C’è più magia in un solo fotogramma di Hugo Cabret, di quanta ce ne sia in tutto The Artist.

Dichiarazione d’amore incondizionato e totale al cinema , nella sua forma più poetica e fanciullesca, Hugo Cabret, attraversa le nostre vite e la nostra anima con la levità del ricordo e la delicatezza di un sussurro.

Scorsese, approdato al cinema per ragazzi, o presunto tale, visto che comunque questa pellicola ha implicazioni più adatte ad un pubblico adulto, più pronto e preparato a coglierne tutte le sfumature, confeziona un film profondo ed affettuoso, anche se non privo di difetti.

Appesantito dalla messa in scena di tutta quell’umanità particolarissima ed accessoria, che sembra ormai un topos di certe storie dedicate ad una pletora di casalinche disperate in odor di nostalgia parigina, Hugo Cabret è comunque e soprattutto una lettera d’amore ad un universo immaginifico a cui Scorsese deve tantissimo, quello del cinema.

Attraverso lo sguardo incantato e vergine dell’orfano Hugo, è facile emozionarsi e perdersi, smarriti tra i meccanismi di un orologio cinematografico, estremamente sincero. Il mondo rievocato da Hugo (e mi riesce molto difficile non svelarvi altro) è quello dell’incanto e della meraviglia, la terra del sentimento, della magia e del passato. Il cinema è tutto questo, vero motore e molla, meccanismo perfetto e gioco di prestigio, fucina di emozioni e lacrime, carpentiere dell’anima ed angelo custode di uno ieri che può ancora ripetersi, uguale eppure diverso negli occhi di chi lo guarda.

Hugo Cabret è uno splendido film, che con umiltà, sincerità e commossa partecipazione, tenta di restituirci qualcosa che ci è stato tolto e rubato, la meraviglia di una risata, la spiazzante fissità di una lacrima, il desiderio di vivere e sognare, ricordare ed essere.

E tutto ciò riesce a restituircelo attraverso il cinema, mezzo magico a cui tutti noi, compresi me che scrivo e voi che leggete, dobbiamo tantissimo. Il cinema è la ragione per cui ci siamo trovati ed abbiamo deciso di stringerci in un ideale abbraccio, qui, ora, come una famiglia e per tutta la vita.

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LA SCENA CHE VALE IL FILM

Tutte quelle in cui viene rappresentata la magia del cinema che fu, incredibile e magico.

L’ANGOLO DELL’INTRIGANTE NOZIONISMO

Film pieno zeppo di star, anche in piccoli ruoli. Si comincia con il poliedrico e geniale Sacha Baron Cohen nel ruolo del poliziotto della stazione, già autore di Borat e Bruno,  a breve è in uscita The Dictator, esilarante film basato su di uno scritto di Saddam Hussein, ne vedremo delle belle. Il giocattolaio ha il volto di Ben Kingsley, attore straordinario, che ha regalato al cinema ruoli indimenticabili, tra tutti mi piace ricordare l’esilarante Doctor Watson da lui interpretato al fianco di Michael Caine nell’indimenticabile Senza indizio, in cui si teorizza che Sherlock Holmes sia un attore imbranato e che il vero genio investigativo sia invece il suo amico e braccio destro. Infine tra gli altri, piace vedere nei panni dell’amica di Hugo la sempre più brava Chloe Moretz, indimenticata Hit Girl di Kick Ass e dolente bambina vampiro in Blood Story. Scorsese, credo proprio che non abbia bisogno di presentazioni. Volendo compilare una lista dei miei film preferiti da lui diretti:

Taxy Driver, Toro scatenato, Re per una notte, Fuori orario, Casinò e Shutter Island.

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