Per Odino, bel film.

Sarò sincero, non avevo nessuna voglia di scrivere questa recensione, anzi non avevo proprio più nessuna voglia di scrivere, avvilito da tanti, troppi film tutti uguali e profondamente deluso da un panorama cinematografico che confina in un cantuccio l’esigenza di essere e promuove a piene mani la voglia di apparire. In un periodo come questo, mi rendo conto di rifugiarmi sempre più in me stesso e nelle pellicole che conosco meglio, cercando in loro un conforto che spesso non arriva. Poi esiste il non trascurabile problema di avere qualcosa da dire e di conseguenza da scrivere. In un panorama come questo, il superfilm sui supereroi pensavo proprio di risparmiarmelo, anche perché ormai tutti quanti ne avevano detto, scritto e argomentato, cantandone lodi e confezionando  pigiamini di saliva.

Eppure ancora una volta mi sbagliavo, perché The Avengers è proprio un bel film, una lettera d’amore a tutti gli appassionati che sono cresciuti sognando Thor ed imitando Hulk. Diviso equamente tra testa e pancia il film di Vhedon mette tanta carne al fuoco riuscendo magnificamente a gestirla, senza trascurare mai l’anima a favore del corpo. Certo ci si compiace e diverte vedendo gli eroi combattere tra loro menando botte da orbi qua e là, ma comunque resta dentro un forte senso di immaginifico e meraviglioso, qualità rara e preziosa non solo al cinema.

Non bisogna però fare confusione.

Sì perché The Avengers è un gran bel film, ma una volta diradatosi il polverone quello che resta è un giocattolone e non un miracolo.

Ora più che mai risulta cruciale ricondurre le cose alla loro giusta dimensione. Pur essendo uno spettacolo pantagruelico e magnificente, quello che ci troviamo di fronte è solo un film, riuscito, avvincente, titanico per carità, ma sempre e solo un film. Purtroppo spesso tendiamo, io per primo, a far confusione tra pellicola ed evento, abusando di questo termine che va centellinato e non continuamente sprecato. Senza nulla togliere a The Avengers che convince e resta sempre e comunque un buon film, ci troviamo al cospetto di qualcosa per cui non vale  davvero la pena di restare a bocca aperta, senza fiato. Forse sto invecchiando o probabilmente invoco un ritorno ad un cinema più etico e meno urlato, ma mi sono stancato di sentir amplificare in toni superlativi dozzine di pellicole spesso identiche.

Consapevole che questo tipo di considerazioni mi farà odiare da molti, un po’ come accadde con Avatar, non posso esimermi dal ricordare ancora una volta che The Avengers è solo un film, di certo non quel miracolo cinematografico di cui quasi tutti parlano.

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