L’idea è quella di fornirvi un calendario dell’avvento, da sfruttare in queste feste. Un post al giorno per 24 giorni, pubblicato allo scoccare della mezzanotte. La selezione delle pellicole è piuttosto atipica, ma soprattutto arbitraria. Dalla commedia al dramma, passando per la tv e l’animazione, senza però scordare quei film che , anche se non strettamente a tema natalizio, hanno da sempre scandito il periodo delle feste, o più semplicemente rappresentano un nostalgico ricordo a cui attaccarsi pervicacemente.

Una volta ogni tanto capita di riconciliare noi stessi con il passato e con ciò che siamo stati. Ancora una volta qui il Natale centra poco, anzi nulla, eppure sostengo che ognuno di noi dovrebbe dare un’occhiata alle mereviglie di questo film almeno una volta l’anno e il periodo migliore per farlo è sicuramente il Natale.

Cresciuti e stanchi, delusi e indaffarati, sempre più tendiamo a perdere il contatto con le nostre radici, con quello che è venuto prima, confondendo i ricordi con i rimpianti, i desideri con i rancori. Poi avendo la voglia di inserire nel lettore dvd  Mary Poppins, tutto potrebbe apparire improvvisamente e sorprendentemente chiaro.

Termine di paragone assoluto per tutti i bambini e gli adulti del globo, tra ciò che è e ciò che fu, Mary Poppins si impone come ricordo e speranza, lacrima e risata, essere e apparire. Figlia del suo tempo, ma contemporaneamente appartenente a qualsiasi epoca e a tutti noi allo stesso modo,  la miglior pellicola Disney di tutti i tempi, rappresenta una volta per tutte, un’occasione di crescita per tutti coloro che sono cambiati dentro e fuori. Mentre quelle meravigliose immagini scorrevano sullo schermo di un cinema, per i più fortunati, o sullo schermo di un televisore al plasma, per tutti gli altri, ci siamo accorti che stavamo cambiando, desiderosi di essere compresi e di essere scagliati tra le nubi come aquiloni in preda alla brezza.

Mary Poppins è la mamma di noi tutti, la guida perfetta in un mare in tempesta agitato da obblighi, doveri e convenzioni, Poppins con la sua solare ed anarcoide gioia di essere, trascina tutto e tutti in una danza senza requie, stregati dalla melodia della sua voce, maledetti dalle sue meravigliose parole, dal loro bellissimo significato ed in ultimo straziati dalla loro colpevole utopia. Tornare bambini e affrontare di nuovo il distacco e la consapevolezza, propri di una bella favola che finisce, di un sogno che lentamente svanisce all’avvicinarsi dell’alba di un nuovo uomo.

Mary Poppins è ovviamente Julie Andrews, la sua voce e il suo sguardo amorevole, la sua fisicità e la sua integrità, confondendo una volta per tutte l’attrice con il personaggio, il cinema con la realtà, ancora una volta, l’essere con l’apparire. Eppure, Mary Poppins siamo tutti noi, bambini e adulti, adulti-bambini pronti a gettarci a capofitto in un disegno dipinto sul marciapiede, a sorseggiare un the sul soffitto, a vagabondare per i tetti e a donare tutti i nostri sogni ad una gentile vecchina che li renderà più veri.

Dubito che il buon vecchio Walt avesse intuito la longeva straordinarietà della pellicola, così come chi lo vede per la prima volta, fatica ad intuire che quelle voci, quella musica e quei fotogrammi, resteranno impressi per sempre nelle sue pupille e nel suo cuore, come un virus, un’incantesimo, una benedetta maledizione.

Mary Poppins è dentro tutti noi e dentro di lei c’è un pezzettino di ognuno di noi… ecco io lo avevo dimenticato, soffocato dalla vita, i doveri, le sciocchezze e le insicure incertezze, ma ora lo so e non ho più paura.

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