Ogni tanto riguardo un classico e spesso mi chiedo se sia il caso di proporlo tra queste pagine oppure no, consapevole che probabilmente lo hanno già visto tutti e che il mio misero contributo sarebbe forse inutile.

Rompiamo gli indugi.

Lungi da me proporre un punto di vista nuovo ed illuminante su di un classico come Colazione da Tiffany, diciamo piuttosto che l’intento principale è quello di stuzzicare la curiosità di quelle generazioni che non avendo mai visto questo film, avranno la voglia e la bontà di avvicinarvisi, sfatando una volta per tutte il luogo comune che identifica il cinema del passato, come qualcosa di sorpassato e tendenzialmente noioso.

Credo infatti che il nostro principale dovere di amanti del cinema sia proprio quello di far conoscere ed amare questa straordinaria arte ai giovani e forse proprio a partire da questi film, pellicole che anche dopo parecchi anni e altrettante visioni, non hanno perso nulla del loro contagioso fascino o della loro inaspettata attualità.

Più della levità della divina Audrey Hepburn, su cui magari torneremo dopo, quello che colpisce è proprio l’estrema modernità del film diretto da Blake Edwards. Quello che Colazione da Tiffany propone è infatti molto più attuale e progressista di quello che il cinema moderno va veicolando oggi. Holly Golightly, la protagonista, è infatti una ragazza moderna, convinta di non appartenere a nessuno e determinata a sfruttare l’ottusità degli uomini che la circondano, fino a quando in maniera decisamente attuale si rassegnerà all’amore e allora la sua finta sicurezza andrà in pezzi determinando una finale e sospirata accettazione di se, attraverso una nuova e commovente consapevolezza, Lo stesso George Peppard ci regala una figura di uomo estremamente sensibile e consapevole, rappresentando esattamente e fedelmente la tendenza maschile di oggi, in cui l’uomo è prepotentemente ed irrimediabilmente in contatto con i propri sentimenti.

Poi c’è la bellezza e la maestosità di un film che non invecchierà mai, benedetto da una delle ultime dive di Hollywood, quella già citata Audrey Hepburn che ci ha fatto innamorare di se in Sabrina e in Vacanze Romane. Diretto da uno dei maghi della commedia sofisticata, tratto da un lavoro di Truman Capote, con una colonna sonora immortale e pieno zeppo di sequenze che hanno fatto la storia del cinema tra cui uno dei finali più belli di sempre, Colazione da Tiffany resta ancora oggi e resterà per sempre un modello di riferimento per tante o quasi tutte le commedie romantiche, ancora capace di essere folle, bellissimo, romantico, fragile, divertente e commovente esattamente come la sua splendida protagonista.

Guardare oggi Colazione da Tiffany, un film in cui un Gatto non è solo un gatto ma una promessa sussurrata tra le lacrime, non significa fare un tuffo nel passato, ma capire di cosa è fatto il cinema e in sostanza di cosa sono fatti i nostri sogni.

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