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Perfect sense è la storia di una malattia, anzi de LA malattia, quella definitiva, nata per cancellare l’umanità dalla faccia di questo stolto e bellissimo pianeta.

Perfect sense è soprattutto una splendida storia d’amore.

Mai prima d’ora gli ultimi giorni dell’umanità sono stati rappresentati con tanta struggente poesia, condannati ad una lenta discesa negli inferi, due esseri umani speciali e complementari si trovano, si lasciano, si cercano e si perdono l’uno nell’altra. L’umanità per una volta viene rappresentata con una dignità, un pudore e un’integrità etica da far accapponare la pelle, composta non solo di piccoli esseri smarriti, ma fatta anche di gesti, suoni, dettagli ed istanti irripetibili.

Concentrati e convinti dell’importanza di adattarsi e di continuare a perpetrare una rutine, perduti tra le pieghe di un’eterna e confortante ripetizione di se, gli abitanti di questo fragile pianeta, si cercano e si perdono. Quando tutto viene cancellato, l’unica cosa che resta, potente, unica e riconoscibile, è l’amore, antidoto supremo alla paura e all’estinzione, medicamento gentile e dolcissimo, ancora capace di regalare la pace e la speranza.

Perfect sense è in questo senso un film perfetto, come recita il suo bel titolo, capace di emozionare e commuovere, regalandoci un’apocalisse grigia ed incruenta, appannaggio di un sensibilità aliena ed estranea, spiazzante eppure ricchissima di sensazioni potenti buone per rendere satollo il cuore e il palato. L’umanità rappresentata da Ewan McGregor ed Eva Green, è un magma di anime gemelle sfuggenti, tremolanti fiamme di candela e sussurri a fior di labbra, promesse non mantenute e atone grida di paura.

Grazie ad una regia personale ma non rivoluzionaria, fatta di intuizioni geniali e sequenze potentissime, Perfect sense scarta continuamente, irraggiungibile e indecifrabile, capace di restituire un’etica della precarietà assolutamete inedita e terribilmente emozionale, aiutata anche dal magnifico significante a cui si abbandona intensamente, in grado di regalare maggior profondità e spessore al suo disarmante significato.

Uomini e donne soli, capaci di miracoli e miserie, perduti nello spazio, nell’amore o più semplicemente smarriti in un abbraccio.

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LA SCENA CHE VALE IL FILM

Tutti i “cambiamenti” del film sono momenti epocali, cruciali, bellissimi, tra tutti la grande fame che precederà la perdita del…

L’ANGOLO DELL’INTRIGANTE NOZIONISMO

Eva Green è stata la meravigliosa e conturbante protagoista dello splendido The Dreamers, omaggio al cinema e a un’ideale che fu di Bernardo Bertolucci. E’ stata anche la bond girl di 007 Casino Royale. Ewan McGregor non ha bisogno di presentazioni, tantissimi i suoi film. Tra tutti non è facile sciegliere. I miei preferiti sono:  Trainspotting, Grazie Signora Tatcher, Moulin Rouge, Big Fish e L’uomo nell’ombra. Il regista David MacKenzie è lo stesso di Young Adam, sempre con Ewan McGregor.

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