Sembra incredibile, ma è davvero tutto sbagliato nel pessimo The Raven, talmente tanto sbagliato da poter quasi fungere da compendio filmico degli errori da evitare quando si decide di confezionare un thriller.

A cominciare dall’assurda interpretazione di un John Cusack assolutamente fuori ruolo la regia di James McTeigue ce la mette proprio tutta per affastellare trovate incredibili e congetture al limite della follia. Tra ingenue citazioni dall’opera di Poe e investigatori al limite del superominismo, la trita e triste vicenda narrata da The Raven, giunge ad una temuta e sciocca conclusione, buona giusto per curare l’insonnia.

Inspiegabilmente giunto nel nostro paese prima che nel resto del mondo, fatto che avrebbe dovuto farci sentir puzza di bruciato, The Raven sussurra e sussulta, scippando a piene mani idee da altri film. Se il meccanismo ad incastro ricorda fin troppo la saga di Saw, senza nemmeno risparmiarci i dettagli macabri, sono i colpi di scena a risultare telefonati e fiacchi, vere pecche di ingenuità, che a un genere come il thriller non si possono certo perdonare.

Le false piste desseminate per farci cadere in contraddizione, le forzature insite nella macabra caccia al tesoro che anima l’intera vicenda, fino al prevedibile svelamento del colpevole e all’assurdo finale, sono elementi che gridano vendetta agli occhi di noi spettatori del 2012 che ormai sul grande schermo ne abbiamo viste cose che voi umani non potreste immaginare

Alla fine della fiera, la luce si accende e l’amarezza si fa strada nel nostro cuore di spettatori speranzosi e appassionati, increduli e indignati dal constatare che un film che si basa sulle opere geniali di un autore pieno di sorprese, non sia riuscito nemmeno a farci provare un brivido, un’emozione, un sussulto o un semplice ed insofferente moto di noia.

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LA SCENA CHE VALE IL FILM

Forse, volendo essere indulgenti, l’omicidio ispirato a Il pozzo e il pendolo.

L’ANGOLO DELL’INTRIGANTE NOZIONISMO

Il regista, James McTeigue, è noto alle cronache per il riuscito V per vendetta. Il protagonista John Cusack non ha bisogno di presentazioni avendo interpretato tantissimi film  anche se, pur avendo alle spalle blockbuster come Con Air e 2012, è restato in qualche modo legato alle piccole produzioni di stampo indipendente. Cusack ha cominciato la sua carriera alla corte del mai dimenticato John Hughes (tre titoli imperdibili: Una pazza giornata di vacanza, Un biglietto in due e Breakfast club), per poi approdare, dopo una gavetta tra la commedia sentimentale, a produzioni ben più significative. Se volete recuperare un paio di titoli imperdibili, ecco i miei preferiti: Rischiose abitudini (splendido, disperato e luciferino noir senza un briciolo di luce e speranza diretto da Stephen Frears), Essere John Malchovich (sottovatutato e originalissimo film diretto da Spike Jonze), Alta fedeltà (commedia divertente e divertita tratta da Nick Hornby e ancora una volta diretta da Frears) e infine Identità (originale e intelligente thriller al fulmicotone da rivalutare). A chi volesse avere una testimonianza di una vera opera d’arte ispirata alle geniali righe di Poe, consiglio di recuperare l’indispensabile Tales of mystery and imagination Edgar Allan Poe, concept album imprescindibile dei mitici Alan Parsons Project. Primo disco dello storico gruppo datato 1976, in cui ogni traccia porta il titolo di una novella o di una poesia di Poe.

Dopo il trailer ne potete ascoltare un brano chiamato proprio The raven.

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