MY WEEK WITH MARILYN: C’era una volta…

Per una volta è il cinema, quello vero, il protagonista di una vicenda affascinante e splendidamente arricchita dalla gentilezza dei ricordi.

In modo diverso dal pluripremiato e tanto decantato The Artist, ma anche dal sottovalutato Hugo Cabret, My week with Marilyn (in Italia semplicemente Marilyn) racconta il cinema che fu, quello dei suoi protagonisti, dei suoi volti e delle sue fragilità.

Siamo in Inghilterra, Lawrence Olivier (uno straordinario Kenneth Branagh) incontra la diva per eccellenza, Marylin Monroe (una Michelle Williams che doveva portarsi a casa l’Oscar), per dirigerla ne Il principe e la ballerina. Sullo sfondo un’epoca, un modo di sentire, vivere e parlare, attori, attrici, film e sentimenti, mentre la diva-divina si consuma lentamente, splendida e lucente, ammaliante ed incantatrice, insicura e tenera, sfuggente, eterea e perchè no, commovente.

My week with Marilyn è il tipo di pellicola che l’appassionato vorrebbe non finisse mai, perché riesce a restituire con una forza indicibile, gli odori e i sapori di un cinema che è stato e che purtroppo non sarà mai più. Ricco di dettagli e di suggestioni, come solo una bella passeggiata sul viale dei ricordi sa essere, satollo di cinematografici umori, My week with Marilyn scivola via etereo e sfuggente, eppure concreto e vividissimo, capace davvero di essere e non solo di apparire.

Merito degli straordinari interpreti (Judi Dench ha dieci battute, ma risplende di luce propria), ma anche e soprattutto di una sceneggiatura che senza essere agiografica riesce ad indagare con rispettoso affetto, una personalità fragilissima e magnetica, che da sempre ha affascinato gli amanti del cinema. Marilyn vera e propria icona, fenice ed Arca dell’alleanza ricca di promesse e segreti, risulta fragilissima e terribilmente reale, regalando ad ognuno di noi l’inganno di poterla toccare e possedere, almeno per una settimana. Marilyn, che più di ogni altra ha rappresentato il cinema, riuscendo ad incarnare una femminilità totale e magnetica, padrona assoluta di uno schermo che negli anni si è fatto sempre più piccolo.

Sogno e passione, istinto ed ossessione, zenit di celluloide e nadir di carne e sangue, essenza stessa di un mondo che ha finito per divorarla e divorarsi.

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LA SCENA CHE VALE IL FILM

Ogni volta che si gira Il principe e la ballerina, vero e proprio balsamo per il corpo ferito di ogni nostalgico cinefilo.

L’ANGOLO DELL’INTRIGANTE NOZIONISMO

Michelle Williams ha vinto un Golden Globe per questo bellissimo ruolo, ma l’Oscar le è stato portato via per un soffio dall’ex primo ministro britannico Margareth Tatcher, alias Meryl Streep. Prima di essere Marilyn ha interpretato diversi film, tra cui mi piace ricordare lo splendido I segreti di Brokeback Mountain. Kenneth Branagh (candidato all’Oscar come non protagonsta per questo film) oltre ad essere un bravo attore è anche un sopraffino regista, dedito soprattutto a Shakespeare. Indimenticabile il suo Enrico V, ma assolutamente imperdibile anche Nel bel mezzo di un gelido inverno, piccolo film in black & white, su di una sconclusionata compagnia teatrale che mette in scena l’Amleto.

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3 commenti

Archiviato in Drama

3 risposte a “MY WEEK WITH MARILYN: C’era una volta…

  1. non vedo l’ora di entrare in sala, sedermi e aspettare il buio…
    Marylin è stato un mito per la mia generazione… a quanto pare lo è ancora!!!

    • Ho dato un’occhiata al “progetto BOOKLAND”… personalmente la trovo una cosa splendida e mi sembra di poter dire (correggimi tu se sbaglio) che dando uno sguardo a questi ragazzi, il futuro forse promette bene.
      A presto.

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