THE DESCENDANTS: Il cinema del cuore e la famiglia fenice

Il cinema di Alexander Payne è un cinema che resta appiccicato addosso.

Mentre si assiste a The descendants (ma c’era proprio bisogno di chiamarlo Paradiso amaro?) quasi senza rendersene conto, se ne resta conquistati. I suoi personaggi e le vicende di vita vera qui narrate con sapienza e sipidezza, ti restano incollate addosso, come a rivendicare un’appartenenza universale al comune sentire, patrimonio genetico condiviso con empatia e compassione da ciascuno di noi.

Film intrappolato nelle trattenute emozioni di un padre condannato a rivedere e correggere la sua intera vita, inadatto ed inadeguato neofita di una genitorialità che gli è estranea, The descendants gioca le proprie carte lentamente, mettendo sotto la lente del suo pietoso microscopio, la vita di una famiglia, per arrivare a mettere in discussione l’intero sistema su cui si fonda la nostra comunità civile.

Restituendo alla terra il dignitoso ruolo di risorsa e non di semplice sfruttamento e speculazione, arrivando a delimitare così un recinto dell’anima, Payne racconta la riscoperta delle illusioni e l’affermazione della poesia, reiterata attraverso l’addio e l’amore. Film di attimi e di parole mai pronunciate a caso, The descendants può contare su di uno straordinario George Clooney, mai così maturo e sfumato, ma soprattutto su di una sceneggiatura eccellente, che con qualche commovente ingenuità arriva a toccare quei nervi scoperti che ognuno di noi conserva celati nel profondo.

La famiglia come microcosmo responsabile ed autosufficiente, incapace di indietreggiare e determinato a risorgere dalle proprie ceneri, come una mitica ma non illusoria fenice, foriera di speranza, amore e condivisione.

Viaggio interiore  di consapevolezza e crescita, accettazione e scelta, The descendants, resta lì, conficcato tra le pieghe del cuore, determinato a restarci per tantissimo tempo, onde poterci ricordare ancora una volta che cosa significa essere un padre, un marito, un uomo.

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LA SCENA CHE VALE IL FILM

Tante. Un padre e un ragazzo che conosce appena, si parlano a tarda notte. Alcuni paesaggi mozzafiato mentre la risacca dell’Oceano fa sentire la propria voce. L’orgoglio di una figlia che difende il padre agli occhi del nonno. Un’inaspettata visita all’ospedale. Un padre e le sue figlie sul divano a mangiare gelato… potrei continuare.

L’ANGOLO DELL’INTRIGANTE NOZIONISMO

Payne è anche regista del fortunatissimo Sideways con uno strordinario Paul Giamatti, del meraviglioso (MERAVIGLIOSO) A proposito di Schmidt e del dimenticato ma bellissimo Election. George Clooney non ha bisogno di presentazioni, mi piace ricordare che il suo debutto al cinema è avvenuto grazie ad uno stupidissimo e bruttissimo horror dal titolo Return to Horror High. Personalmente avrà la mia sempiterna stima per aver interpretato le prime 5 stagioni di E.R. la miglior serie televisiva di sempre (escludendo forse Doctor Who). Nei panni del nonno troviamo Robert Forster, candidato all’Oscar nel 1997 grazie a Jackie Brown di Tarantino.

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2 commenti

Archiviato in Commedia, Drama

2 risposte a “THE DESCENDANTS: Il cinema del cuore e la famiglia fenice

  1. Assolutamente d’accordo.. da sottolineare la prova di George Clooney, davvero bravo. E la scena della piscina…bella! :-)

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