CENA TRA AMICI: Relax estivo al sapor di intelligenza

Forse questa sciocca estate cinematografica ha ancora qualche cosa da dire. Ancora qualche rantolo di vita sembra infatti albergare tra le pieghe di una programmazione ormai estintasi, sciolta come neve all’impietoso sole d’agosto.

Cena tra amici, anonimo titolo italiota del francese Le prénom, è infatti una commedia talmente ben scritta e godibile da poter riconciliare anche lo spettatore più esigente con la miope distribuzione del bel paese. Lo spunto è di una semplicità elementare eppure, la simpatia e l’affiatamento di un cast visibilmente a proprio agio, fanno il miracolo fondendosi magicamente con una sapienza di scrittura sottile e mai banale, nemmeno nei suoi passaggi più telefonati.

Un gruppo di amici si ritrova per una cena in compagnia, tutto bene fino a quando uno degli invitati non si troverà a rivelare agli altri il nome scelto da lui e dalla sua compagna per il figlio maschio che sta per nascere. Non vi svelo nulla, perché la pellicola va assaporata parola per parola in punta di fioretto, ma ci sarà da divertirsi.

Chiudendo fuori dalla porta le volgarità e le trovate scatologiche, così come le trivialità e il linguaggio scurrile, questo piccolo film dimostra quasi in punta di piedi, come sia in realtà molto semplice costruire uno spettacolo più che decoroso attorno ad un’idea, facendo uso di buoni attori e soprattutto di ottimi tempi comici. Ancora una volta quindi abbiamo tanto da imparare dai nostri cugini d’oltralpe, miracolosamente in grado di destreggiarsi egregiamente tra cinema impegnato, produzione di genere e semplice commedia sofisticata, senza in realtà non scontentare nessun tipo di pubblico.

Tutto bene quindi direte voi, in realtà no, il film qualche difetto ce l’ha, prima di tutto nell’impianto troppo teatrale e in secondo luogo nella tendenza a non spingere fino in fondo il piede sull’acceleratore della cattiveria. Cena tra amici quindi lascia un po’ di amaro in bocca per la sua incapacità di osare fino in fondo, ma si tratta comunque di peccati veniali, perdonabili nell’ambito di quella che dopotutto vuol essere ricordata solo come una commedia.

Uscito dalla sala un pensiero mi attraversa la mente: se solo il celebratissimo Carnage avesse avuto dei dialoghi altrettanto frizzanti… con quattro attori come quelli chissà cosa sarebbe potuto succedere.

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VOTO

♥ ♥

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