L’altro ieri ho compiuto 40 anni.

Ho deciso di festeggiare portando la famiglia al cinema.

A vedere I Muppet.

Per molti 40 anni sono tanti, sono un’età responsabile e cruciale, uno spartiacque tra ciò che era e ciò che sarà. Per me sono solo un anno in più. Eppure ha qualcosa di estremamente simbolico l’andare al cinema nel giorno del proprio quarantesimo compleanno per vedere un film dedicato ad un gruppo di pupazzi che hanno abitato la tua vita infantile, creando in un’affezione un pò malsana. Non solo, la vera domanda è una soltanto. Saranno ancora capaci di suscitare gioia, risate ed emozione un gruppo di pupazzi che ormai hanno passato a loro volta i quaranta?

Con questo tumulto di sentimenti nel cuore e nella mente, ho varcato la soglia della sala cinematografica e con mia grande sorpresa il miracolo si è compiuto ancora una volta, facendomi decrescere, conquistandomi gli occhi e prendendo in ostaggio i miei sogni.

Quindi diciamolo subito forte e chiaro, I Muppet è un capolavoro.

Ben inteso che bisogna quindi capire che cosa si intende con questa altisonante definizione. Esistono i capolavori assoluti e certificati da una pletora di scritti che ne attestano la validità e ci sono quelli personali, privati, segreti, quasi intimi. Ecco, I Muppet non è un capolavoro nel vero senso della parola, ma è un mio capolavoro, personale, privato, infantile e delicatissimo.

Le ragioni che portano ad affermare ciò sono moltissime e mi riesce difficile descrivere a parole l’emozione fortissima e la pura gioia da me provate nel momento in cui sul grande schermo erompe ancora una volta tonitruante e totale, la sigla dello show che tanto ho amato da bambino. Di fronte a quella meraviglia e a quei mirabolanti numeri musicali riproposti così sfacciatamente, sinceramente ed ingenuamente, io ho abbandonato l’oggi e mi sono ritrovato nella terra di ieri, quella della mia nostalgia e della mia infanzia.

Ma nei Muppet non c’è solo un indimenticabile effetto nostalgia, l’eccezionalità di questo film e la sua importanza, non solo sentimentale, ma strettamente cinematografica è dimostrata in maniera inequivocabile dalla torrenziale presenza di star che si sono prestate ad interpretare un semplice cameo, stringendosi in un affettuoso e simbolico abbraccio intorno ai coloratissimi pupazzi, consapevoli che la comicità del cinema e della tv di oggi è debitrice di quella che in nuce era già presente nei personaggi creati da Jim Henson.

Mi rendo conto di aver parlato molto di me e pochissimo del film, ma non si può parlare di questa pellicola senza entrare nella sfera privata e personale del vissuto di ciascuno di noi. Sì perchè i Muppet appartengono a ciascuno di noi, ognuno ha il suo personaggio preferito e ciascuno a suo modo ha almeno un ricordo legato a questi mirabolanti pupazzi.

Poco importa se solo quelli della mia generazione li hanno conosciuti ed amati sullo schermo della tv, sono convinto che esista modo ed occasione perchè anche i bambini di oggi possano affezionarsi a loro.Questo film, con i suoi colori, le sue trovate e le sue splendide canzoni, è la straordinaria miccia che da sola può innescare una passione capace di durare una vita intera.

I Muppet sono eterni e non hanno età, così come non riescono ad invecchiare e passare veramente di moda. Fino a che qualcuno continuerà a credere in loro, a scrivere canzoni e a dar loro voce e vita, i Muppet continueranno ad allietare i nostri pomeriggi e i nostri sogni.

Perchè sinceramente e veramente, tutti loro, sono fatti proprio della magnetica, magnifica e magica materia di cui sono fatti i sogni più belli.

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