L’idea è quella di fornirvi un calendario dell’avvento, da sfruttare in queste feste. Un post al giorno per 24 giorni, pubblicato allo scoccare della mezzanotte. La selezione delle pellicole è piuttosto atipica, ma soprattutto arbitraria. Dalla commedia al dramma, passando per la tv e l’animazione, senza però scordare quei film che , anche se non strettamente a tema natalizio, hanno da sempre scandito il periodo delle feste, o più semplicemente rappresentano un nostalgico ricordo a cui attaccarsi pervicacemente.

Prima incursione del bravo Robert Zemeckis nella discutibile arte del motion capture, che in futuro ci avrebbe però regalato A Chistmas Carol, Polar Express è film imperfetto e discontinuo, anche se non privo di pregi e suggestioni.

Ammorbato dalla presenza di Ton Hanks qui impegnato ad interpretare ben cinque ruoli, il digitalissimo Polar Express, si trascina stancamente fino al momento in cui entra in scena Babbo Natale e il suo esercito di elfi (anche se nel doppiaggio italiano hanno tutti un imbarazzante e marcatissimo accento dialettale). Arrivato al Polo Nord infatti, il film cambia registro e finalmente sostituisce alla stasi, la meraviglia. Aiutato, moltissimo, dalla partitura composta per l’occasione dal sempre bravo Alan Silvestri, Zemeckis traghetta la pellicola verso un’annunciata conclusione lieta, non prima però di averci fatto trepidare per la sorte dei piccoli protagonisti.

La messa in scena un po’ primitiva, Tin Tin è lontano anni luce, è soltanto una piccola pecca, a confronto con il vero problema del film e cioè un’atarassia di fondo, un’assenza di turbamento ed emozione, che mal si sposa con il tema rappresentato. Qui la commozione e le lacrime non sono certo di casa, come invece tradizione vorrebbe, e anche se per qualcuno questo potrebbe rappresentare un pregio, alla fine della fiera appare più come un limite.

Non c’è nulla di più bello e coinvolgente infatti di un bel pianto liberatore carico di pathos e catarsi, mentre i titoli di coda dell’ennesimo film con protagonista Babbo Natale e quindi la nostra infanzia, scorrono impietosi sullo schermo del televisore. Peccato che di tutto questo sia privo Polar Express, troppo impegnato ad essere perfetto dal punto di vista tecnico, senza in realtà riuscirci, per ricordarsi di essere anche emozionante.

L’espressione perennemente attonita del piccolo protagonista, unita agli sguardi fissi e inebetiti dei suoi compagni di viaggio non aiutano a risollevare le sorti di una pellicola, che vede la sua parte migliore nell’immagine finale della campanella di Natale, di cui solo alcuni sentono il tintinnio, un po’ come questo film, di cui solo qualcuno ne avverte la meraviglia o più semplicemente il significato.

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Canzone di Natale atipica, ma splendida. Indimenticabile il video.

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