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Non è la colonna del totocalcio, ma il numero di spettatori che probabilmente si recheranno in sala per vedere Monsters, consapevoli di ciò che li aspetta.

Uscito alla chetichella e in estremo ritardo, senza uno straccio di promozione degna di questo nome, questo film del 2010 non è quel che sembra.

Sgombrate la mente da Cloverfield e District 9, qui siamo da un’altra parte e più precisamente dalle parti della storia d’amore in circostanze particolari ed uniche.

La cosa splendida di un film come Monsters è la quasi assenza e l’assoluta accessorietà dei mostri che danno ragione d’essere al titolo. Nessun colpo di scena, nessun evento epocale, gli alieni sono tra noi ormai da alcuni anni, sono atterrati in Sud America, sono giganteschi, mostruosi e parecchio incazzati, l’esercito combatte come può, cercando di isolare e preservare gli Stati Uniti, mentre la gente si arrangia alla meglio, tirando avanti come ha sempre fatto. Sullo sfondo di tutto questo un uomo e una donna compiono un viaggio insieme, cercando di attraversare la zona infetta per tornare a casa.

Monsters è tutto questo, un film di mostri con pochi mostri e tantissima intelligenza, una pellicola di fantascienza terribilmente normale e quasi banale nella sua riproposizione di una consuetudine di dialoghi ed intenzioni. I protagonisti vivono e respirano un cambiamento che è dentro e fuori di loro,cercando di adattarsi e rendendoci partecipi ai loro pensieri, ma soprattutto alle loro emozioni.

Coraggioso e a tratti estremamente politico, polemico e poetico, Monsters racconta un pianeta che cambia e che si ribella, rivendicando una dignità e un’etica di appartenenza, che va a braccetto con un’idea di natura pura e assoluta.

A saper ben guardare, Monsters è uno splendido e profondo film, ma non è mai come ci aspettiamo, esattamente come il lungo viaggio della vita.

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VOTO DI PANCIA (APPENA FINITI I TITOLI DI CODA):

– 8 –

CHE INVESTIMENTO MERITA DA PARTE VOSTRA:

Cinema.

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