AVVERTENZA Ecco uno di quei film che vengono recensiti solo per mettervi in guardia. Non amo sparare a zero sui film, trovo sia un mero esercizio di stile, ecco perchè tento di vedere solo pellicole che spero mi piaceranno, ma purtroppo in me esiste anche una parte buia, che si ciba di cinema horror e ogni tanto devo pur nutrirla. Queste righe, pur scritte controvoglia, sono un monito per quanti, come me, abbiano pensato anche solo per un istante che magari questo film potesse essere passabile. FINE AVVERTENZA

L’appassionato di horror, ho già avuto modo di dirlo, è un animale strano e controverso, attende nell’ombra il momento giusto e la pellicola giusta, pazientemente intento a ricercare quel film che gli farà finalmente provare un brivido. Purtroppo questa nobile pratica condanna l’appasionato a cibarsi in modo compulsivo ed onnivoro di pellicole quasi non degne di questo nome, filmetti rozzi e dozzinali, trame abboracciate, interpreti approssimativi e trovate narrative semplicemente assurde, sono il suo pane quotidiano, in attesa di poter soddisfare la sua fame di cinema horror.

La brutta notizia è che ATM Trappola mortale non solo non placa quell’atavico appetito, ma lo aumenta a dismisura in quanto risulta talmente indigesto da farci rimpiangere perle quali Anaconda 3 e Final destination 4. I film appena citati infatti almeno hanno la dignità di essere consapevoli della propria stupidità, presentandondosi in maniera umile ed affidandosi alla benevolenza della corte. ATM non ha questo pregio e si staglia solitario ed imbronciato come uno sceriffo del vecchio west, pretendendo attenzione quando invece dovrebbe correre a nascondersi sotto il tappeto.

Dopo una serata di allegria tre colleghi, due uomini e una donna, si ritrovano a tornare a casa insieme, il tempo di una veloce sosta ad un bancomat e la loro nottata si trasformerà in un incubo. Infatti uno sconosciuto armato di un’insana determinazione li costringerà a restare rinchiusi nel succitato bancomat, impedendogli di uscire con qualsiasi mezzo. Mah!?!

Già dalla trama avrete capito che il film non brilla per intelligenza di sceneggiatura, le ragioni che costringono il terzetto all’interno dell’erogatore di contanti restano a tutt’oggi un mistero. Tant’è che le occasioni per uscire, defilarsi, soverchiare lo sconosiuto grazie alla superiorità numerica ci saranno eccome, ma inspiegabilmente i nostri non le coglieranno mai.

Non vi racconto tutto questo per rovinarvi la visione, sarebbe impossibile, il film è bravissimo nel saborasi benissimo da solo, ma cerco semplicemente di mettere in guardia altri appassionati che come me, forse si imbatteranno in questa porcheria. Ammorbato da espedienti narrativi a dir poco ridicoli (l’allagamento del bancomat è un pezzo di cinema che non dimenticherete facilmente) e da una specie di twist finale assolutamente assurdo, il film si impone come peggior horror dell’anno, per ora, avendo anche il dubbio merito di dare nuovi impensabili significati al termine Orrore.

E pensare che questa roba ha visto il buio di una sala cinematografica, mentre capolavori come The Woman, Kill list e Red state sono e resteranno inediti in questo splendido ed incomprensibile paese.

La caccia è ancora aperta, la fame è ancora tanta.

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LA SCENA CHE VALE IL FILM

Il succitato allagamento, uno dei momenti più divertenti che mai si siano visti al cinema.

L’ANGOLO DELL’INTRIGANTE NOZIONISMO

Dando un’occhiata al cast scopriamo che Alice Eve ha interpretato il simpaticissimo Lei è troppo per me e il sottovalutato Crossing Over, pellicola corale sull’immigrazione negli Stati Uniti. Brian Gerarghty era in film come Jarhead e The Hurt Locker, che brutta fine.

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