Se pensiamo che si parla di questo spin off fin dai tempi di Shrek 2, quindi dal lontano 2004, il risultato finalmente giunto di fronte ai nostri occhi alle soglie del 2012, risulta ancor più deludente ed approssimativo.

Il gatto con gli stivali è veramente un brutto film, semplicemente, senza scuse e senza attenuanti. Certo l’animazione è sublime e conquista al primo fotogramma, ma sono il cuore, l’anima e a dire il vero anche la sceneggiatura a difettare in questo pastiche felino, a metà strada tra la favola e il west. Non bastano una pletora di comprimari di lusso e un protagonista simpatico, per una volta ottimamente doppiato anche in italiano dal buon Antonio Banderas, a rendere memorabile un film, infatti come è noto, ci vorrebbe prima di tutto una cosetta chiamata storia. E’ proprio la tanto millantata epopea del Gatto con gli stivali a risultare priva di nerbo e sostanza, risultando ora della fine semplicemente un impalpabile pretesto.

Mixando poco sapientemente e soprattutto in modo poco omogeneo sequenze divertenti come quella del primo incontro con Kitty zampe di velluto, insieme ad altre talmente rutilanti da perderne il filo ed infine con siparietti e flashback poco azzeccati, Il gatto… giunge ad una conclusione quasi insperata e soprattutto attesa. Storia di vendetta e onore, con il grande problema di non convincere ne di divertire mai fino in fondo, il film dedicato al felino coi tacchi, è il classico prodotto Dreamworks, casa di produzione che ci ha ormai abituati ad impeccabili cartoni senza un briciolo di cuore, asettici come una clinica svizzera in cui non albergano ne passione ne compassione.

Spogliato di tutte le luci, i colori e le citazioni, quello che resta è solo un mediocre film d’animazione di intrattenimento, pronto a farsi dimenticare in un amen ed incapace di un minimo di empatia verso un pubblico certo indulgente, ma non ancora del tutto stordito.

Troppo cattivo? Vedere per credere.

.

Advertisements