Sono confuso e poco felice.

Mentre Keira Knightley digrigna i denti, sporgendo in fuori la mandibola in una posa decisamente poco naturale ed elegante, nello stesso istante in cui Viggo Mortensen e Michael Fassbender sono impegnati in verbose discussioni su sogni fallocratici e libreirie scricchiolanti, la mia mente non può far altro che concentrarsi con estenuante pervicacia, su di un’unica,  basilare e semplice domanda: Perché?

Perché il regista di capisaldi del cinema come, Inseparabili e Videodrome ha confezionato questo tedioso sceneggiato televisivo a puntate?

Perché l’autore che ultimamente ci ha incantato con il rigore formale di veri capolavori come A History of violence e La promessa dell’assassino, si è infilato in questa anonima sfilata di luoghi comuni, buono per il pomeriggio di Rai2?

La risposta purtroppo non la conosco, ma vero è che A dangerous method non incanta e nemmeno ferisce, proponendo per l’ennesima volta una storia (già portata al cinema recentemente da Roberto Faenza) fatta di sesso, conflitto e tante tantissime parole. La struttura frammentaria della pellicola, che procede grazie ad azzardati salti temporali e diatribe verbal  epistolari, di cui ci viene dato solo un pallido accenno, non aiuta lo spettatore, che pur desideroso di riflettere, non ama veder liquidate velocemente questioni importanti e cruciali per lo svolgersi della storia.

Purtroppo non sono di aiuto in questo senso un terzetto di attori, francamente non memorabili, tutti egualmente impegnati a dar vita e voce alle oscure intenzioni del regista. L’evidente distacco e la poca partecipazione assolutamente tangibili, sono forse la causa di una disaffezione da parte dello spettatore, che giunto ad un certo punto, desidera solamente uscire indenne e il più presto possibile dalla sala cinematografica.

I critici paludati diranno che Cronemberg è sempre un maestro, seppur in sordina e forse meno provocatorio ed ispirato del solito, ma francamente credo che sia giusto non lasciarsi abbagliare dai nomi in cartellone, in primis da quello del regista.

A dangerous method è  un film noioso, verbosissimo e forse a tratti sbagliato… incidentalmente è anche un film di Cronemberg, altrove e in altri momenti storici, un vero maestro.

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VOTO DI PANCIA (APPENA FINITI I TITOLI DI CODA):

– 6,5 –

CHE INVESTIMENTO MERITA DA PARTE VOSTRA:

Purtroppo… Piccolo schermo.

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