Dovete proprio perdonarmi, ma non sono di quelli che si sdilinquiscono di fronte alla celebrata tecnica del motion capture. Chiedo di nuovo venia, ma non sono tra coloro che si stracciano le vesti al cospetto dell’odioso Tin Tin, che si sbellicano con le trovate dei Dupont, impazziscono per il barbuto Addock e adorano il fin troppo intelligente, Milù. Insomma, dovete proprio scusarmi, ma non ho per nulla amato Le avventure di Tin Tin.

Rocambolesco, certamente, senza requie e senza pause, nemmeno a dirlo, ma l’ultima fatica di Spielberg pur incuriosendo e facendo divertire, non arriva mai a conquistare il suo pubblico. Al fianco di una messa in scena maniacale, che tocca la perfezione, ma di cui ancora fatico a dare una motivazione concreta, il Tin Tin di Spielberg sbalordisce ma non arriva mai a farci battere davvero il cuore, concentrato com’è a tenere occupata la nostra mente.

Forte di alcune sequenze memorabili, almeno un paio, ma che da sole non fanno certo il film, il lavoro dell’altrove geniale regista, sembra svogliato e senza ispirazione, pronto a meravigliarci con ogni mezzo, ma incapace di far vibrare le corde dell’empatia e di un certo entusiasmo partigiano, che gli è proprio.

Tin Tin vola, corre, indaga, rischia la vita, guida la moto, scopre un tesoro e si fa in quattro per divertirci, ma alla fine della fiera, non ci sorprendiamo mai a fare il tifo per lui, accorgendoci, con una punta di amarezza, che una volte accese le luci in sala, abbiamo già cominciato a dimenticare volti e mirabolanti imprese, confusi in una nebbia digitale in tre dimensioni, che sembra aver obnubilato le nostre menti. Troppe informazioni e poca anima, per una pellicola che può forse sembrare un’attualizzazione di Indiana Jones, ma che a saper guardare non ne possiede, l’ironia, la magia, la poesia e l’orrore.

Tutto da buttare quindi? Assolutamente no, il film è visivamente superbo e divertirà tantissimo grandi e piccini, eppure resta tutto in superficie, tonitruante, ma dimenticabile, magnifico ma non magico, troppo fanciullesco per un adulto e troppo adulto per un fanciullo.

Peccato.

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VOTO DI PANCIA (APPENA FINITI I TITOLI DI CODA):

– 6 –

CHE INVESTIMENTO MERITA DA PARTE VOSTRA:

La spettacolarità in campo meriterebbe il grande schermo, magari un mercoledì.

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