Ci vuole tanto, tantissimo coraggio anche solo ad immaginare un film come Paranorman, epopea horror sulla diversità e la paura, tutta realizzata in stop motion. Ci vuole tanto, tantissimo coraggio e un pizzico d’incoscienza a realizzare quello che probabilmente risulta essere il primo vero e proprio horror dedicato ai bambini.

Non sto parlando degli elementi paurosi che da sempre hanno contraddistinto la favola, a partire dalle streghe malvage, alle matrigne omicide, passando per i genitori che abbandonano i figli e finendo con gli orchi mangia bambini, gli elementi raccapriccianti si sprecano, sia nella fiaba orale che in quella cinematografica. Non a caso recentemente un gioiellino dal titolo Coraline aveva parecchio da dire sul racconto di formazione e sulle atmosfere ai confini dell’horror che contribuivano a questa epifania. Sempre non a caso questo Paranorman è partorito dalla stessa fucina produttiva che sfornò proprio il citato Coraline e quindi era prevedibile attendersi le stesse macabre atmosfere di quel film. Eppure Paranorman fa un passo in avanti, spostando l’asticella del mostrabile un pochino più in alto.

La scommessa di Paranorman è quella di prendere di peso le atmosfere tipiche che caratterizzano il cinema di genere, compresi i meccanismi di tensione e i twist narrativi, farli propri, codificarli ed utilizzarli in un racconto della buonanotte a tinte fortissime in cui allo spettatore non vengono risparmiati brividi, salti sulla poltrona e momenti di intenso pathos. Norman, bambino speciale che parla con i morti ed ignora i vivi, ci trasporta in un mondo fatto di pregiudizi e paure, un mondo simile al nostro in cui è fin troppo facile riconoscersi. Il suo essere strano va oltre la bonaria e simpatica peculiarità tipica dei personaggi dei cartoni, Norman è il primo disadattato della storia del cinema di animazione per ragazzi, un asociale chiuso in se stesso pieno di rabbia e rancore, un carattere decisamente inedito nel panorama dell’intrattenimento per famiglie.

Paranorman dunque, scheggia impazzita inclassificabile e indimenticabile, osa l’inosabile, adattando ai palati infantili tutta una serie di argomenti, atmosfere e meccanismi che di solito sono esclusivo appannaggio di un pubblico più adulto. Norman parla con i morti, la sua antagonista è strega bruciata sul rogo ingiustamente da una giuria di uomini ottusi e spaventati, che ora della fine torneranno come zombie seminando il terrore. Eppure il film funziona straordinariamente bene, stemperando tutto con generose dosi di sano umorismo e grazie all’aiuto della lucida intelligenza di una sceneggiatura a prova di cannone.

Siete avvertiti dunque, Paranorman fa paura, e tanta. Probabilmente qualche adulto salterà sulla sedia, sicuramente alcuni bambini piangeranno, molti altri urleranno di terrore, eppure tutti, nessuno escluso, in cuor loro continueranno a chiderne ancora, perchè quando il cinema riesce ad essere così puro, sincero, intelligente e anarchico, si vorrebbe che non finisse mai.

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VOTO

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