più profonda, forse polemica, sicuramente politica.

I relitti umani messi in gioco qui, non sono ne cattivi, ne buoni, cercano solo di fare ciò che possono per tirare avanti e vedere la luce del nuovo giorno. Qui non ci sono simpatiche canaglie dalla battuta pronta per cui fare il tifo, o carismatici gangster da amare e odiare, Cogan è abitato solo da reietti, costretti ad essere peggiori per poter sopravvivere. Non esistono catarsi ed epifanie, la verità è che tutti noi siamo soli e il conto va saldato subito. Killing them softly parla di questo, della pietosa resa dei conti, nei confronti di chi ha sbagliato, di chi ha creduto di poter uscire da una situazione che di fatto non ha scappatoie.

La cosa stupefacente, ma non più di tanto per chi come me inizia a collezionare qualche capello bianco, è che ancora una volta si utilizza il genere per andare oltre, per raccontare di più, avvolgendo lo spettatore in un intreccio affascinante, portandolo altrove, per poi fargli capire che sta vedendo qualcos’altro, che quasi senza accorgersene sta già reinterpretando la finzione filmica, per farla diventare realtà e soprattutto riflessione.

E allora, in quel preciso momento, il cinema diventa veramente grande.

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VOTO

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